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Venerdì 20 giugno, alle ore 19.30, presso l’Aula Magna del Seminario arcivescovile di Otranto, verrà presentato l’interessante e straordinario libro del prof. Vincenzo Colavero “Il caprone e l’ariete. Storia, simboli e fede nel mosaico di Otranto”.

Dopo i saluti di Don Alessandro Grande, Rettore del Seminario, previsti gli interventi di Mons. Francesco Cacucci, già Arcivescovo di Otranto (1993-1999) e Bari-Bitonto (1999-2020), Mons. Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto, e Luigi De Luca, Direttore del Polo Biblomuseale di Lecce e coordinatore dei Poli Biblomuseali Regione Puglia.

Un’occasione unica per scoprire una nuova interpretazione del mosaico.

“Il caprone e l’ariete. Storia, simboli e fede nel mosaico di Otranto” di Vincenzo Colavero il 20 giugno ad Otranto (ore 19.30, Aula Magna Seminario arcivescovile)“Anni di studi, analisi su testi antichi, classici e moderni di teologia, filosofia e letteratura sono alla base di questa rilettura storico-teologica del mosaico di Otranto” effettuata con ricerca certosina, scrupolo, serietà, passione e professionalità da Vincenzo Colavero, già docente di Lettere presso il Liceo “Capece” di Maglie dopo un intenso e significativo cursus studiorum: “Licentia in sacra theologia magna cum laude” presso l’Università gregoriana San Luigi dei gesuiti a Posillipo (Napoli) e laurea in Filosofia con il massimo dei voti presso l’Università del Salento con la tesi “Antropologia e morale in Karl Barth”.

Di particolare interesse, ad esempio, la lettura che fa il prof. Colavero dell’immagine e delle iscrizioni relative alla figura nel mosaico che si è sempre pensato fosse di Re Artù. Un “enigma” che per secoli ha affascinato storici e studiosi che hanno dato le interpretazioni più svariate, considerato che il mosaico fu realizzato tra il 1163 e il 1165, mentre le gesta del leggendario sovrano compaiono e si diffondono anni dopo e non potevano, pertanto, essere note all’arcivescovo Gionata e all’artista Pantaleone, che realizzò l’“opus insigne”.

La lettura che oggi offre Vincenzo Colavero in questa pregiata e certosina ricerca sembra, rispetto ad altre pur qualificate, quella forse più vicina a risolvere l’“enigma”… e chissà se non l’abbia definitivamente risolto!

L’immagine e l’iscrizione non avrebbero nulla a che fare, secondo lo studioso, con Re Artù. Le lettere REX AR T v R. U S suggerirebbero, invece, alla luce della lettura dell’Apocalisse e delle figure del mosaico, una diversa interpretazione e l’iscrizione corrisponderebbe a REX AR(ies) T(au) v(incit) R(ex) U(rbis) S(anctae)

“Il caprone e l’ariete. Storia, simboli e fede nel mosaico di Otranto” di Vincenzo Colavero il 20 giugno ad Otranto (ore 19.30, Aula Magna Seminario arcivescovile)La lettura del libro è affascinante e suggestiva, come lo è l’intera opera musiva, perché lo studioso “legge” il mosaico con gli occhi e gli strumenti divulgativi offerti in quei tempi medievali.

“Il caprone e l’ariete. Storia, simboli e fede nel mosaico di Otranto” di Vincenzo Colavero il 20 giugno ad Otranto (ore 19.30, Aula Magna Seminario arcivescovile)Il volume, infatti, come riporta la quarta pagina di copertina, “propone un’analisi del mosaico alla luce della Sacra Scrittura, dei Bestiari medievali e della teologia della storia di sant’Agostino, così come interpretata dalla Chiesa di Roma. Tale approccio rappresenta una novità rispetto alle precedenti indagini, che spesso lasciavano irrisolto il significato complessivo del mosaico. Contrariamente a quanto si pensa, la progettazione del mosaico non è attribuibile a Pantaleone, l’artista che ne curò la realizzazione materiale, bensì all’arcivescovo Gionata, garante della dottrina cristiana e figura di riferimento di fronte al primate di Roma: il risultato è un’opera di straordinaria portata, concepita per promuovere e rafforzare la fede dei cristiani. Personaggi, figure e parole, poche, servono al vescovo a porre come modello di vita l’Ariete, che con la croce ha vinto la morte. Camminare sul mosaico, immergersi nella lettura, susciterà emozioni, sentimenti e riflessioni che influenzeranno l’esistenza del fedele, chiamato così a una vera lotta per il bene contro il male nella costruzione di una nuova cittadinanza. Il mosaico di Otranto contiene, come un rebus sulla vita, un vero mistero: il suo significato viene svelandosi via via con la scoperta delle sue stesse figure”.

Un lavoro di portata eccezionale quello fatto dal prof. Vincenzo Colavero che merita di essere letto e studiato.

Pantaleo Gianfreda


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