E’ morto a Salsomaggiore (prov. di Parma), doveva viveva da lungo tempo, Gino Malorgio “Alberto”, l’ultimo dei quattordici partigiani collepassesi.
Il suo tabellino biografico, nel volume “Partigiani, antifascisti e deportati di Lecce e provincia” di Pati Luceri (2013), recita così:
“Malorgio Gino, di Isaia, Partigiano. Nasce a Collepasso, il 15 marzo 1920. Combatte, con il nome di battaglia “Alberto”, nella 31° Brigata Garibaldi “Forni”, dal 7 marzo 1944 al 25 aprile 1945.”

Inoltre, compare, fra i pochissimi rientrati dalla tragica Spedizione dell’ARMIR in Unione Sovietica del 1942, nel libro “Fronte Russo. C’eravamo anche noi” di Marcello Quaranta (2017) nell’elenco dell’89° Reggimento Fanteria “Divisione Cosseria”.
Il 24 aprile 2013, nella ricorrenza del 68° Anniversario della Liberazione, su iniziativa del Direttivo provinciale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), il Comune di Collepasso ha assegnato al concittadino Gino Malorgio un Attestato di Benemerenza. Alla solenne cerimonia, tenutasi nel piazzale del Palazzo Municipale. erano presenti il sindaco Paolo Menozzi, il presidente e il dirigente provinciali ANPI Maurizio Nocera e Giuseppe Lagna.
L’ANPI di Lecce si associa al dolore dei familiari, per la scomparsa dell’eroico cittadino e partigiano di Collepasso, combattente per la giustizia e la libertà del popolo italiano.
Giuseppe Lagna
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1 commento su “E’ morto Gino Malorgio, l’ultimo partigiano collepassese”
Nell’epoca dell’ignavia assoluta, nella quale non c’è limite a ciò che si è disposti a subire, onore e gloria a chi non ha accettato di chinare bovinamente il capo.
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