Se c’è un’immagine che nel suo plastico realismo rappresenta l’isolamento, la solitudine, il fallimento dell’attuale Amministrazione è quella del Consiglio comunale del 29 settembre 2025: da una parte i freddi tavoli occupati solo dai sette della maggioranza (assente un consigliere), dall’altra le sedie vuote dei cinque consiglieri di minoranza.
Non da meno l’immagine del recente Consiglio del 31 ottobre, in cui era presente una sola rappresentante della minoranza e altri quattro avevano ancora una volta lasciato vuote le loro sedie.

Dalla parte del pubblico, poi, il vuoto: ormai i cittadini non partecipano più alle sedute del Consiglio.
Perché?!?
Di fronte ad infauste immagini “aventiniane”, che richiamano i tempi bui dell’Italia del 1924 e non dovrebbero passare inosservate, c’è il dovere di porsi qualche domanda e avviare qualche seria riflessione.
Come mai e perché siamo giunti ad un livello di involuzione democratica mai vista a Collepasso dopo la caduta del fascismo, dalla prima Amministrazione del 1946 del sindaco Andrea Rotella ad oggi?!?
Le sedie vuote “fotografano” lo stato comatoso in cui versa la democrazia (e la partecipazione) a Collepasso.
Sarà forse effetto di una “dottrina politica” resa clamorosamente palese dall’infausta esternazione della Manta nella precedente seduta del 27 agosto?!?
“… così funziona! È democrazia. Chi perde sta zitto, chi vince può parlare”, disse in quel Consiglio.
Se “chi perde sta zitto” e “chi vince può parlare”, che senso ha partecipare ai Consigli comunali?!?
Atti, fatti, parole, comportamenti di questi anni fanno comprendere che quell’espressione, “sovversiva” e devastante per tantissimi e pietosamente “coperta” da alcuni sodali, non era “voce dal sen fuggita”, ma il “sentire” politico di una sindaca che non ammette opposizione, si arroga il diritto di essere “via, verità e vita”, non accetta dialogo e confronto, non risponde mai nel merito, “mitraglia” parole come fossero proiettili, demonizza chi osa contrastarla o criticarla, istiga, crea uno stato di persistente tensione, arriva persino ad imporre censura a chi osa mettere un innocuo “mi piace” ai post facebook di quelli che lei ritiene suoi “nemici” o a richiamare energicamente chi osa accompagnarsi con loro.
D’altronde, se nell’ultimo comizio del 12 ottobre ha continuato pervicacemente a dire di non avere alcun motivo per “chiedere scusa” per quelle devastanti parole, si comprende come ci sia qualcosa di “malato e patologico” nella concezione politica e democratica di questa sindaca.
Non ha imparato niente dai recenti e clamorosi “incidenti” in cui è incappata. A nulla è valsa l’ampia eco nazionale, le indignate reazioni e le migliaia e migliaia di commenti di esterrefatti cittadini su media e social nazionali per quelle indegne parole. Anzi, allorché tentò di giustificarsi con la solita “narrazione” scatenò un’ondata ancora maggiore di critiche, come quelle che, tra le meno “pesanti” delle migliaia e migliaia, riporto di seguito dalla pagina facebook di repubblica.it di quel periodo:
Parafrasando l’antica e celebre frase, di grande e drammatica attualità in questi più generali tempi bui, del britanno Calgàco contro gli invasori romani riportata da Tacito nel suo “Agricola” – … “solitudinem faciunt, pacem appellant” (“fanno il deserto, lo chiamano pace”) … – c’è amaramente da constatare che la Manta in questi anni ha fatto e “fa il deserto” e lo “chiama” (o pensa che sia)… “democrazia”!
Un “deserto” di democrazia in un’Istituzione locale deprivata dei basilari principi di trasparenza, partecipazione e legalità, dove solo lei decide in modo autoritario e totalitario e non ammette opposizione.
Un “deserto” di democrazia in una comunità dove impone la sua “autocrazia”, la sua ossessionante e condizionante presenza e una “narrazione” fatta di “inganni, raggiri, illusioni e manipolazioni che alterano la percezione della realtà”, come dice il Premio Nobel László Krasznahorkai parlando di questi tempi bui.
Un “deserto” di democrazia declinata solo secondo il principio del “o sei con me o contro di me”.
Un “deserto” di democrazia persino nel suo partito locale, anche qui chiamato “democratico” con evidente ossimoro, il cui segretario, nonché capogruppo consiliare di maggioranza, è da due anni assente perché residente nel Nord Italia per motivi di lavoro e, pertanto, “fa e disfà” tutto lei.
