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Palio 2025: una disfatta per l’Amministrazione tra polemiche, abbandoni, proteste e tante critiche. Riflessioni e considerazioni su un fallimento annunciato

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Gli “arbitri di gara” del Palio 2025
Gli arbitri di gara del Palio di Collepasso 2025

Classifica finale — Palio 2025 (3–9 agosto)

? Carrozzini — 72 punti

? Tafuri — 68 punti

? Castello — 53 punti

⚫ Bosco — non classificato (abbandono per protesta l’ultima sera)

Si è chiuso sabato sera il Palio 2025, che si è tenuto dal 3 al 9 agosto prima in piazza Dante e poi nel piazzale delle Poste. Ha vinto il rione Carrozzini, che ha totalizzato 72 punti, seguito da Tafuri (68) e Castello (53), mentre il rione Bosco risulta “non classificato” avendo deciso l’ultima sera di abbandonare per protesta il Palio. Congratulazioni al rione Carrozzini!

Questa la notizia di cronaca, ormai nota a tutti.

Quest’anno, però, la vera “notizia” è un’altra ed è oltre la cronaca.

Intervengo, tra gli ultimi, per alcune riflessioni e considerazioni sul Palio appena concluso tra polemiche, disfunzioni, abbandoni, proteste e tante critiche.

Prima e durante il Palio in tanti mi avevano fatto pervenire le loro rimostranze per le diverse anomalie evidenziate, ma avevo deciso di non scriverne per non rinfocolare polemiche.

Il segnale ignorato: il comunicato del rione Tafuri

La “sofferta” decisione di metà luglio del rione Tafuri di ritirarsi dal Palio già segnalava disagi crescenti.

In quel documento, accanto alla segnalazione di gravi problemi organizzativi, si segnalava “il crescente peso della politica all’interno di una manifestazione che dovrebbe unire, non dividere“. La decisione poi rientrava, ma l’Amministrazione comunale, sorda ad ogni proposta, aveva deciso di andare avanti “a testa bassa” senza cogliere quei clamorosi segnali di disagio.

Il comunicato del 15 luglio 2025 del rione Tafuri
Comunicato del 15 luglio 2025 del rione Tafuri — annuncio di ritiro dal Palio di Collepasso

Avendo fatto solo dei “passaggi” fugaci nel corso del Palio, l’ultimo giorno ho deciso di recarmi nel piazzale delle Poste per rendermi conto della situazione. In tempo, nella mezz’ora in cui mi sono trattenuto, per averne una significativa ed eloquente “rappresentazione”: l’assessore Angelo Gianfreda che imperversava e “debordava” con un saldo microfono in mano avendo accanto assessori e consiglieri di maggioranza; la presentazione della “carovana” dei giudici di gara (ben 14 o 15!); il polemico e clamoroso abbandono del rione Bosco, la minore partecipazione dei cittadini rispetto agli anni precedenti, ecc.

Momenti del Palio di Collepasso 2025
L’abbandono del rione Bosco la sera del 9 agosto
L'abbandono del rione Bosco durante il Palio di Collepasso la sera del 9 agosto 2025

La vera notizia: i cittadini si sono svegliati

Ho colto nei giorni successivi la marea montante di denunce, proteste e considerazioni nei tanti post sui social cercando di capire cosa stesse succedendo e, riflettendo, ho tratto alcune personali conclusioni.

Quest’anno, scrivevo prima, la vera “notizia” è un’altra ed è oltre la cronaca: i cittadini si sono stufati e si sentono soffocati da una “politica malata” e invadente che deborda i propri compiti e tenta di occupare e “militarizzare” ogni minimo spazio di vita sociale nel tentativo di trarne un utile elettorale.

La reazione ai tanti, continui e desolanti fatti di cronaca avvenuti durante il Palio e denunciati sui social ha portato ad una reazione quasi unanime di “rigetto”, di contestazione e ribellione.

