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L’Italia sconcertata e indignata dalle parole della sindaca Manta, che non chiede scusa e trascina la nostra comunità nel suo disonore: “Giù le mani da Collepasso!” … chi di video ferisce, di video perisce

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Le parole che hanno scatenato la bufera — Consiglio comunale, 27 agosto

«chi perde sta zitto, chi vince può parlare»

Dopo la bufera nazionale scatenata dalle gravi parole nel Consiglio del 27 agosto (“… chi perde sta zitto, chi vince può parlare“), sarebbe bastato solo che avesse detto o scritto … “scusate, ho sbagliato…“… o qualsiasi altra parola per dimostrare un minimo di ravvedimento, salvare “disciplina e onore” della sua funzione pubblica, nel rispetto dell’art. 54 della Costituzione, e anche il buon nome dell’incolpevole comunità di Collepasso, di cui è sindaco.

Invece, no. Nonostante parole chiare e ingiustificabili in qualsiasi contesto ed indegne per chi riveste una pubblica funzione, la Manta ha continuato imperterrita in risposte arroganti nell’insostenibile tentativo di giustificarsi arrampicandosi sugli specchi e incitando in sua difesa il “pollaio” … solo che questa volta erano centinaia e centinaia di migliaia, forse milioni, gli italiani che l’hanno ascoltata ed espresso sconcerto e indignazione.

Il Consiglio comunale di Collepasso del 27 agosto — la seduta che ha scatenato la bufera nazionale

Come nel suo costume, questa donna/nemica delle donne si giustifica mentendo anche di fronte all’evidenza. Manipola, rompe e “corrompe” la parola nel diabolico tentativo di ricomporla e modellarla a suo piacimento per disperate difese d’ufficio, per provocare, aizzare e combattere i propri nemici alla stregua di una cavernicola con la “clava”.

Il suo è comportamento tipico dei populisti che usano la parola per dire fanfaluche, fare incitamenti faziosi e/o coprire fallimenti. Anche in questa occasione la Manta ha dimostrato di essere una populista che cerca di coprire i suoi clamorosi fallimenti amministrativi usando, nella logica del “sei con me o contro di me“, l’arma della parola che spacca e contrappone per aizzare e compattare almeno i suoi “tifosi”. Così facendo ha trascinato nel disonore il nome di Collepasso e il suo stesso partito, quel Pd che si indigna quando la Meloni o altri fanno dichiarazioni analoghe (persino meno gravi), spesso stralciate dal contesto del discorso, e non si accorge di aver allevato nel suo seno una “meloncina” ancor più “viperina”. Non a caso i primi indignati commenti sui social l’hanno scambiata per una esponente di Fratelli d’Italia e della destra fascista.

Il Corriere della Sera riporta le dichiarazioni della sindaca Manta di Collepasso

La «gogna mediatica» al contrario

Oggi si lamenta per la presunta “gogna mediatica” (in realtà, solo il diritto/dovere di una informazione libera) cui è stata sottoposta da media e social di tutta Italia… ma è stata proprio lei nel febbraio 2023 a fare altrettanto nei confronti di un consigliere di opposizione.

Nessuno giustificò allora il consigliere, seppur fosse nota la sua esasperazione per i boicottaggi, gli abusi e le illegittimità costanti da parte della sindaca nei suoi confronti.

Non fu anche quella una “gogna mediatica” cui contribuì personalmente la sindaca Manta con un immediato comunicato stampa e la diffusione di spezzoni di un video del comizio del consigliere sul suo e altri profili facebook che diventò immediatamente virale su media e social nazionali?!? Non fu anche quello un atto “politicamente scorretto e vile“, come lei definisce oggi la pubblicazione del video che la riguarda?!? Oppure quella “gogna” andava bene perché favoriva lei e le permise persino di essere promossa nella Direzione nazionale Pd ed oggi non va bene sol perché le si ritorce contro?!?

Commento sulla vicenda Manta — Consiglio comunale Collepasso

Al più dovrebbe riflettere perché possa succedere che “chi di video ferisce, di video perisce“. Dicono che si chiami karma e significa, in parole povere, che “quello che tu oggi fai a me, domani può succedere a te“.