Se qualcuno, poi, ha la pazienza di ascoltare nella breve diretta dell’ultimo Consiglio del 27 ottobre il confronto tra la sindaca Manta e la consigliera Vantaggiato (all’incirca nei minuti dal 13° al 33°) ha la rappresentazione visiva e uditiva di questa “democrazia malata”. Un pezzo che forse andrebbe attenzionato da studiosi di scienze politiche e di psicologia sociale e politica per capire e approfondire fenomeni, per la verità non solo locali, di “Psicopatologia della vita politica quotidiana”.
La consigliera di minoranza pone all’assessore all’Ambiente, che aveva introdotto e letto una relazione sul punto all’ordine del giorno (“Approvazione del piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) del Comune di Collepasso”), una serie di considerazioni, questioni e richieste di chiarimenti.
Si aspettava, come era ovvio, la replica dell’assessore, come era nel suo diritto/dovere. Invece no. La sindaca si appropria subito di tale diritto, dimostrando scarso rispetto e considerazione per la “sua” assessora (siccome è “sua”, può fare quello che vuole…), ritenendola in tal modo inadeguata a dare risposte e reggere il confronto con la consigliera. Praticamente umilia la “sua” assessora. Per la verità, non è la prima volta che la poveretta subisce simili plateali angherie ed umiliazioni da parte della sindaca.
Che fa la Manta?!? Risponde alle legittime questioni e richieste di chiarimento della consigliera? No.
Pensando di essere nella “Plaza de Toros” di Siviglia e non in un Consiglio comunale, “punta” la consigliera come un “toro” di fronte al drappo rosso del torero e… olé! Inizia, da “invasata” punta dalla taranta, la sua ormai celebre danza della “tarantata”, che, come noto, prevede l’agitarsi sconnesso della tarantata in attesa del miracolo di San Pietro e Paolo, che qui, purtroppo, non arriva perché in questo caso la “tarantata” non può essere curata nemmeno da un miracolo.
Inizia subito a “mitragliare” con “proiettili a salve” l’ex assessore, oggi consigliere di opposizione, che un giorno orgogliosamente aveva definito ed esibito pubblicamente come suo “braccio destro”: ieri, quando era “sua”, faceva tutto l’assessora Vantaggiato … oggi, che non è più “sua” e sta all’opposizione, la consigliera Vantaggiato “non ha fatto assolutamente nulla”!
Il riferimento era, soprattutto, ai redditi energetici, il cui merito, sottolinea la narcisa, va solo all’“Amministrazione Manta”, cioè a se stessa.
Ora che il “negazionismo” sia parte della sua particolare “dottrina politica” è noto a tutti, ma è altresì noto a tutti (o, almeno, a chi ha l’onestà di ammetterlo) che si deve proprio all’impegno politico e personale di Eliana Vantaggiato se oggi sui tetti di Collepasso sono installati ben 35 (e forse qualcuno in più) impianti fotovoltaici. Non ha senso rivendicare, come fa lei nel suo sconnesso intervento, una delibera di Giunta per il primo bando sul reddito energetico della Regione (quello per redditi inferiori ai 19 mila euro), fortemente voluto dai consiglieri regionali del M5S. A parte il fatto, poi, che tante delibere di Giunta rimangono spesso “pio desiderio” o semplice “atto di indirizzo” se l’assessore e/o gli uffici competenti non si attivano per la loro concreta attuazione.
Certo è che 20 impianti fotovoltaici furono realizzati grazie all’impegno diretto dell’assessore Vantaggiato, mentre qualche collega di Giunta la irrideva e ne pregustava già il fallimento. Tra l’altro, non a caso venne nominato consulente un valente tecnico di area Cinque Stelle, che portò a buon fine tutta l’operazione.
Altri 15 o 16 impianti sono stati realizzati e promossi grazie alla consigliera Vantaggiato più recentemente, quando era già all’opposizione, dopo una pubblica assemblea presso l’atrio della Parrocchia Cristo Re per pubblicizzare un bando nazionale che prevedeva l’accesso per redditi inferiori ai 15mila euro.
Di che cianca, allora, l’irriconoscente “negazionista” (o, se volete, l’impenitente bugiarda), che puntualmente perde il “lume della ragione” di fronte alla Vantaggiato?!?

L’accusa persino di non aver partecipato ad una fallimentare assemblea pubblica da lei promossa sul Paesc (dieci persone presenti, di cui oltre la metà amministratori e dipendenti), ma si guarda bene dal dire che non l’aveva nemmeno invitata. Rivendica per il Paesc (targato 2022 e portato solo ora in Consiglio), in modo sconnesso e incomprensibile, “…quattro anni di lavoro sul territorio, ma che nel frattempo è un lavoro reale e concreto sul territorio…” (!!!), ma dimentica di dire che “questo lavoro” ha portato già da tre mesi alla chiusura del Bosco, il massimo “monumento” ambientale di Collepasso, su cui non risponde né ha l’umiltà (parola a lei sconosciuta) di riconoscere i suoi evidenti e macroscopici errori, addebitando persino ad “altri” fumose responsabilità.