Ho sempre pensato che l’osservazione dei fatti che avvengono attorno a noi ha sempre un’origine e una causale che vanno valutate e riflettute. Per cui, se da un lato rammaricano e sconfortano le miriadi di “fatti e fatterelli” incredibili accaduti nel corso del Palio, dall’altro quanto è accaduto stimola ed incoraggia la nostra comunità ad uscire dal “tunnel” delle dipendenze, della subalternità, delle paure, dei condizionamenti, delle intimidazioni, dell’autoritarismo, di una politica intrigante e “piccola piccola” che ha tentato e tenta di inserirsi subdolamente in ogni piega, pur piccola e secondaria, della società, tentando di “conquistarla-acquistarla” per fini personali, clientelari, elettorali.

La pessima gestione del Palio, mai verificatasi in modo così eclatante nelle precedenti edizioni, è diventata l’occasione per tanti di trovare il coraggio di ribellarsi, agire e autodefinirsi autonomamente e liberamente dopo che una pesante “cappa di piombo”, imposta dall’alto con arroganza ed autoritarismo, ha dominato in questi anni lo scenario sociale, politico e persino social del nostro paese.

Quello che è successo è oggi fatto oggetto nelle famiglie, nei gruppi, in piazza, tra amici di una fiumana di commenti, critiche, prese di posizione che ormai debordano sui social, di fronte ai quali non regge più il “muro censorio” sinora imposto dall’alto. Sembra finalmente crollato il “muro di Berlino” che spaccava in due la comunità. Non sappiamo ancora cosa ci riservi il futuro. Certo è che, leggendo le tantissime prese di posizione, sembra che Collepasso riassapori oggi il gusto e il sapore della libertà.

È come se la nostra comunità si risvegliasse improvvisamente da una “narcosi sociale” artatamente alimentata e diffusa a piene mani in questi anni soprattutto sui social. Quasi un improvviso e catartico processo di liberazione, riscatto e rigenerazione per una comunità che, nonostante le velenose tossine assorbite in questi anni, ha trovato in sé l’antidoto giusto per guarire, riacquistare il “gusto della libertà” e guardare con maggiore fiducia al futuro.

Pubblico e partecipanti al Palio di Collepasso 2025

I ragazzi: il vero motore del cambiamento

L'”antidoto” sono stati e sono i nostri ragazzi e ragazze, i giovani – spesso offesi, vilipesi, bistrattati nel corso del Palio anche dai massimi vertici istituzionali -, capaci oggettivamente e forse involontariamente di risvegliare dal torpore tanti cittadini, di solleticare e sollecitare l’orgoglio e la dignità dei loro genitori, di provocare reazioni sino a ieri impensabili. Perché senza la presenza, la cura e l’amore verso le giovani generazioni questo paese è destinato inevitabilmente alla scomparsa e sono stati proprio loro il “motore del cambiamento” che ha permesso a tanti di riflettere e chiedersi … “… ma dove stiamo andando?!?“.

Devo ringraziare una giovane madre di famiglia che ha partecipato con i figli al palio, che con alcuni messaggi (anche audio) mi ha fornito la “chiave di lettura” per capire quanto è successo e sta succedendo.

“… c’è tanto malumore in giro. La cosa che ti dispiace è che ci sono tanti ragazzi… ci sono paesi in cui non ci sono ragazzi che hanno voglia di fare le cose… se tu pensi in questo Palio quanti ragazzi c’erano lì in piazza… perché il Palio da chi è fatto?… da loro… cioè, ragazzi che vanno, montano le bandierine, preparano le cose, si organizzano, anche a volte spendendo soldi di tasca loro per fare tutto come si deve … tutto loro fanno perché l’Amministrazione non fa niente … Abbiamo i ragazzi, abbiamo il potenziale… e poi? … e poi questa gente distrugge tutto. Questo è quello che ti fa rabbia.”

Un’amara e giusta riflessione che condivido con i lettori. Come condividerei ben volentieri ulteriori e amare riflessioni della signora e le tante e altrettanto interessanti “voci” che a vario titolo e con sensibilità diverse si sono espresse e continuano ad esprimersi sui social… ma ci vorrebbe un altro articolo.

