“Professoressa, raccontiamo il Palio?”.
La proposta di alcuni alunni collepassesi dell’ITE “De Viti De Marco” di Casarano è stata prontamente recepita dalla docente, la prof.ssa Chiara Longo, anche lei di Collepasso, in previsione dell’VIII edizione del Festival della Public History in programma a Lecce dal 2 al 5 dicembre.
Ogni anno, racconta la stessa docente, “sono solita accompagnare le mie classi a questo appuntamento, presentando nuovi progetti nati attraverso la metodologia della Public History. Il tema di questa edizione era dedicato alle tradizioni identitarie dei paesi. Dalle prime domande in classe ci siamo accorti che, al di fuori del paese, in pochi conoscevano questo appuntamento, oramai identitario. Allora ho pensato che fosse il momento di valorizzarlo e di narrarlo, con l’obiettivo di definirlo come una tradizione, da custodire e tramandare. Il percorso è stato interessante e il risultato finale è stato molto apprezzato”.

È nata così la ricerca “Il Palio collepassese: storia, tradizioni e identità dal 1980 ad oggi”, presentata il 2 dicembre a Lecce, presso l’ex Convitto Palmieri, insieme ad un’altra ricerca dell’Istituto di Casarano, nell’ambito dell’VIII Festival della Public History, che, dice la prof.ssa Longo, “possiamo dirlo con orgoglio: davanti a una platea di studiosi della Storia – tra cui il prof. Serge Noiret, le prof.sse Giuliana Iurlano e Francesca Salvatore e molte scolaresche – il nostro lavoro è stato ammirato e ha suscitato grande curiosità. Se nascerà l’Atlante delle Tradizioni, come previsto, ci sarà anche il nostro Palio Collepassese”.
Gli studenti coinvolti nella ricerca sono Giulia Gatto, Sofia Mazzeo (ambedue di Collepasso), Alessandro Mercutello e Mattia Cataldo della classe VA Afm; Andrea Imperiale (di Collepasso) e Matteo Manta della classe II E.
La ricerca comprende le preziose fotografie dell’indimenticabile insegnante elementare Oronzino Tramacere, uomo di sport e uno dei fondatori del Palio, generosamente messe a disposizione dalle figlie; i racconti di Giovanni Filieri, presidente della Pro Loco, l’associazione che con il C.S.I. “G. De Simone” ha accompagnato il Palio sin dalla sua costituzione; le testimonianze orali e scritte di chi ha ricordato origini, episodi e aneddoti; i video e le informazioni fornite dall’associazione Rioni Collepassesi; i questionari rivolti ai rappresentanti dei rioni, che hanno permesso di raccogliere memorie personali, ricordi e emozioni. Le foto più antiche, inoltre, sono state animate con l’IA (Intelligenza Artificiale) ed “è stato incredibile immaginarsi dentro quegli scatti del passato”, afferma soddisfatta la docente.

La ricerca rimane aperta ad ulteriore arricchimento e al contributo dei cittadini collepassesi.
“Chiunque possieda fotografie dei primi anni del Palio e desideri condividerle può farmi avere o inviarmi una copia: continueremo a raccoglierle con l’idea di costruire un racconto il più completo possibile”, dice Chiara Longo, che, da docente e cittadina collepassese, osserva: “Nonostante le polemiche che negli ultimi anni hanno attraversato il Palio, noi abbiamo voluto raccontarne la parte più autentica e positiva, ricordando come questo evento sia nato per unire la comunità. Speriamo che continui a essere organizzato e che tutti, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a migliorarlo ancora. Il Palio collepassese abbraccia e coinvolge tutte le generazioni, tutte le strade del paese. Merita di essere vissuto e custodito con amore, perché parla di noi. Viva il Palio!”.
Congratulazioni agli studenti e alla loro docente per la bella iniziativa storico-culturale e questo appassionato lavoro di ricerca “identitaria” che ci auguriamo venga presentato a breve alla cittadinanza di Collepasso.
Pantaleo Gianfreda
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