Erano le 7.30-8.00 quando Mauro, il “gigante buono” della Tecneco, facendo un giro di perlustrazione nel nuovo capannone in costruzione perché l’impresa addetta ai lavori lamentava la mancanza di elettricità, ha fatto la sconcertante e scioccante scoperta.
Sparsi sul nuovo e lucido pavimento industriale vi erano alcuni cavi elettrici chiaramente “fuori posto”.
Qualcuno era stato lì nella notte.
Ancora più sconcertante, però, la successiva e accurata perlustrazione fatta all’interno e all’esterno dell’opificio.
Decine e decine, forse centinaia, di metri di cavi elettrici, già posti in opera all’interno e all’esterno del capannone, tranciati di netto e portati via.
Diventava sempre più evidente e chiaro per gli increduli Mauro e i giovani titolari dell’impresa Luca e Stefano, subito accorsi, che una banda ben organizzata di criminali si era introdotta nella notte nel nuovo e ampio opificio in costruzione, esteso oltre 3.500 mq., della nota azienda metalmeccanica di Collepasso, la più longeva e prestigiosa tra le aziende locali, e aveva fatto ‘nu stramignu!

Venivano avvertite immediatamente le Forze dell’Ordine ed intervenivano i Carabinieri della Compagni di Casarano e della Stazione di Collepasso.
Non difficile la ricostruzione dei fatti.
I malviventi si erano introdotti nell’area a notte inoltrata dall’ingresso del nuovo opificio, delimitato solo da una rete di protezione amovibile e posto sulla S.P. 361 Collepasso-Maglie a poche centinaia di metri dall’incrocio della Masseria Grande per Casarano, e si erano diretti sicuri verso la parte retrostante.

Qui, dopo aver rotto il vetro di un maniglione antipanico, si introducevano nell’ampio capannone e “lavoravano” sicuri, utilizzando persino un’impalcatura con ruote, già presente all’interno, per tranciare i cavi posti in alto.
Si dirigevano poi verso l’esterno, dove tranciavano tutti i cavi disponibili. Probabilmente, però, dopo essersi accorti di una lucina della postazione di videosorveglianza posta su un vecchio capannone di un’azienda contigua, hanno deciso di non completare l’opera e scapparsene con il già pingue bottino accumulato, lasciando all’esterno traccia del criminale e incompiuto “lavoro”, persino delle cesoie.

L’inventario finale del danno è stato di 50-60 quintali di cavi elettrici rubati per un danno presumibile di 80mila euro e forse più e nessuna copertura assicurativa.
Le foto che pubblico, che mi è stato concesso di fare, sono abbastanza eloquenti circa i danni compiuti da una banda di malviventi chiaramente ben organizzati e a conoscenza dello stato dei luoghi e dei lavori.
Ci auguriamo che Magistratura e Forze dell’Ordine compiano tutti gli sforzi necessari per individuare i malviventi responsabili del grave furto. I responsabili devono essere trovati e puniti… come fu individuato e punito l’autore di un tentativo di intimidazione ed estorsione ai danni dell’azienda nel lontano 2006 (il responsabile aveva collocato per intimidazione una bomba carta nella notte tra il 20 e 21 giugno 2006 sulla soglia degli uffici aziendali).

Il gesto criminale rappresenta, infatti, un messaggio poco rassicurante per le aziende che intendono investire nel Salento e, in particolare, per aziende locali coraggiose e prestigiose come la Tecneco, che ha deciso di ampliare la sua attività in momenti così delicati per l’economia nazionale e mondiale e investire in loco ogni risorsa finanziaria e imprenditoriale per rafforzare la sua attività e permettere occasioni di lavoro a tanti nostri giovani.
Nel condannare, pertanto, il criminale atto, esprimo, anche a nome dell’intera comunità collepassese, vicinanza e solidarietà agli imprenditori colpiti e a tutti i dipendenti.
Pantaleo Gianfreda
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1 commento su “Rubati nella notte 50/60 q.li di cavi elettrici dal nuovo e ampio capannone in costruzione della Tecneco”
Cesorie Total, nuove, comprate sicuramente al centro commerciale “le vele” di matino, è l’unico che vende Total in zona 😉
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