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La Pace prima di tutto… è l’augurio per il nuovo anno 2026!

Le terribili guerre presenti in tutto il mondo, in particolare nel bacino del Mediterraneo con il genocidio dei palestinesi e in Europa con la distruzione dell’Ucraina, ci devono imporre un imperativo categorico: l’obiettivo di ogni essere umano e di governanti capaci di interpretare le reali esigenze dei loro popoli deve essere prima di tutto la Pace! Una pace da perseguire con il dialogo, il confronto, la diplomazia, persino con “il coraggio della bandiera bianca”, come diceva Papa Francesco, non certo con le armi.

2026, la Pace prima di tutto. “Apriamoci alla pace!”: il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio
Palestina e Ucraina, distrutte dalla guerra

2026, la Pace prima di tutto. “Apriamoci alla pace!”: il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio

Un imperativo, un impegno, una denuncia e un auspicio che si ritrovano nel forte e vibrante messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace che si celebra oggi, 1° gennaio 2026.

“La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”, è il tema del Messaggio.

Leone XIV invita tutti ad accoglierla e diventarne testimoni perché essa “esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno” e, citando S. Agostino, invita i cristiani a diventare testimoni e ad “intrecciare un’indissolubile amicizia con la pace” perché siamo tutti invitati a “camminare per questa strada tracciata dal Risorto. Lui stesso ha incarnato una pace disarmata perché disarmata fu la sua lotta”.

Un messaggio, sulla scia dell’insegnamento dell’indimenticabile Papa e profeta Francesco, che induce ad una riflessione profonda, che invito tutti a leggere con attenzione e che mi auguro, data la sua importanza, venga letto nelle Chiese di tutta Italia e del mondo (cliccare su messaggio Papa Leone XIV).

2026, la Pace prima di tutto. “Apriamoci alla pace!”: il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio“Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino”, scrive il Papa.

E aggiunge: “… Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza.  «In conseguenza – come già scriveva dei suoi tempi San Giovanni XXIII – gli esseri umani vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con una travolgenza inimmaginabile. Giacché le armi ci sono; e se è difficile persuadersi che vi siano persone capaci di assumersi la responsabilità delle distruzioni e dei dolori che una guerra causerebbe, non è escluso che un fatto imprevedibile ed incontrollabile possa far scoccare la scintilla che metta in moto l’apparato bellico»”.

Poi, la denuncia chiara e netta di Leone XIV contro il riarmo e le spese per armamenti: “Nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale. Per di più, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”.

2026, la Pace prima di tutto. “Apriamoci alla pace!”: il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio
Papa Leone XIV

“Nel ribadire l’appello dei Padri conciliari e stimando la via del dialogo come la più efficace ad ogni livello – aggiunge il Papa -, constatiamo come l’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali abbiano radicalizzato la tragicità dei conflitti armati. Si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, a motivo del crescente “delegare” alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. È una spirale distruttiva, senza precedenti, dell’umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui è custodita qualsiasi civiltà. Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico. L’Enciclica Fratelli tutti presenta San Francesco d’Assisi come esempio di un tale risveglio: «In quel mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, le città vivevano guerre sanguinose tra famiglie potenti, mentre crescevano le zone miserabili delle periferie escluse. Là Francesco ricevette dentro di sé la vera pace, si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cercò di vivere in armonia con tutti». È una storia che vuole continuare in noi, e che richiede di unire gli sforzi per contribuire a vicenda a una pace disarmante, una pace che nasce dall’apertura e dall’umiltà evangelica”.

Nell’appello il Papa cita Sant’Agostino (“Chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace”) che “raccomandava di non distruggere i ponti e di non insistere col registro del rimprovero, preferendo la via dell’ascolto e, per quanto possibile, dell’incontro con le ragioni altrui”.

Poi, rivolgendosi ai governanti, Leone XIV scrive: “Quanti sono chiamati a responsabilità pubbliche nelle sedi più alte e qualificate, «considerino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia, sulla sincerità nelle trattative, sulla fedeltà agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto donde è possibile iniziare l’avvio verso intese leali, durature, feconde». È la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da sempre più frequenti violazioni di accordi faticosamente raggiunti, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali”.

Nell’accogliere l’appello del Papa, auguriamoci che tutti i governanti del mondo lo prendano in debita considerazione.

Buon anno 2026!

… che sia, prima di tutto, un anno di Pace!

Pantaleo Gianfreda


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