Tenta di presentarsi come vittima, ma la conosciamo bene. È una bulla e talora si comporta persino da stalker nei confronti di donne intelligenti che avversano il suo metodo amministrativo. Sono ormai quattro anni che agisce in modo arrogante, divisivo, aspro, intimidatorio verso tutti coloro che osano criticare i suoi metodi autoritari e la sua vacuità amministrativa (basterebbe rivedere i video delle sedute consiliari e ascoltare le sue astiose “filippiche”). Arriva persino a discriminare e non invitare mai le opposizioni in manifestazioni ufficiali (compreso il 25 aprile) e in decenni di vita democratica mai un sindaco di Collepasso aveva osato tanto e si era comportato in maniera così incivile e antidemocratica.

Di che si lagna, quindi, la lagnosa Manta?!?

Nonostante le incontestabili parole che hanno scandalizzato l’Italia intera, per difendere se stessa ha osato aizzare e coinvolgere, con solite manipolazioni e menzogne da “ciarlatana social” che non ha “senso civico” né rispetto di alcuno né “uso ponderato delle parole“, incolpevoli cittadini e la nostra comunità nelle sue clamorose figuracce e nella sua personale débâcle.

Giù le mani dalla nostra Collepasso!

La comunità non è “proprietà” della Manta. La comunità siamo tutti noi e la grande maggioranza di noi non si riconoscono in lei, nelle sue parole antidemocratiche e nei suoi comportamenti.

Mentre tantissimi italiani leggevano, ascoltavano o commentavano indignati il video pubblicato da centinaia e centinaia di media nazionali e locali, lei, invece di chiedere scusa, si chiudeva nel “pollaio” del “cortile di casa” in compagnia di “galli, galline e gallinelle” starnazzanti, pronte a covare “uova” di malsana solidarietà e riversare odio verso chi, pubblicando il video, aveva avuto il coraggio di gridare che “il re è nudo“!

Qualcuno ha voluto ricordarglielo sul suo stesso profilo facebook e ha scritto:

“Stanno parlando di lei e non del paese. Non continui su questa falsariga. Nessuno ha attaccato i cittadini di Collepasso, bensì è stata lei ad avere esagerato con le parole. In certi casi bisogna avere il buonsenso di chiedere scusa, senza cercare di coinvolgere nella sua sterile polemica i cittadini di Collepasso.”

Servizio del TG3 Puglia sulla vicenda della sindaca Manta di Collepasso

Per fortuna, il “pollaio” ha avuto qualche eco solo nel “cortile di casa” ed è rimasto ignorato e isolato a livello nazionale perché milioni di italiani hanno ben capito la gravità delle sue parole.

Soprattutto per le tante oneste persone cadute nella trappola della “Manta vittima” riporto la risposta ad una sua fan, che la difendeva, da parte di un cittadino:

“il tuo commento riflette lo stesso atteggiamento che, purtroppo, si riscontra spesso nei confronti di una donna che subisce violenza: invece di indignarsi per l’ingiustizia, si finisce per dire che “forse se l’è cercata” o che “non doveva denunciare”. Qui sta il punto: non è Eliana ad aver scatenato nulla, ma le parole gravissime della sindaca. Lei ha solo fatto il suo dovere, quello di denunciare un fatto che mina la democrazia. Se non si capisce questa differenza, è perché manca ancora una cultura civica e democratica.”

La Vantaggiato e «il dito che indica la luna»

Video della sindaca Manta pubblicato da Repubblica — Consiglio comunale Collepasso 27 agosto

La Manta e i suoi degni/e “compari e comari” hanno, infatti, attaccato con brutalità, insinuazioni, menzogne e pettegolezzi la consigliera Eliana Vantaggiato, “rea” di aver doverosamente diffuso un video che è diventato virale non certo per volontà sua ma perché centinaia di giornali, siti e social hanno liberamente valutato l’enormità e l’assurdità delle parole pronunciate da un sindaco in un Consiglio comunale. In brutali e logorroici attacchi si distingue poi una “scheggia impazzita” del politicume locale, una giovinetta, già precocemente invecchiata, affetta da “progeria” politica, nonché “ventriloqua” della cattiva politica mantiana, che puntualmente e ormai stancamente prende di mira e attacca con rabbia la Vantaggiato e il M5S, partito, tra l’altro, con il quale anche lei (come la Manta) è alleata a livello regionale e nazionale.

