Lunedì 23 giugno, alle ore 19.30, presso l’Atrio esterno della Parrocchia “Cristo Re” di Collepasso, ci sarà la presentazione del libro “Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato” di Francesco Mandoi, già Procuratore Aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e negli anni ’80-’90 protagonista con i giudici Cataldo Motta e Antonio De Donno della lotta alla Sacra Corona Unita nel Salento.
Dopo i saluti di Don Antonio Tondi, Parroco della Parrocchia “Cristo Re”, coordina l’evento e dialoga con l’Autore il vostro cronista.
Nel corso dell’incontro, che sarà aperto alle domande del pubblico presente, sono previste le testimonianze di Dario Melissano, già caposcorta di Giovanni Falcone, e Vanni Filograna, presidente dell’Associazione antiracket “Vivere Insieme” e figlio di Maria Isernia Filograna, la “donna coraggio” di Casarano che nei primi anni ’90 si oppose con determinazione alla criminalità e fece arrestare gli estorsori del marito, titolare di un’avviata azienda commerciale del legno.
Previsti anche alcuni intermezzi musicali e canori ad opera dell’artista Luciana Negro dell’Associazione Culturale Musicale “Salentum”.
L’evento è organizzato da Sentieri Salentini Aps, Parrocchia Cristo Re, Libera Casarano, Associazioni “Angelica Pirtoli” e “Vivere Insieme” e verrà trasmesso in streaming sulla pagina facebook infoCollepasso.it.
L’evento conclude un percorso di sensibilizzazione alla legalità avviato in questi ultimi mesi con le due iniziative del 24 marzo e del 19 maggio: nella prima con la presentazione del libro “La giusta direzione. Storia di un magistrato” di Antonio De Donno, già Procuratore Capo della Repubblica di Brindisi, con il quale avevano dialogato lo stesso giudice Francesco Mandoi e la giovane studentessa Asia Bove; nella seconda con la presentazione del romanzo “La scialletta rossa. Una donna di mafia” di Maria Francesca Mariano, Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce e scrittrice, con la quale avevano dialogato Roberto Tanisi, già Presidente del Tribunale di Lecce, P. Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto, e Maria Grazia Esposito, Comandante della Polizia Locale di Collepasso.
Due iniziative molto ben riuscite e partecipate.

