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Quando un giovane di 20 anni scompare in modo così drammatico non ci si può non interrogare e riflettere. Tutti.

Certo, in primo luogo la famiglia che vive un dramma inatteso e incommensurabile. Ma anche ognuno di noi. La comunità. Le Istituzioni. La società ad ogni livello.

Mi sono imbattuto su internet in una riflessione che voglio condividere.

“Provo solo a immaginare – scrive l’autore – i sentimenti e i pensieri, i sensi di colpa e le domande senza risposta di due genitori il cui figlio adolescente si è tolto la vita. In questo tempo difficile c’è chi all’improvviso si sente straniero nella vita, avverte il mondo come inospitale e ostile oppure si persuade irreversibilmente che è meglio andarsene via, abbandonare il sentiero”.

È solo l’incipit di una riflessione più ampia, ma mi fermo a queste parole. Anche per capire se possano aiutare a comprendere la decisione “irreversibile” di un giovane di “abbandonare il sentiero” della vita.

Daniele, però, non si sentiva “straniero alla vita” né avvertiva “il mondo come inospitale e ostile”. Al più, “patrigno”.

Era giovane riservato, un po’ introverso e solitario, avendo precocemente avvertito le amarezze e le ingiustizie della vita per chi non “sguazza nell’oro” e cresce tra sacrifici e ristrettezze, ma non era asociale né tanto meno apatico e abulico.

Daniele aveva chiaro il suo progetto di vita. I suoi obiettivi. Probabilmente spinto da una forte volontà e da un istintivo anelito di rivalsa personale e di riscatto sociale.

Supportato dall’anziano padre Orazio e, soprattutto, dalla più giovane e volitiva mamma Abbondanza (… in questo nome “ridondante” ho avvertito sempre qualcosa di “beffardo” da parte del destino per una donna che di “abbondanza” nella vita ha avuto tante sofferenze, privazioni e sacrifici!), dalle sorelle e dagli amici più vicini.

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita
L’abitazione del giovane e (sotto) il giardino circostante
Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita
Il giardino in cui il giovane si è tolta la vita

Daniele, dopo il diploma di Tecnico Informatico presso l’Industriale di Casarano, si era iscritto quest’anno alla Facoltà di Ingegneria Informatica presso l’Ecotekne dell’Università del Salento.

La notte della tragica alba, tra sabato e domenica, era stato sul computer sino alle cinque del mattino.

Alle 23.00 aveva dato tranquillamente la buona notte alla madre e poi aveva fatto tardi perché, come dice la stessa madre, era giorno festivo e non aveva impegni con l’Università. Probabilmente nei giorni precedenti era stato nei pre-corsi o altri corsi tenuti per le matricole dal 1° all’11 settembre e poi alle lezioni iniziate a metà mese.

Daniele, mi dice ancora la madre, si era iscritto da pochi giorni anche alla Scuola guida perché voleva prendere la patente.

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vitaE poi – forse sembrerà un dettaglio – guardate la foto. È di due giorni prima, in occasione del compleanno della sorella. Si coglie forse un velo di tristezza, ma il viso dolce appare tranquillo ed esibisce un occhiale da “ingegnere informatico”. Quello che avrebbe voluto diventare.

Salvo circostanze profonde e a noi ignote, come è possibile, allora, che un ventenne, che si iscrive all’Università per diventare Ingegnere Informatico e da pochi giorni va alla Scuola guida per prendere la patente, “si persuade irreversibilmente (e improvvisamente) che è meglio andarsene via, abbandonare il sentiero”?!?

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita
Due belle foto da facebook di Daniele in occasione del suo 12° e 13° compleanno

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita

La domanda inquietante che in tanti ci poniamo, a cominciare da mamma Abbondanza, è: perché? Quale motivo aveva per farlo?!?

Non è una domanda esistenziale né sociologica né psicologica. Mi auguro che questi aspetti siano affrontati e discussi in altra sede da chi ha il dovere di farlo e in tempi non biblici.

È, soprattutto, una netta e chiara richiesta di investigare sino in fondo e con tutti i mezzi e le modalità possibili a chi ha il compito e il dovere di indagare sulla morte di un giovane ventenne che, provenendo da una situazione di difficoltà sociale, aveva l’ambizione di riscatto sociale e di affermazione professionale. A disvelarci, se possibile, la complessa e (razionalmente) incomprensibile “ermeneutica” di un tale gesto e le possibili responsabilità.

“Voglio la verità”, dice mamma Abbondanza, attonita e distrutta, che ancora non si capacita che “il mio angelo, il mio fiore, il mio Daniele non c’è più… mi hai lasciata troppo presto amore di mamma”!

Il drammatico gesto di Daniele, 20 anni, ha sconvolto la nostra comunità, già toccata in questi anni dalle tragedie di tanti giovani scomparsi prematuramente per “cause naturali” (… che sono sempre “innaturali” per una giovane vita!) e/o per mali precoci. Ci si rassegna, seppur ci si addolora, di fronte alla “profezia” nefasta del male che incombe e porta via la “meglio gioventù”.

Difficile, invece, rassegnarsi e capire l’improvvisa autodistruzione di una giovane vita già protesa al futuro!

Troppo velocemente e burocraticamente si è chiuso questo tragico caso!

Mamma Abbondanza, i familiari e l’intera comunità hanno diritto di conoscere tutta la verità, chi di competenza ha il dovere di fugare le ombre che sembrano incombere su questo “addio alla vita” improvviso ed inspiegabile.

Auguriamoci di trovare orecchie sensibili a questo “grido di verità” che parte da una “Madre Addolorata”, come Maria presso la croce del Figlio prediletto, e dall’intera comunità.

Lo dobbiamo a Daniele, alla sua gioventù spezzata, ai suoi sogni infranti!

Ciao, Daniele!

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita

Pantaleo Gianfreda

Daniele, 20 anni, il sogno infranto di diventare Ingegnere Informatico: i tanti progetti di vita e gli interrogativi su un improvviso ed imprevedibile addio alla vita


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