… e amenità del genere, condite dalle solite provocazioni e manipolazioni, che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la problematica trattata e più in generale con le tematiche amministrative non avrebbe avuto alcun problema a smontare “una per una”.
Probabilmente la “tarantata” aveva l’obiettivo di far innervosire la consigliera e farla reagire in modo rabbioso.
Invece, che fa la consigliera, ormai avvezza a provocazioni e istigazioni della sindaca?
Risponde brevemente e pacatamente. Con un’intelligenza politica e personale lontana mille anni luce da quella della “tarantata”. Una risposta “da manuale” che voglio qui, data la sua brevità, riportare integralmente.
“Sarò veloce – replica la consigliera Vantaggiato -. Io mi sottraggo dall’antica ormai logica di questa Amministrazione… ‘io sono, io ho fatto, io ho detto’. Sindaco, i cittadini sanno come stanno le cose. Per cui si prenda pure tutti i meriti, va benissimo per me, per carità! Non sono venuta qui per fare propaganda, questo è chiaro. Sono venuta solo per fare delle dovute precisazioni che andavano fatte. Lei, però, si è abilmente sottratta ad una serie di domande che io avevo posto non a lei, ma all’assessore Marra, che ritengo capace, intelligente di poter rispondermi una volta almeno in Consiglio senza venire qui e leggere quello che lei o qualcun altro le scrive. Vorrei fare un’interlocuzione con l’assessore Marra… posso averla? Non posso averla. Non importa. Queste domande rimangono inevase, inesaudite. Io non ho capito niente di quello che lei ha detto… perché poi parla velocemente, dice cose, mischia cose. Il Parco Bosco perché non l’avete attenzionato? E, soprattutto, visto che lei ha fatto i redditi energetici, al contrasto con la povertà energetica, perché non li ha messi dentro? Punto. Grazie, Presidente”.
… touché! Breve, precisa, concisa.
Forse c’è speranza per il futuro di Collepasso. Forse stanno già operando gli anticorpi per sanare e far guarire questa “democrazia malata” e infettata dal “virus Manta”… d’altronde è di ieri la bella notizia che persino in America il “virus Trump”, di cui il “virus Manta” è una “sottospecie”, comincia ad essere “curato” con la vittoria del giovane sindaco democratico e socialista Mamdani!
Avete capito ora perché il comizio di una consigliera di opposizione viene seguito su facebook molto più di quello di una sindaca?!? … un motivo ci sarà … e fa bene la consigliera Vantaggiato a sorridere, invece di reagire, di fronte ad una “sindaca-tarantata”!
Pantaleo Gianfreda
Leggi anche
“Basta menzogne e diffamazioni dal Palazzo”: domenica 8 novembre, ore 17, intervento pubblico in Piazza Dante-Largo Municipio
Corso a Ruffano (6-7-8 novembre) dell’associazione micologica “Passione Natura OdV” per rilascio e rinnovo permesso raccolta funghi spontanei epigei
Magnifica Humanitas, Pace e Intelligenza artificiale tra etica, futuro e diritti: il 5 novembre presso il Maito-Museo di Maglie un momento di riflessione collettiva






3 commenti su ““Fanno il deserto e lo chiamano…” democrazia: le “sedie vuote” del Consiglio e la “vuota democrazia” di chi ha detto “Chi perde sta zitto, chi vince può parlare””
Eliana Vantaggiato sindaco subito, senza se e senza ma. Il paese ti vuole bene altro che chiacchere. Almeno ci sarà libertà di parola, finalmente!
Tanto per una precisazione dott. Pantaleo.I comizi della consigliera Vantaggiato sono stati sempre ben precisi e dettagliati e soprattutto con carte in mano. Non ha sbagliato mai una virgola, anzi no, una l ha sbagliata, far vincere con i suoi voti la sindaco (per caso) Manta, ma sono sicuro che nella prossima campagna elettorale si riprenderà il tutto la consigliera Vantaggiato.Il minimo che può fare. É una guerriera giusta, umile soprattutto e da non sottovalutare questa cosa a differenza della signora sindaco, preparata e altruista come non si son viste mai a Collepasso. Tutti la cercano, tutti la vogliono dalla loro parte e sai perché dott. Pantaleo? Perché sanno quanto vale. Eliana Vantaggiato mi permetto di dirti una cosa e poi mi fermo qui, sei veramente una brava persona! Grazie dott. Pantaleo per avermi dato spazio per dire la mia.
Grazie di cuore, Cittadino deluso ❤️
I commenti sono chiusi.