Da alcuni giorni risulta chiuso il distributore di carburanti “Ewa” di Collepasso sulla S.P. per Maglie, a poche centinaia di metri dalla Masseria Grande.
La chiusura è segnalata da diversi cartelli affissi all’interno del distributore ed ha suscitato molta curiosità, considerati i tanti “misteri” che hanno accompagnato il distributore sin dalla sua installazione con il marchio “Ewa”, da sempre sospettato di contiguità con la camorra.
Non sono un mistero, infatti (basta attivare il motore di ricerca e digitare “Ewa” o “Ewa grill” su questo blog), le tante polemiche che accompagnarono oltre venti anni fa prima la sua discussa installazione sotto l’Amministrazione del sindaco Salvatore Perrone, il quale ne assunse persino personalmente la gestione per alcuni anni tramite una cooperativa di cui era presidente, e poi le successive evoluzioni e polemiche sotto l’Amministrazione di Paolo Menozzi, quando emersero con chiarezza le collusioni e il distributore visse un periodo di forti fibrillazioni.
Da alcuni anni, però, cambiata la gestione, la situazione sembrava essersi normalizzata e il distributore sembrava operare con tranquillità e anche con una certa efficacia e proficuità.
Oggi, improvvisamente, tutta la rete collegata al marchio “Ewa”, che vanta oltre 200 distributori in tutta Italia, è stata “decapitata” da massicci provvedimenti giudiziari e interdittive antimafia.
Da alcune notizie assunte su google, dopo aver digitato “Comune di Collepasso chiusura distributore Ewa”, risulta che (riporto testualmente) “Il distributore di carburanti a marchio Ewa situato a Collepasso è stato coinvolto nel sequestro nazionale di oltre 200 impianti operato a fine 2025. La chiusura è stata disposta a seguito di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Milano contro la società Penta Petroli per presunte frodi fiscali, caporalato e infiltrazioni criminali. L’impianto faceva parte di una vasta rete di distributori Ewa e Sinergy sottoposti a sigilli in tutta Italia per il coinvolgimento in attività illecite. Le indagini hanno evidenziato una rete che praticava sfruttamento del lavoro (caporalato) e transazioni fittizie, con gestione spesso irregolare del personale. I provvedimenti hanno portato alla revoca delle licenze e alla chiusura forzata dei siti coinvolti. La chiusura dell’impianto di Collepasso si inquadra quindi in una più ampia operazione contro la catena di distribuzione gestita dalla società interessata”.
E ancora, sempre da internet: “A partire da settembre 2025, la rete di distributori di carburante a marchio Ewa (gestita da Synergy S.r.l. e legata a figure come Vincenzo Salzillo) è stata oggetto di massicci provvedimenti giudiziari e interdittive antimafia, che hanno portato alla chiusura di oltre 200 impianti in tutta Italia. Ecco i dettagli principali delle azioni giudiziarie: Interdittive Antimafia (Settembre 2025 – 2026): La Procura di Milano ha emesso provvedimenti basati su infiltrazioni mafiose e rapporti dei gestori con clan camorristici. Le interdittive hanno colpito la rete Ewa e Synergy, con chiusure distribuite su tutto il territorio nazionale, incluse zone come Verona, la Valle d’Aosta e il casertano. Frode Iva e Sequestri (Marzo 2026): Oltre alle misure antimafia, le stazioni di rifornimento Ewa sono state coinvolte in una frode IVA sui carburanti, con sequestri per un valore di circa 113 milioni di euro ….. La situazione ha provocato una forte reazione delle associazioni di categoria (Faib e Fegica), che hanno chiesto una riforma del settore a causa della gravità delle illegalità riscontrate”.
Una situazione, pertanto, seria e preoccupante che le competenti Autorità avranno il compito di chiarire e definire nei modi e nei termini necessari per ripristinare legalità e correttezza gestionale.
Preoccupa, inoltre, la situazione occupazionale dei tanti lavoratori, compresi i due di Collepasso addetti al servizio di distribuzione e ai quali va la nostra solidarietà, che deve essere salvaguardata e garantita.
Pantaleo Gianfreda
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