Ha rappresentato un indubbio e grande successo la seconda edizione della Festa di Sant’Antonio tenutasi una settimana fa, il 13-14 giugno, nell’area interna ed esterna della Parrocchia Cristo Re e promossa, insieme alla Parrocchia, dall’associazione “Milan Club Collepasso” e Aluisi.it.
Un successo per alcuni forse inatteso, ma che, come si dice , “era nelle cose”.
Intanto perché la festa di Sant’Antonio è nell’antica tradizione e nel “dna” dei collepassesi, essendo il Santo di Padova compatrono del paese già dai tempi in cui era frazione di Cutrofiano. Di quest’ultimo Comune Sant’Antonio è Patrono e quella comunità festeggia il Santo in ben tre diverse occasioni nel corso dell’anno (il 13 giugno con la festa detta di “Sant’Anoniu piccinnu”; ad agosto con la festa patronale, nota come “Sant’Antoniu crande”; in inverno, il 17 febbraio, con “Sant’Antoni te le fòcare”, in ricordo del terremoto del 17 febbraio 1811, che costrinse i cutrofianesi a scendere in piazza, riscaldarsi dal freddo con improvvisati falò e ringraziare il Santo Patrono che aveva salvato il paese). Era pertanto naturale che, a distanza di alcuni decenni dalla sua “dismissione” (nel passato era tra le feste più importanti), la Festa di Sant’Antonio sia “riemersa” quasi naturalmente a Collepasso e abbia avuto subito successo, grazie alla volontà di tanti “Antonio/a” e all’impegno di un gruppo di volenterosi che avevano scommesso sulla sua buona riuscita già nel giugno 2024, quando l’antica tradizione era stata ripresa per la prima volta.
La Festa di Sant’Antonio, inoltre, segnava e segna uno “spartiacque” tra le stagioni e di fatto dà inizio all’estate, al ritorno del sole e delle lunghe giornate di luce, alla piena riattivazione delle tradizionali attività agricole e della socializzazione dopo i lunghi e bui mesi invernali e gli incerti mesi primaverili e coglie l’esigenza di una comunità a “rivedersi”, frequentarsi, divertirsi… in parole povere, a “stare insieme”.

Non a caso nel passato, quando per l’antico mondo contadino giugno rappresentava il “tempo delle messi” e il momento di più intenso riavvio del lavoro nei campi, la nostra comunità, venerando Sant’Antonio, esprimeva il desiderio di ingraziarsi il Santo e auspicare raccolti abbandonanti. Dall’altro, l’antica usanza delle “fòcare” nei quadrivi di tante aree del paese, alla vigilia della Festa, rappresentava anche per la nostra comunità quel “simbolo di rigenerazione e purificazione” comune a tante aree del Salento, dove la tradizione delle “fòcare”, che affonda le sue origini nella memoria dei tempi, si ripete in periodi diversi dell’anno, essendo legata a specifici eventi locali. La “simbologia”, sulla quale non mi dilungo, è, comunque, comune a tutti gli eventi. La “Festa del Fuoco” di Zollino (e non solo), ad esempio, è diventata a fine dicembre uno degli eventi culturali e sociali più importanti della provincia

Ecco perché, affondando le sue radici nell’antica tradizione religiosa e civile di Collepasso, ritengo molto positiva la “resurrezione” di questo importante appuntamento comunitario, che auguro assuma il significativo ruolo che merita anche negli anni futuri. E, voglio qui dirlo, dispiace che alcuni illustri personaggi non abbiano saputo cogliere, quando è stato loro proposto, il significato profondo della riproposizione della Festa di Sant’Antonio come evento rappresentativo dell’intera comunità. Per ora accontentiamoci che la festa sia “risorta” in un luogo apparentemente limitato, quale è un rione, ma non meno significativo e frequentato. Questo grazie all’intelligenza e alla lungimiranza di un giovane sacerdote, di qualche associazione e di tanti privati cittadini che si sono dedicati con passione e sacrificio alla buona riuscita della festa, come tutti hanno potuto verificare nelle due serate molto intense e partecipate del 13-14 giugno.
Soddisfatti, pertanto, gli organizzatori, che hanno pubblicato sui social le seguenti considerazioni a firma di Sebastiano Nocco, presidente dell’associazione “Milan Club Collepasso”:
Dopo aver raccolto, in questi giorni, le infinite opinioni positive di un’intera comunità per i festeggiamenti di Sant’Antonio di Padova, è arrivato il momento che sia io, a nome di tutti i soci del Milan Club e di tutto lo staff, a ringraziare tutti voi per il supporto e la fiducia che ci dimostrate nel credere in noi.
È stato un lavoro lungo e sfiancante, pieno di ostacoli, ma passeggiare tra la gente durante la festa e notare sul loro volto la spensieratezza, la felicità, la serenità, fa dimenticare tutta la fatica e ci sprona a fare sempre meglio.
È per questo che promettiamo a tutta la comunità di dare sempre il massimo e di fare del nostro meglio per costruire qualcosa di sempre più grande.
Grazie a tutti i ragazzi e le ragazze dello staff che hanno lavorato senza sosta e in modo impeccabile in queste due sere.
Un ringraziamento doveroso va al nostro Don Antonio Tondi per il continuo appoggio e per la costante fiducia.
Grazie infinite a Tony e a tutta la famiglia Aluisi, sempre al fianco del Milan Club Collepasso.
Infine, ma non per importanza, si ringraziano tutti gli sponsor che hanno dato un forte supporto alla realizzazione dell’evento.
Pantaleo Gianfreda
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1 commento su “Grande successo della Festa di Sant’Antonio del 13-14 giugno: i ringraziamenti degli organizzatori”
Approfitto per ricordare l’amico Sandro Aluisi che sicuramente ci guarda da lassù e che sarebbe stato contento per la riuscita della festa di Sant’Antonio
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