Oltretutto, chi ha ascoltato il servizio del Tg Puglia di Rai 3 sulla “vicenda Manta” – e soprattutto il video dell’intera intervista televisiva pubblicato sul profilo facebook di Eliana Vantaggiato – ha potuto rilevare la profonda differenza tra chi persiste in atteggiamenti personali e politici ottusi e arroganti, come la Manta, e chi, invece, come la Vantaggiato, dopo aver articolato le sue ragioni, dimostra vera intelligenza politica, dichiarando la sua disponibilità al confronto e al dialogo.

Eliana Vantaggiato e Laura Manta nel corso dell’intervista a Tg3 Puglia
Eliana Vantaggiato e Laura Manta durante l'intervista a Tg3 Puglia sulla vicenda del Consiglio comunale
La sindaca Laura Manta durante l'intervista televisiva sulla bufera del Consiglio comunale

La Vantaggiato ha rappresentato solo “il dito che indica la luna” e, come ricorda il saggio aforisma cinese, “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito“. Tanti “stolti” si sono, invece, scagliati in questi giorni con ignominia contro il “dito” e i media, ignorando in mala fede la “luna“.

Come non condividere la saggia riflessione di una donna, già dipendente della Pubblica Amministrazione?

“Quella che molti hanno deprecato come gogna mediatica, in realtà è un meccanismo di autodifesa della democrazia. È il segnale che la società reagisce a una minaccia. Quello che loro considerano un male, in realtà è un bene prezioso, un segno di speranza. La speranza che qualcuno si indigni ancora, che qualcuno reagisca e non sia disposto a tollerare parole che minano i nostri valori. È il silenzio della comunità che deve preoccupare, perché è il vero segno che quella comunità sta perdendo il senso dei propri valori democratici. La democrazia non si difende a parole, ma con i fatti. E il primo passo è indignarsi per il giusto motivo: l’abuso di potere, non la sua denuncia.”

Come poteva una stampa libera non rilevare l’intrinseca pericolosità di quelle dichiarazioni per la nostra democrazia?!? Dobbiamo essere grati ai media per aver lanciato un allarme sul linguaggio rozzo, arrogante e antidemocratico di certi politici.

Dobbiamo essere grati alla Vantaggiato per l’alto valore politico, sociale e anche pedagogico della sua denuncia. Servirà (almeno ci auguriamo) a “rieducare” la sindaca e farla smettere con i soliti metodi aggressivi, autoritari, arroganti, provocatori, divisivi ed offensivi. Dopo questa letale “scoppola” mediatica, il soggetto si guarderà bene dal profferire ancora frasi simili.

Video e articolo su repubblica.it
Repubblica.it pubblica il video e l'articolo sulla sindaca Manta di Collepasso

Il Pd e la «meloncina» allevata in casa

Permettetemi, però, di rilevare quanto trovi penosi e incoerenti gli attestati di solidarietà (alcuni sinceri, altri di maniera) da parte di amministratori, dirigenti e militanti salentini Pd nei confronti di una sindaca che da “carnefice” si vuole trasformare in “vittima”. Si sono chiesti costoro come avrebbero reagito un Berlinguer o un Moro di fronte a parole così gravi e antidemocratiche? Io che vengo da una storia politica di “cattocomunista”, non ho dubbi… sarebbe stata immediatamente espulsa dal partito e bandita eternamente dalla politica. Invece, in questa politica “malata” di opportunismo, apparenze, convenienze e immagine, persino una “meloncina” Pd viene osannata con motivazioni lontane mille miglia dalla verità e dalla realtà.

Contenti loro… ma “tempo verrà!“.

“Verrà un giorno…” in cui, come nella profetica invettiva di Fra Cristoforo contro il potente Don Rodrigo, certe “maschere” cadranno e si vedranno i “mostri e mostriciattoli” che le “maschere” nascondevano.

“Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni...”, cantava mestamente e fieramente il grande Franco Battiato.

Nell’augurare a tutti una Buona Festa patronale, ci auguriamo che la Madonna delle Grazie ci liberi dalle tante disgrazie che hanno colpito e colpiscono questo paese e che la “grazia di Dio” torni a regnare presto!

Pantaleo Gianfreda
Fondatore e Direttore — InfoCollepasso.it


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