Sintetizzo tutte con un significativo “sfogo” della giovane madre:

“Abbiamo veramente toccato il fondo. Noi abbiamo toccato il fondo. Tutti, devo dire, a causa di questi signori che hanno fatto un macello e ci hanno portato in queste condizioni perché sono stati loro a creare questo ambiente malsano… ma lei, il nostro primo cittadino, non il fondo… più giù! … l’unica cosa per lei importante era salire là sopra e fare il suo bel discorso… il resto niente… una cosa vergognosa, vergognosa!“

La «waterloo» dell’Amministrazione Manta

Stendo, pertanto, un “velo pietoso” sulle personali arroganze che mi sono state documentate e, soprattutto, sul “comizio” finale della Manta, “accompagnata dai genitori” per giustificare le sue “marachelle” di fronte al “preside”, cioè al pubblico … pardon, non dai “genitori”, ma da una delle innocenti figliolette, come è solita fare su facebook ed ora anche su un palco quando è in difficoltà e tenta maldestramente, strumentalmente e ipocritamente di intenerire ed ingraziarsi il pubblico nelle vesti di “madre”!

È forse una “sindaca di tutti”, una sindaca che unisce chi, dopo un palio “caldo” e divisivo, si presenta lei stessa clamorosamente “divisiva” sul palco indossando una maglietta “di parte”, recitando le solite “manfrine” tipiche di chi “predica bene e razzola male”, rinfocolando polemiche e divisioni sulle quali “campa” e che sono l’ossigeno e, al contempo, il “veleno” con cui alimenta la sua sopravvivenza politica?!?

Angelo Gianfreda e Laura Manta
Angelo Gianfreda e Laura Manta durante il Palio di Collepasso 2025

Stendo un “velo pietoso” anche sull’artefice e il responsabile principale di questo Palio, l’assessore Angelo Gianfreda, espressione di una patologia sociale tipica del brutto momento che viviamo, la “politica malata”.

La consigliera Eliana Vantaggiato ha sintetizzato mirabilmente, come altri in verità, in un post facebook la situazione:

“Quando il potere si chiude in poche mani, la festa smette di essere della comunità e diventa strumento di chi comanda. Si perde il rispetto, si dimenticano le regole, si premia l’amico e si zittisce chi non applaude. Così, ciò che dovrebbe unire diventa il termometro di un degrado silenzioso: quello che si insinua quando l’arroganza prende il posto del bene comune. Era già tutto previsto….!!!“

Come appare “tutto previsto” gli ultimi “colpi di coda” di un’Amministrazione agonizzante che reagisce arroccandosi su se stessa e tentando disperatamente di trarre nella contingenza il “massimo profitto” politico e personale da iniziative estive, costate al Comune la “somma di euro 76.000,00, riservandosi la possibilità di incrementare il budget” (!!!), a fronte di cifre molto inferiori di importanti Comuni vicini. Tentando, cioè, di fare pagare a noi tutti il costo del loro sfrenato elettoralismo e clientelismo, al fine di “ingraziarsi” e “acquistare” il consenso del massimo numero possibile di cittadini.

