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Consiglio comunale del 28 novembre

Puntualmente, come sempre in ogni Consiglio comunale, ci è ricascata…

Ringraziamo il buon Dio che ormai manca poco alla fine di un percorso che sembrava “tutto rose e fiori”, iniziato oltre quattro anni fa con tante belle speranze e poi precipitato nel dirupo delle “illusioni perdute”.

Glielo avevo detto in tempi non sospetti: “Non è per te fare il sindaco. Non hai nemmeno esperienza amministrativa e dovresti farti prima le ossa come consigliere e/o assessore, poi si vedrà”.

Non mi aveva dato ascolto. Ha vinto in quel fatidico 4 ottobre 2021 per strani e irripetibili casi “congiunturali” che raramente si verificano in politica. Non ne aveva colto il significato e le dinamiche. Si era illusa che fosse tutto merito suo (e questo le ha dato alla testa). Io stesso, come altri, l’avevo votata, pur “turandomi il naso”. Tanti, me compreso, le avevano poi offerto disponibilità a darle una mano. Ricambiati con  arrogante autosufficienza, chiusure grette ed altezzose.

L’esperienza mi dice che una persona tende di norma a migliorare, a diventare più disponibile e aperta quando assume importanti responsabilità e primari incarichi elettivi o direttivi. Con le dovute eccezioni. La Manta è una di queste. È peggiorata.  Raccoglierà quello che ha seminato. Spine.

“Ci semina spine, ccu nnu’ vàscia scazzatu”, dice un saggio, significativo e antico proverbio salentino, omologo di un altro meno sibillino… “Ci sputa an cielu an faccia ne cate”.

Continua imperterrita a “seminare spine”, a “fare male” a se stessa e agli altri.

Confesso che, costretto da diverse segnalazioni ad ascoltare la registrazione dell’ultimo Consiglio e l’ennesima performance della Manta, avevo scritto in un primo momento parole durissime e un titolo di fuoco. Poi ho cancellato tutto e riscritto queste considerazioni.

Poveretta!, mi son detto. Perdere così il “lume della ragione”, nonostante il ruolo, non è normale. Forse non sta bene e bisogna compatirla.

“Adda passa’ ‘a nuttata”, diceva Eduardo in “Napoli milionaria”. Bisogna avere pazienza e fiducia.

Riepiloghiamo brevemente il nuovo “fattaccio”, anche questo frutto della (il)logica concezione politica mantiana del “Chi perde sta zitto, chi vince può parlare”, di cui ho scritto in un precedente articolo, tra l’altro molto letto (cliccare su Fanno il deserto e lo chiamano… democrazia…).

Succede che il 28 novembre, alle 10.00, si svolge il Consiglio comunale. La convocazione mattutina provoca la contrarietà di due consiglieri di opposizione, che per protesta (dicono) abbandonano l’aula. Rimangono altri due consiglieri di opposizione. Un’altra è assente. Si discute di variazioni di bilancio. Tutto fila liscio. La consigliera Sabrina Perrone fa il suo intervento in modo pacato. Replica in modo altrettanto pacato l’assessore al Bilancio Giuseppe Castellana. Controreplica, sempre pacata, dell’una e dell’altro.

28 minuti e 50 secondi di pacata e corretta dialettica maggioranza/opposizione.

La discussione sul punto sembra esaurita e si dovrebbe passare al voto. Invece, la sindaca chiede di intervenire. E qui succede il patatrac.

Esordisce d’emblée lanciando una “bottiglia molotov” (politica, naturalmente): “Intervengo solo per fare una precisazione perché rimango veramente esterrefatta dalla confusione creata ad arte dalla consigliera Perrone che viene oggi qui in Consiglio comunale del tutto impreparata rispetto ad una variazione di bilancio… e si pretende di venire con una telefonata fatta alla Dirigente questa mattina alle 9, un’ora prima del Consiglio…”.

Un qualsiasi Presidente del Consiglio comunale, serio e rispettoso delle Istituzioni, avrebbe dovuto fermarla subito e toglierle la parola, considerato che non interveniva sull’o.d.g., ma “solo”, come lei stessa dice, per esprimere giudizi (personali e offensivi) su una consigliera, a suo dire “del tutto impreparata”.

Non osa farlo la Presidente del Consiglio (per ignoranza, mancanza di autorevolezza o subalternità alla “bombarola”?!?). È costretta a farlo “per questione personale” la Perrone, che protesta fermamente e senza urlare per quella che ritiene una violazione della sua privacy… come si permette la sindaca di riportare pubblicamente la sua telefonata privata ad una dirigente comunale e persino l’ora?!?

