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L’arch. Pennetta e Piccione, ex sindaco e vicesindaco di SannicolaSannicola

Oltre un mese fa, il 9 luglio, la clamorosa inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce che ha travolto il Comune di Sannicola e portato all’arresto del vicesindaco ed ex sindaco Cosimo Piccione e di altri sette, tra cui il Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale di Collepasso, arch. Walter Pennetta, che presiedeva una Commissione di gara in quel Comune.

Successivamente ad uno degli arrestati sono stati revocati i domiciliari e imposto l’obbligo di firma.

Il Tribunale del riesame ha confermato ora le misure cautelari nei confronti dei sei arrestati e rigettato le richieste di annullamento avanzate dai legali, ritenendo fondate le motivazioni del Giudice che aveva disposto le misure restrittive, evidenziando l’alto rischio di inquinamento probatorio.

L’inchiesta ipotizza reati gravi, quali associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta, frode, falso, peculato e interferenze sulle testimonianze.

Nell’inchiesta sono coinvolti, oltre l’ex sindaco e vicesindaco Piccione, poi dimessosi dalle sue cariche amministrative, dirigenti, funzionari, imprenditori ed ex amministratori comunali, per un totale di 34 soggetti (29 persone fisiche e 5 persone giuridiche).

Riassunto della vicenda

Un Caso Complesso che Tocca Collepasso

Immaginate una grande indagine della guardia di finanza, di quelle che riguardano più posti e tante persone. Ebbene, una cosa del genere è successa nel nostro Salento, e anche il Comune di Collepasso si è ritrovato coinvolto in questa storia.

Non è che Collepasso sia il “centro” di tutta l’indagine – quella più grande sembra concentrarsi sul Comune di Sannicola, dove ci sono stati arresti importanti, come quello del vicesindaco e dell’ex sindaco. Però, dato che ci sono persone che lavorano qui a Collepasso coinvolte, la nostra amministrazione ne risente eccome.

Pensate all’architetto Walter Pennetta, che a Collepasso è il capo dell’ufficio tecnico. Lui è agli arresti domiciliari, cioè non può uscire di casa. Ha avuto problemi con la legge anche in passato, gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso). E qui sta un punto importante: l’architetto Pennetta non è un impiegato “di ruolo” che ha vinto un concorso pubblico. È stato nominato direttamente dall’amministrazione come persona di fiducia. E la domanda che molti si fanno è proprio questa: “Ma come mai una persona con questi precedenti continua a ricoprire un ruolo così importante, di fiducia, nel nostro Comune?”.

Questa situazione ha messo sotto i riflettori l’amministrazione di Collepasso, in particolare la sindaca Laura Manta. Molti chiedono chiarezza e trasparenza: “Perché non si prendono provvedimenti più seri? Perché non si sospendono o si allontanano le persone coinvolte, che occupano posizioni di fiducia, almeno finché la giustizia non fa il suo corso?”.

La vicenda è delicata e complessa, e la gente vuole capire bene cosa stia succedendo. Si spera che tutto venga chiarito al più presto, per il bene della nostra comunità e della fiducia nelle istituzioni.


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