Il “diabolico Angelo”, oggi vero “braccio destro e sinistro” della Manta, è assessore alle Associazioni, allo Sport e formalmente anche al Traffico … forse per naturale predisposizione ai “traffici” cui è abituato sin da tenera età?!? Cosa importa a costui della sicurezza stradale, degli incidenti e di quegli autisti indisciplinati che decidono di scontrarsi… meglio i “traffici” per circuire ed irretire nella sua ragnatela di venefica “taranta” tanti cittadini/e, spesso tanti poveri “cristi” in cerca di lavoro o di un momento di notorietà e celebrità su un palco qualsiasi. Approfittando del potere e del ruolo pubblico che detiene, sta cercando di ricostruire la grande “Casa degli amici” (non certo la “Casa dei cittadini”) che ha sempre sognato e che ambiziosamente tentò anni fa di costruire. Salvo poi fallire. Come tutte le iniziative sociali e sportive di un soggetto pretenzioso ed ambizioso che agli inizi di questo millennio si autodefiniva pomposamente su wikipedia “il più giovane dirigente sportivo d’Italia“… con tutte le conseguenti e catastrofiche evenienze. Un “nerone” che dopo aver “dato fuoco” e distrutto con le sue “trastule” le società di calcio negli anni ’10, pretende oggi di riscostruire lo sport a Collepasso piegandolo alle sue smisurate “voglie” e ambizioni personali e politiche. Un noto “cospiratore” che ha contribuito a distruggere per odio personale l’ultima amministrazione di centrosinistra consegnando il paese al “decennio Menozzi”. Un soggetto inaffidabile e politicamente pericoloso se è riuscito a far cascare nella “sindrome di Stoccolma” (la sindrome che colpisce coloro che si innamorano dei propri carnefici) le stesse “vittime” delle sue antiche cospirazioni politiche.

“Te la capu fete lu pesce“: il saggio e antico detto popolare aiuta a comprendere le responsabilità oggettive e relegare in secondo piano le tante “comparse” che si sono agitate attorno a questa manifestazione.

Ora che il “vaso di Pandora” si è aperto, i social traboccano di considerazioni, contestazioni, delusioni e tutti i “mali imprevisti ed inarrestabili” sembrano emergere come un “pugno” sul volto e nello stomaco di ogni cittadino.

Non inseguo le “ragioni” dell’una o dell’altra fazione né polemizzo con “gli uni o gli altri”, che oggi appaiono “marionette” di qualche abile e fallimentare “apprendista stregone”. Preferisco concentrami e denunciare le responsabilità apicali, i saccenti e arroganti “apprendisti” dell’Amministrazione comunale che hanno voluto “impossessarsi” e piegare alle proprie “brame” politiche e personali una manifestazione un tempo “patrimonio” di tutta la comunità.

Ecco perché questo Palio rappresenta la più grande ed evidente “waterloo” dell’Amministrazione Manta.

Una disfatta totale e su tutti i fronti, resa di “evidenza pubblica” perché “trasmessa in diretta” di fronte ad un pubblico incredulo, che non è stato più capace di “accettare tutto” e tacere. Ci sono tante altre, forse più gravi, disfatte amministrative di cui tanti cittadini non si sono resi ancora conto. Questa, invece, è “andata in diretta” e tutti hanno potuto constatare l’inadeguatezza e la grettezza di questi amministratori interessati solo alla propria visibilità, alle proprie carriere e alle proprie indennità.

Il futuro: strappare il Palio alla politica

Ci sarà sicuramente tempo per riflettere e trovare soluzioni adeguate per strappare il Palio al “crescente peso della politica” e riconsegnarlo agli attori principali – i bambini, i ragazzi/e, i giovani – di questo significativo evento che caratterizza la nostra comunità. Come ci sarà tempo per discutere del futuro politico e sociale della nostra comunità dopo la devastante esperienza di una sindaca fallimentare e parolaia, che tenta disperatamente di coprire il suo vuoto politico e amministrativo con “giochi di parole”, e di amministratori rivelatisi sempre più dannosi e inconcludenti “apprendisti stregoni”.

Auguriamoci solo che questi soggetti, ormai vocati all’harakiri, non combinino altri e più gravi guai in questo lasso di tempo che ci separa dalle prossime elezioni amministrative!

Pantaleo Gianfreda
Fondatore e Direttore — InfoCollepasso.it


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4 commenti su “Palio 2025: una disfatta per l’Amministrazione tra polemiche, abbandoni, proteste e tante critiche. Riflessioni e considerazioni su un fallimento annunciato”

  1. Affezzionatissimo al mio devastato paese

    Caro Pantaleo, un noto cantautore, da me molto apprezzato, diceva in una sua vecchia, ma sempre, attuale canzone: ” povera patria schiacciata dagli abusi del potere. Di gente infame, che non sa cos’è il pudore. Si credono potenti e gli và bene quello che fanno. E tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti inutili buffoni.
    Questo paese è devastato dal dolore……”
    Io così mi sento dal mio paese.
    Grazie direttore per il bell’articolo che hai pubblicato.