Quello che segue potrete ascoltarlo direttamente nei minuti che seguono sino al 35°(dal 28°) o giù di lì…

La sindaca non si contiene di fronte alla protesta della Perrone e urla da par suo una serie di “mantate”… “la consigliera Perrone deve imparare l’educazione… volgare show della consigliera… sua impreparazione…”, ecc. sino a ripetere per tre volte e senza motivo… “…chiedo che lei venga allontanata dall’aula…” (!!!).

Nemmeno ora interviene l’ignava Presidente del Consiglio per domare l’incendio che sta provocando una sindaca senza freni, che offende e calpesta persino ruoli e dignità istituzionali, considerato che l’eventuale allontanamento dall’aula di un consigliere è competenza esclusiva di chi presiede il Consiglio ed è previsto solo in casi gravissimi e dopo due richiami ufficiali, che non ci sono mai stati.

Né interviene per bloccare il profluvio di offese “senza capo né coda” che continuano ad uscire senza controllo dalla bocca della sindaca contro la consigliera… “… volgarità dell’intervento (?!??!?) … è venuta impreparata… a fare show su temi che non le competono… lei non ha compreso nulla, parla del nulla… lei viene costantemente impreparata… farebbe bene a tacere… farebbe bene ad ascoltare e studiare…lei è veramente volgare, volgarissima…” e così via cianciando, elucubrando e inveendo sino al min. 35 e 10 sec., quando finalmente la “Malorgio addormentata” (e complice) la ferma e dichiara “chiusa la discussione”.

Gli “ultimi giorni di Pompei” di una sindaca incendiaria che “erutta” in Consiglio violenza, cattiverie e offese contro le consigliere di opposizione
Sabrina Perrone

Bisogna dare atto alla consigliera Perrone di aver mantenuto un contegno e di non essere caduta nelle provocazioni della Manta. Secondo costei la consigliera sarebbe “del tutto impreparata” senza rendersi conto di essere illogica e ridicola. La consigliera, infatti, è stata per anni funzionaria presso un Comune del Barese (per cui ha esperienza nel settore amministrativa) e oggi lavora presso l’Università del Salento come funzionaria del Settore amministrativo-gestionale.

Perché allora tante parole offensive e devastanti e questo reiterato accanimento contro la consigliera Perrone e in precedenti Consigli anche contro la consigliera Vantaggiato?!?

… ma cosa ha questa donna contro le altre donne?!?

Sconcertano i suoi interventi assurdi e incendiari, ma sconcerta ancor di più il livore che dimostra puntualmente e ripetutamente contro le donne che hanno ruoli istituzionali. Quando in Consiglio interviene una consigliera di opposizione sembra come se in lei scattassero meccanismi inconfessabili e “démoni” indomabili che scarica rabbiosamente contro la malcapitata di turno. Oggi e ieri contro la Perrone. Ieri, l’altro ieri e l’altro ieri ancora contro la Vantaggiato… e poi contro la Comandante della Polizia Locale … e poi e poi e poi…

Gli “ultimi giorni di Pompei” di una sindaca incendiaria che “erutta” in Consiglio violenza, cattiverie e offese contro le consigliere di opposizioneSe questo è “fare politica” non meraviglia se i cittadini non vanno più a votare e preferiscono starsene a casa e “farsi i fatti propri”. Sarà solo un caso se Collepasso è stato uno dei Comuni della Provincia e della Regione dove c’è stato il minor numero di votanti nelle ultime elezioni (poco più di un elettore su tre)?!?

La Manta dice e ripete sempre ossessivamente che i cittadini sono con lei, ma quando si è visto mai comportarsi così un politico o un sindaco che sente veramente di avere il consenso dei cittadini? Lo dice per convincere se stessa e i suoi, ma è consapevole della sua irreversibile caduta politica e si comporta come se vivesse, nel terrore e spandendo terrore, i suoi “ultimi giorni di Pompei”.

Un altro anno e Collepasso dimenticherà una sindaca che sta lasciando dietro di sé venefiche “scie chimiche” e rovine sociali e morali difficili da risanare.

… ma vogliamo ben sperare per il futuro di Collepasso… “Adda passa’ ‘a nuttata”!

Pantaleo Gianfreda

Post scriptum

Qualcuno mi segnala che la Manta guida un’automobile scura che ha nella targa le lettere FW…MA, sigla che ben identifica e qualifica il brutto e “selvaggio” periodo politico-amministrativo che Collepasso vive… Far West Manta!


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