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Lunedì 23 giugno, alle ore 20.00, presso il Palazzo Marchesale di Matino, si terrà la seconda edizione di “ArpAngelica, Arte Legalità, Memoria” con la presenza e gli interventi di autorevoli testimoni e combattenti per la legalità, tra i quali Nadia Rizzello, zia della piccola Angelica Pirtoli, Annatonia Margiotta, responsabile interventi diffusione della legalità della Regione Puglia, il giudice Roberto Tanisi e il giornalista Danilo Lupo.

Di quest’ultimo riporto un suo post pubblicato su facebook in occasione dell’evento:

C’era una storia che in pochi ricordavano, quella della piccola Angelica e di sua madre Paola uccise dalla sacra corona unita. I familiari, chiusi nelle loro case; un sacerdote; qualche attivista. E la macchina della giustizia, naturalmente. Una decina di anni fa tentammo di ricordarla pubblicamente con un trasmissione televisiva. L’effetto fu quello di un fuoco d’artificio: molta impressione, poi si passò ad altro.

Poi due anni fa qualcosa è cambiato. Non so dirvi la commozione nel vedere insieme alcune delle persone che hanno coltivato questa memoria, lunedì sera a Matino. A cominciare dalla zia, Nadia Rizzello, che a un certo punto ha cambiato tutto aprendo la porta di casa e consentendoci di entrare nel suo dolore.

Ecco perché penso che abbiamo fatto bene a ostinarci. Abbiamo fatto bene a recuperare quella memoria che come i fiumi carsici, gli unici che scorrono nel Salento, ha viaggiato sotto terra per poi sgorgare limpida.

Angelica Pirtoli non è solo la più piccola vittima delle mafie in Italia; ma è un monito di cosa è stata in passato questa terra amara e bella. Paola Rizzello non è solo una madre uccisa; ma è un esempio di come le vittime in certi casi diventano vittime due volte. E Angelica e Paola sono una storia che parla di noi: di come siamo, di come dimentichiamo, di come ricordiamo.


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