Si terrà questa sera, alle ore 18.30, presso l’Auditorium della Parrocchia Cristo Re, in occasione della “Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali”, un incontro sul libro “Il dialetto salentino nei suoi modi di dire” di Elio Ria, scrittore e poeta di Tuglie.
A dialogare con l’Autore ci saranno Giovanni Leuzzi e Francesco (noto come “Mesciu Cicciu”) Danieli, illustri e brillanti studiosi, storici, scrittori e cultori del dialetto salentino o, come forse sarebbe più giusto dire, dei dialetti salentini.
Negli ultimi anni si va sempre più intensificando in Italia l’attenzione, la difesa e la cura dei dialetti. Già negli anni ’60 Pier Paolo Pasolini ne rivendicava la “sua fondamentale importanza per calarsi nella realtà esistenziale degli uomini oltre ogni tendenza ad omologarli a una realtà asettica e industriale”.
Il dialetto salentino, poi, pur nelle sue diverse accezioni, è una lingua “che parla” le tante storie e culture che hanno attraversato il Salento nei secoli. Non sarebbe improprio, pertanto, definire il nostro dialetto una “lingua poliglotta” che va riscoperta, studiata e diffusa anche tra i giovani.
Per comprendere meglio tale definizione e stimolare ad una maggiore comprensione delle origini della nostra “lingua madre”, pubblico di seguito una mia breve ricerca del 2004.
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