Un’autorevole signora mi manda a mezzogiorno delle foto di tratti di marciapiedi di via Kennedy “immersi nel verde”, con un commento ironico: “Dove passa Laura Manta non si può dire che non cresca l’erba”.
Spontanea la risata, seguita subito da un “cattivo” pensiero tra me e me: “… forse lo fa per smentire la sua fama di “Attila” della politica collepassese ?!?”.
Come noto, Attila, il re degli Unni definito il “flagello di Dio”, nel V secolo devastò in modo così crudele l’Italia del decadente Impero romano che di lui si disse: “Dove passa Attila non cresce più l’erba”.
Invece, il “flagello di Collepasso” lascia che l’erba cresca come natura comanda persino sui marciapiedi e se non fosse per quelle “macchine cattive” che “solcano” via Kennedy le lascerebbe crescere persino sull’asfalto contiguo…
… è proprio vero… “Collepasso sempre più bella” e, aggiungo, “sempre più verde”, grazie a “Lei”… l’Innominabile “Attila de noantri”… e al suo esercito di Unni, Vandali, Visigoti ed Ostrogoti!
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8 commenti su “Le “foto del giorno”: i “marciapiedi verdi” di via Kennedy”
Il fatto che una persona ci stia antipatica non vuol dire che non possa dire cose giuste. E viceversa: uno può sembrarci simpatico, brillante, carismatico… e poi fare solo i propri interessi fregandosene degli altri.
Berlusconi è l’esempio perfetto: ha costruito consenso col sorriso, la battuta, il barzellettiere di palazzo. Ma dietro la maschera c’era un disegno preciso: accumulare potere e proteggere i suoi affari. E la gente? Contentissima, perché era “uno di noi”.
Il problema di fondo è che il pensiero critico fa paura. Se inizi a mettere in discussione le idee della tua fazione, rischi di sentirti solo. E allora molti preferiscono la comoda sicurezza del gruppo, della bandiera, dello slogan facile.
Ma così facendo si resta schiavi di una narrazione. E la politica – quella vera – smette di esistere. Al suo posto resta solo il tifo, le curve, i cori, gli scontri. Un teatrino inutile dove vince chi urla di più, non chi ha ragione.
Chi commenta come il principe vagabondo sono la tipologia di persone di cui il nostro paese (Italia) è pieno. Persone molto simile come mentalità agli ultrà delle squadre di calcio, da qui anche il successo del calcio. Persona senza un pensiero critico, che basta un capo popolo di turno gli dice cosa fare e loro senza pensarci lo fanno. I tifosi sono così, dell’una e dell’altra parte, non mi soffermo sulla questione della sindaca, ma sulla MENTALITA’ TRIBALE che attanaglia questa nazione, legata ancora alla preistoria. Eppure ci sono le scuole, molta gente almeno è arrivata alle superiori, ma da questo abbiamo capito che non basta un titolo di studio a rendere cittadino una persona, PURTROPPO. Non ci meritiamo la democrazia, e non ci meritiamo determinati personaggi, questo paese (collepasso) ha bisogno di morire in pace, su questo sono d’accordo.
Gentilissimo Sig. PANTALEO ; Una volta si riunivano le zitelle acide per sproloquiare, oggi ci pensano altri personaggi e per lo più ACCULTURATI. E vero che se non vuole leggere un articolo basta scorrere più avanti, purtroppo essendo cittadino collepassese certi scritti non possono passare inosservati.Nulla di personale in questo mio commento,ma stimo che bisogna collaborare per la comunità e non denigrare.
… scrivere di cose e situazioni reali è forse denigrare, sig. “principe vagabondo”? …comunque, proprio azzeccato il nick che hai scelto per firmarti!
Caro Pantaleo, a me sembra che la tua ostilità verso la sindaca stia diventando una patetica ossessione.
E basta!!! Non hai nient’altro da dire? E già , c’è un proverbio che dice ” fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.
Lo so che cancellerai questo messaggio ma è da tempo che volevo esprimere la mia opinione.
dalla Digos ci fanno sapere che alcuni capi ultras non accettano queste ironie nei confronti del loro capo
che sciatteria. Ma le erbacce sono il problema minore, il paese è pieno di cartacce, soprattutto volantini. Pantaleo la invito a parlare di questo argomento. Vivo in un paese limitrofo, e qui chi sporca viene sanzionato.
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