Un provvidenziale ed efficace articolo pubblicato ieri da lecceprima.it, (cliccare su) “Fuochi d’artificio a mezzanotte, una piaga che dilaga ed esaspera i cittadini”, pone con coraggio e chiarezza un annoso problema, avvertito soprattutto nel corso dell’estate, ma sovente anche nel resto dell’anno.
Si tratta del fenomeno degli improvvisi spari di fuochi d’artificio a mezzanotte e dopo mezzanotte, che, come scrive il giornale, è diventata “una piaga che dilaga ed esaspera i cittadini”.
“E pazienza – scrive il quotidiano salentino on line – se i “botti” vengono sparati senza alcun rispetto verso chi sta riposando, anziani e bambini in primo luogo” (e anche verso gli animali).
Eppure esistono da anni leggi nazionali (tra le tante, la L. 447/1995) e regionali (per la Puglia, la L.R. n. 3/12.2.2002) che disciplinano la materia, il c.d. “inquinamento acustico”, in modo preciso e rigoroso, che prevedono che non possano essere “sparati” fuochi d’artificio di qualsiasi natura e dimensione, per i quali è obbligatoria la preventiva richiesta e autorizzazione, né diffusa musica ad alto volume tra le ore 24.00 e le 7.00, salvo autorizzazioni in deroga da parte del Comune (rilasciate eccezionalmente e solo, ad esempio, in occasione di feste patronali o sagre di particolare interesse). Gli stessi Comuni sono di norma dotati di regolamenti comunali che tutelano la quiete pubblica e non consentono l’emissione di suoni e rumori di particolare intensità oltre le ore 24.00.
Le leggi e i regolamenti vengono, purtroppo, puntualmente disattesi e le Autorità competenti – dai Comuni, cui spetterebbe il primario compito dei controlli, alle Forze dell’Ordine sino alla Prefettura e alla Magistratura – sembrano sottovalutare un fenomeno di illegalità diffusa che esaspera e lascia indifesi i cittadini e talora crea problemi di ordine pubblico, di scontri e liti tra privati che in alcuni casi sfociano in contenziosi giudiziari e/o amministrativi.
“Va detto – scrive Lecce Prima – con estrema chiarezza: da una parte è un problema di responsabilità individuale, certo, ma dall’altra di mancato controllo. Perché è chiaro che c’è un senso di impunità così diffuso che per alcuni è addirittura normale svegliare mezzo quartiere”.
La denuncia del giornale interessa non solo la città capoluogo, ma tutti i Comuni e coinvolge non solo i tradizionali centri abitati, ma anche le campagne.
Da anni, infatti, i contesti rurali sono diventati per tante persone e famiglie luoghi di residenza abituale, non solo stagionale. Diffuso, ormai, è il fenomeno di tanti stranieri (in particolare inglesi e tedeschi) che scelgono la campagna salentina per fissare la loro residenza e acquistano o affittano case rurali. Comune a tanti (italiani e stranieri) è la scelta di abitare in campagna per svolgervi in molti casi anche la loro attività lavorativa, grazie all’ormai diffuso sistema del “lavoro da remoto” e del “telelavoro”, che permette di esercitare le proprie attività professionali da casa (il c.d. “Home working” e “Smart working”).
Il vasto agro della vicina Cutrofiano, ad esempio, che da sempre ha una tradizione di case e ville rurali, è diventato da tempo uno dei luoghi preferiti per famiglie locali e straniere per vivere stabilmente.
Proprio nelle campagne di Cutrofiano, però, nelle quali sono presenti anche rinomate strutture ricettive che svolgono importanti eventi privati (matrimoni, cerimonie, ecc.) con annessa musica e fuochi d’artificio, pare vigere l’anarchia e il “far west” quasi assoluti nel fenomeno denunciato da lecceprima.it.
Possibile che le autorità e gli enti di competenza, locali e territoriali, non siano in grado di conciliare, da una parte, le giuste esigenze delle strutture ricettive e, dall’altra, le altrettante giuste e legittime esigenze di chi abita in paese o in campagna e desidera vivere in pace e tranquillità?!?
Basterebbe semplicemente far rispettare regole, leggi e regolamenti e vigilare per il loro rispetto!
Per questo condivido le conclusioni dell’articolo di lecceprima.it, cui anche questo sito si affiancherà nei prossimi giorni e mesi per questa sacrosanta campagna, che scrive:
Il contesto normativo di riferimento c’è già, non bisogna inventarsi nulla di nuovo, ma solo applicarlo, eppure avete mai sentito o letto di una multa o di una qualche segnalazione? Forse una volta ogni morte di papa. E allora questo articolo – che nasce dall’ennesima segnalazione di cittadini che non ne possono più – vuole essere un appello diretto alle autorità, dall’assessore comunale alla Sicurezza e a tutte le altre deleghe fino al prefetto: fate qualcosa! Non servono ordinanze, né protocolli, né convegni, né esperti.
Ci sono, è cosa nota, problemi di organico nelle forze di polizia, soprattutto in orario notturno e ci sono anche altre priorità (ci mancherebbe) ma un segnale va dato, forte e chiaro perché Lecce sta diventando sempre più cafona e irrispettosa delle regole. E se un cittadino – come nel caso odierno che fa seguito allo “spettacolo” pirotecnico di ieri sera in piazza Libertini – arriva a chiedere di rimanere anonimo per un fatto tutto sommato banale che non è né un omicidio e nemmeno una rapina o un furto, allora significa che il livello di sicurezza “percepita” è ancora molto lontano dai proclami che vengono fatti a reti unificate.
Naturalmente, l’appello non riguarda solo il Comune di Lecce, ma tutti i Comuni, vicini e lontani, della provincia.
Pantaleo Gianfreda
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1 commento su ““Fuochi d’artificio a mezzanotte, una piaga che dilaga ed esaspera i cittadini”: un articolo di lecceprima.it denuncia un diffuso sistema di illegalità, omissioni e mancati controlli”
Pantaleo, ca se a stu paese manca il senso civico il giorno, figuriamoci la notte
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