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La S. Messa presieduta dall’Arcivescovo e concelebrata da don Antonio e altri confratelli per il decennale del suo sacerdozio

Una Chiesa gremita di fedeli, nonostante il freddo e il giorno feriale, ha fatto corona ieri sera nella Chiesa Cristo Re al giovane e amato parroco don Antonio Tondi, che celebrava il 10° anniversario della sua Ordinazione sacerdotale.

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozioIl ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozioLa Santa Messa è stata officiata dall’arcivescovo Padre Francesco Neri e concelebrata da don Antonio Tondi, dal parroco della Chiesa Madre don Antonio Russo, dall’amico di sempre e concittadino don Alessandro Grande, don Luca Matteo e don Antonio Congedo con l’assistenza dei diaconi prof. Salvatore Marra e Michelangelo Bevilacqua.

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozio
Don Antonio con l’Arcivescovo, confratelli, diaconi e ministranti

Prima della chiusura della Celebrazione Eucaristica, don Antonio ha letto un breve discorso per ringraziare tutti i presenti, l’Arcivescovo, i confratelli, i familiari, i fedeli. Un ringraziamento che estende anche a tutti coloro, di Collepasso e di altri paesi, che numerosissimi hanno espresso sui social i loro auguri e il loro apprezzamento per don Antonio e la sua attività pastorale.

Al termine familiari, fedeli e amici si sono ritrovati nell’Auditorium per condividere un momento di convivialità con il taglio dell’ottima torta per festeggiare i 10 anni di sacerdozio.

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozio
Don Antonio con i suoi familiari

Di seguito, riporto integralmente il breve e significativo discorso di ringraziamento di Don Antonio-

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozio
Don Antonio legge il discorso di ringraziamento

Cari amici, siete tutti cordialmente benvenuti in questa chiesa per ringraziare il Signore, insieme con me, per il dono di 10 anni di sacerdozio. Nel ringraziare il Signore, dico grazie a ciascuno di voi, a padre Francesco, ai fratelli e amici sacerdoti e diaconi, alla mia famiglia di Martano e alla mia famiglia di Collepasso, a tutti i miei amici.

Vi giunga il mio ringraziamento per la vicinanza e soprattutto la vostra preghiera. Potete contare sulla mia presenza discreta, mai invadente, e sulla mia amicizia. Vi voglio bene!

Sono trascorsi – quasi volati – 10 anni dall’8 aprile 2015, una serata freddissima con una tramontana che spezzava le ossa, quando Mons. Negro mi ordinò sacerdote nella Cattedrale di Otranto. 10 anni pieni di Dio e vissuti sempre accanto al popolo. 10 anni non sono tanti ma non sono neppure pochi. Come sapete, davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Ossia, davanti al Signore c’è solo il presente; non esiste il tempo come misura delle cose. Il passato è storia e il futuro è promessa. La grandezza del sacerdozio, dunque, non sta nel numero degli anni in cui viene esercitato, ma nel fatto stesso di esserci.

Ed è davvero un prodigio grandissimo l’essere sacerdote: queste mani possono consacrare il pane e il vino, Corpo e Sangue di Cristo, questo cuore può riconciliare i peccatori pentiti, può abbracciare i lontani, può andare incontro al prossimo.

“Prete è bello!”. Si, davvero bello. Lo dico soprattutto ai ragazzi e ai giovani presenti. Non spaventatevi se il Signore bussa alla porta del vostro cuore. Fate spazio, Lui ha bisogno di voi. Lo sento fortemente e per questo ve lo ripeto: prete è bello. È un dono che non so spiegare, afferrare, comprendere nella sua pienezza. Qualcosa che ti invade l’anima, tutto l’esistere, ti plasma come uomo nuovo, ti innalza verso Dio e ti abbassa verso gli ultimi per toccare le sofferenze e le gioie dell’umanità. Un’impronta indelebile nel tuo esistere, nel tuo credere, nel tuo amare.

Dono e mistero – affermava San Giovanni Paolo II -, a me piace aggiungere anche contemplazione. Il sacerdozio: dono, mistero e contemplazione. Questo perché occorre necessariamente fermarsi a contemplare un dono e un mistero così grande: l’essere sacerdote. Davanti a qualcosa di così straordinario, tacciono le parole, tutte le parole, e inizia la contemplazione!

A proposito di contemplazione, voglio condividere, in conclusione, un piccolo esercizio che faccio spesso. Mi piace fermarmi a contemplare in silenzio ciò che ho accanto: l’Eucaristia, il Crocefisso, un’immagine della Madonna. E in quella contemplazione comprendere tutto.

È questa l’esperienza avvenuta all’ebreo convertito Alfonso Ratisbonne, nella chiesa di sant’Andrea delle Fratte, nel centro di Roma. Di fronte alla Madonna del Miracolo si verificò, alla fine dell’800, la sua grande conversione. Dopo la conversione qualcuno gli chiese: “Che cosa ti ha detto la Madonna?”. Ed egli rispose: “In verità la Madonna non mi ha detto nulla, ma io guardandola ho capito tutto”.

Ciascuno di noi, in questi giorni santi, contemplando l’Eucaristia, il Crocefisso o la Vergine Maria chieda questa grazia: di capire tutto quello che è necessario alla sua vita affinché sia una vita davvero secondo il vangelo, una vita santa. Grazie a tutti!

Auguri ancora al nostro don Antonio!

Pantaleo Gianfreda

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozio
Il taglio della torta nell’auditorium parrocchiale e (sotto) Don Antonio con la madre Paola, i fratelli Mauro e Silvia e con la cognata

Il ringraziamento di Don Antonio Tondi nella Chiesa Cristo Re gremita di fedeli per i suoi 10 anni di sacerdozio


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