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Il “Nuovo Quotidiano di Puglia” (e non solo) dà ampio risalto oggi a quanto successo ieri nella seduta del Consiglio regionale che doveva, tra l’altro, discutere l’emendamento del consigliere Cristian Casili (M5S) relativo alla sospensione delle cartelle del tributi 630 del Consorzio Unico di Bonifica “Centro-Sud Puglia”, che ha accorpato i Consorzi Ugento Li Foggi, Arneo, Stornara e Tara e Terre d’Apulia.

“Consorzi, saltano i nervi in aula. Tumulti in Regione sulle cartelle”, titola il giornale in prima pagina.

“No” allo stop delle cartelle del Consorzio di Bonifica: “bagarre” in Consiglio regionale  e “lavori sospesi per tumulto”“Consorzio, bagarre in Aula e lavori sospesi per tumulto. No allo stop delle cartelle”, prosegue poi nell’ampio servizio in seconda, che dà il senso dello stato di tensione esistente nel mondo agricolo e in quello politico.

“No” allo stop delle cartelle del Consorzio di Bonifica: “bagarre” in Consiglio regionale  e “lavori sospesi per tumulto”Ancora una volta la maggioranza regionale ha impedito la discussione e il voto sull’emendamento accampando un’ulteriore e controversa inammissibilità. Tale decisione ha provocato le ferme proteste degli agricoltori presenti e la reazione del M5S e delle opposizioni di centrodestra che hanno portato alla sospensione del Consiglio “per tumulto” (!).

Una situazione che appare sempre più assurda e insostenibile.

Mi chiedo personalmente, da cittadino e osservatore delle vicende politiche, quale logica politica sia alla base di questi veri e propri atti di autolesionismo del centrosinistra pugliese, in particolare del Pd che esprime un assessore regionale all’Agricoltura chiaramente inadeguato come Pentassuglia. Per quale motivo il centrosinistra continui a fare harakiri, aggrappandosi a “tecnicismi” alterni e strumentali ed incapace di fare valere una vera volontà politica, su un problema fortemente sentito dalla popolazione pugliese e salentina in particolare, quale l’imposizione coatta di un tributo che la stessa legge regionale considera illegittimo, come confermato da numerose sentenze. Per quale motivo e per quali oscure macchinazioni di noti sabotatori del c.d. “campo largo” il Pd rischi, a causa di questo atteggiamento di netta e irrazionale chiusura, di pregiudicare persino l’accordo con il M5S nelle imminenti elezioni regionali d’autunno.

“Misteri” e “gialli” della “politica politicante” della Regione Puglia!

“… continua la telenovela e continua la battaglia”, scrive in un post su facebook il consigliere Cristian Casili, che in una nota diffusa ieri alla stampa sottolinea come sia stato “Ancora una volta impedito il voto sull’emendamento e calpestata la dignità dei pugliesi”.

“No” allo stop delle cartelle del Consorzio di Bonifica: “bagarre” in Consiglio regionale  e “lavori sospesi per tumulto”
Cristian Casili

“La scorsa settimana – scrive nella nota Casili – l’ufficio di presidenza del Consiglio aveva dichiarato inammissibile l’emendamento a mia prima firma per la sospensione del tributo 630 al Consorzio Unico di Bonifica, perché privo della copertura finanziaria. Ho presentato un nuovo emendamento, questa volta con la copertura, ma di nuovo ci è stato impedito di votare, seppure con un referto tecnico diverso, senza il parere dell’ufficio di presidenza, che, su mia richiesta, non si è espresso così come già avvenuto la volta precedente. Dispiace che i colleghi De Leonardis e Cera non abbiano assunto una posizione diversa rispetto a quella della presidente Capone, creando malumori nella loro stessa parte politica. Il testo stabiliva che i mancati introiti derivanti dalla sospensione del pagamento del tributo venissero coperti con la variazione dei Bilanci del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, prevedendo il progressivo abbattimento della spesa per contenziosi collegati ai contributi consortili e la riduzione di 1/3 delle spese di rappresentanza e consulenze esterne. Parliamo di una sospensione non sine die, ma in attesa della redazione del Piano generale di Bonifica e dei successivi piani di classifica, necessari per stabilire i criteri di contribuzione. Una nuova brutta pagina scritta dal governo regionale, che abdica al suo ruolo e decide di non decidere, buttando la palla in tribuna. Ancora una volta si è deciso di calpestare la dignità dei consiglieri regionali, ma soprattutto di migliaia di cittadini e agricoltori che continuano a pagare a fronte di servizi inesistenti. Lo voglio ribadire: la battaglia non si ferma. Lo dobbiamo ai cittadini e agli agricoltori”.

“È evidente, a questo punto, – incalza ancora Casili – che su questo argomento si stiano erigendo delle vere e proprie barricate, al fine di non creare problemi a dei veri e propri carrozzoni che, lungi dal garantire i servizi per i quali sono nati, garantiscono evidentemente stipendi e altre cose. Il tutto a danno degli agricoltori e di tanti altri cittadini, ai quali viene richiesto di pagare “a prescindere”. Non è ancora finita. L’ho detto e lo ribadisco: la mia stella polare è il bene comune, la mia direzione è il giusto. Il limite minimo è la decenza”.

Pantaleo Gianfreda


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