  2. Lu leccese tisse stu cielu cu stu mare aggiú lassare?

    Caro Pantaleo vorrei dire la mia. Con quello che é successo in questo palio penso che l’intero paese si sia accorto, ma questa volta davvero. La voglia matta di protagonismo della sindaco Manta l’hanno capita un po’ tutti, pronta sempre a dire la sua come un leone ruggente. Perché l’amministrazione era sul palco? Perché il presentatore era proprio l’assessore Angelo Gianfreda? Cosa c’entrava la sindaco, assessore, vicesindaco a farsi vedere e fotografare lì in primo piano e tifare per i carrozzini? Si proprio cosi. Voi dovevate essere tifosi del Palio e non di altro come chiaramente avete dimostrato .E poi, da quello che leggo, attaccare con parole squallide come “scaricatrice di porto”, vergognati assessore Angelo Gianfreda. Se l’avessero detto a tua figlia, se figli ne hai, come ti saresti sentito? Con questo ti sei svelato chi sei veramente .Siete finiti ormai amministratori della giunta Manta, sia con la politica sia con i cittadini in primis. Avete chiuso. Come noti cara sindaco ( per caso) la gente ha preso coraggio a dire quello che pensa veramente di voi. Non solo per lo stipendio non mollate il posto, ma anche per la voglia di protagonismo. Fra di voi il fuoco arde ma i soldi vi fanno gola e allora si tace. Incompetenti! Rimarrete nella storia di Collepasso per la mala gestione specialmente tu sindaco Laura Manta. Ai tuoi comizi piangevi, facevi la tenera, sperando di toccare il cuore dei presenti, ti addoloravi per paura di non vincere, ma avevi i tuoi scopi ed interessi personali. Oggi sei l’ultima del paese. Rassegnati! Adesso mi rivolgo a voi cari miei paesani, continuate a non aver paura a dire quello che pensate. Lode a chi ha aperto gli occhi, finalmente. Lode alla consigliera Eliana Vantaggiato che é sempre in prima linea a controllare ma soprattutto, prima di tutti si era accorta della catastrofe che stava per arrivare. Grazie dottor Pantaleo per quest’opportunità di diritto di parola che continui a dare nel tuo sito a tutti noi. Grazie

  3. Caro Pantaleo, condivido la tua analisi ma mancano un “attore” fondamentale e alcuni dettagli importanti nella scena da te descritta. Andrebbe analizzato il ruolo che una determinata associazione ha avuto, sin dalla sua nascita, sia nella dinamica politica del paese che in quella strettamente legata al palio. Questa associazione nasce, a mio parere, e lo si capisce già dal nome, per “strappare” il palio dalle mani in cui è sempre stato. Tanti ragazzi che fanno parte di quell’associazione, che oggi invece si ribellano al “potere”, forse avrebbero dovuto farsi qualche domanda in più prima: per esempio, quando nella scorsa campagna elettorale, si presentavano in gruppo solo ai comizi di una determinata lista, nonostante il mastro geppetto di questa associazione andasse decantando che l’associazione fosse “apartitica e apolitica”. Ai ragazzi lo perdoniamo proprio perché sono ragazzi, sperando che in futuro crescano e non cadano in altre trappole di questo tipo.

    1. fiju te lu Mariu

      Il problema non sono i politici. Loro fanno semplicemente il loro lavoro, e uno di questi lavori è abbindolare la gente. Il vero nodo sta proprio nella gente, che troppo spesso si lascia convincere con poco. Qui si apre un vaso di Pandora: la capacità (o incapacità) delle persone di capire quando vengono prese in giro.

      Purtroppo, le speranze sono poche: chi ha più strumenti per capire – i giovani – sembra essere spesso il primo a cadere nella rete.

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