Il libro di Francesco Mandoi è di recentissima pubblicazione. È stato presentato per la prima volta un mese fa, il 17 maggio, a Lecce ed ha avuto subito un’accoglienza e un’attenzione straordinarie. Rappresenta già un significativo successo editoriale, considerato che l’Autore è stato sinora invitato a presentare il libro in oltre quindici eventi organizzati non solo nella provincia di Lecce, ma anche in quelle di Brindisi, Taranto e Bari.
“Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato” è la testimonianza di un magistrato salentino, che, come riporta la quarta pagina di copertina del libro, “ha vissuto la sua storia personale e professionale nel contrasto alle criminalità nazionali e internazionali, ci guida a capire come questa sia una battaglia che non può essere solo giudiziaria, ma deve essere frutto di una profonda convinzione interiore. L’autore racconta gli aspetti più intimi e insoliti del suo impegno: le paure determinate dalla sfida a un potere oscuro, la sensazione di solitudine e di inadeguatezza, le emozioni che sempre si sono alternate nel suo lavoro, dall’ingresso in magistratura alla piena consapevolezza della necessità di una lotta coraggiosa alle mafie. Questo è anche il racconto di un coraggio che non è assenza di timore, ma volontà di resistere sapendo di essere sempre dalla parte della giustizia, nonostante rischi e difficoltà. Con una scrittura vibrante e lucida, l’autore ci invita a riflettere su quanto queste emozioni siano universali e capaci di svelare la fragilità e la forza che sono in ciascuno di noi. Un libro che non è solo una testimonianza, ma un invito a non voltarsi mai dall’altra parte e a credere sempre nella possibilità di un mondo migliore in cui ognuno può e deve fare la propria parte”.
Come noto, i giudici Motta e Mandoi (dopo si aggiunse anche De Donno) furono nel 1992 i primi, coraggiosi ed efficaci componenti della Direzione Distrettuale Antimafia che aveva giurisdizione sulle province di Lecce, Brindisi e Taranto.
La presenza a Collepasso del giudice Francesco Mandoi, in pensione da poco dopo la successiva e ventennale esperienza nella Direzione Nazionale Antimafia a Roma, rappresenta, a tanti anni di distanza, una stimolante e inevitabile occasione di confronto e riflessione sui “terribili anni ’80-‘90” anche a Collepasso.
Di quegli anni ho scritto diffusamente in un capitolo del mio ultimo libro “Storie di luoghi e di comunità” (settembre 2019), di cui riporto a fine articolo uno stralcio in pdf riguardante la parte più significativa degli eventi di quegli anni (copia sarà anche offerta gratuitamente a chi acquisterà il libro di Mandoi).
Non tutti ricordano che in quegli anni duri e difficili la prima iniziativa della nuova Amministrazione di Leonardo Malorgio, in cui ero vicesindaco e assessore alla Partecipazione, Informazione e Sicurezza dei cittadini, fu un’affollatissima e partecipata assemblea tenuta nell’Auditorium scolastico il 13 febbraio 1993 sul tema: “Cittadini e Istituzioni uniti per sconfiggere la criminalità e difendere l’ordine pubblico”.
A quell’incontro partecipò anche il giovane Giudice Antimafia Francesco Mandoi, oltre ad altri (l’on. Antonio Bargone, il sindaco di San Vito dei Normanni Rosa Stanisci e il Comandante dei Vigili Antonio Malerba).

All’epoca il giudice Mandoi fu un valido punto di riferimento della nuova Amministrazione nella sua battaglia in difesa della legalità e contro la criminalità.

A distanza di 32 anni Francesco Mandoi torna ufficialmente a Collepasso per parlarci di quegli “anni terribili” in tutto il Salento e ricordarci, come scrive nella conclusione del suo libro rievocando le “certezze” di Giovanni Falcone, che “le mafie, tutte, non sono un destino ineluttabile e, con l’aiuto di tutti, possono e devono essere sconfitte. Questo accadrà quando tutti, società civile, Politica, scuola e associazioni faremo ognuno la propria parte e tutti insieme”.
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I terribili anni ’80-’90
Pantaleo Gianfreda
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2 commenti su ““Né eroe Né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato”: il 23 giugno a Collepasso presentazione del libro del giudice Francesco Mandoi”
Ho seguito via Facebook, complimenti per l’iniziativa. Dispiace notare l’assenza del sindaco a un incontro come questo. Perché i simboli contano. E la sua assenza è un simbolo fortissimo. Forse oggi la lotta alla mafia si fa solo nei post celebrativi, nelle giornate ufficiali, nei manifesti con i volti degli eroi morti. Ma quando arriva il momento di esserci davvero, qualcuno preferisce restare altrove.
A volte basta poco per sembrare un eroe: non voltarsi dall’altra parte. Ma in certi paesi, questo basta per essere lasciato solo.
Leggere di queste iniziative fa bene, ma fa anche male. Perché a chi ha provato a combattere l’illegalità vera, quella concreta, quella di casa nostra, viene sempre in mente quanta solitudine c’era ieri. E quanto ce n’è ancora oggi, se appena osi ricordare, nominare, disturbare il silenzio.
Le mafie crescono nel silenzio, nella tolleranza, nella “normalità” apparente. E quando esplodono, tutti a dire che bisogna combatterle. Ma il momento giusto per combatterle era prima, quando erano deboli, quando bastava poco per isolarle. Quando però nessuno voleva farlo.
Onore a chi ha scritto, denunciato, parlato. Ma una comunità ha valore solo se riconosce chi l’ha difesa anche quando dava fastidio.
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