“Gesù vero Dio. L’attualità del Concilio di Nicea nel XVII centenario”: è il tema del convegno organizzato da Associazione culturale “Akádemos” e Arcidiocesi di Otranto, con il patrocinio del Comune di Collepasso, per mercoledì 18 giugno, alle ore 19.30, presso l’Auditorium della Scuola Primaria (via Puccini).
Dopo il saluto del sindaco Laura Manta, relazionano l’arcivescovo P. Francesco Neri sul tema “Perché Nicea?” e il teologo Don Luigi D’Amato su “Nicea oggi”.
Coordina i lavori il diacono prof. Salvatore Marra, Presidente dell’Associazione “Akádemos” e Direttore dell’Ufficio diocesano Pastorale culturale.
“Una tale ricorrenza non poteva non essere celebrata e approfondita nella sua valenza non solo teologica, ma anche storica, culturale, sociale”, scrivono gli organizzatori del convegno.
Il Concilio di Nicea, infatti, è probabilmente il concilio più importante e influente della storia cristiana.
Convocato nel maggio 325 dall’imperatore Costantino a Nicea (in un luogo, oggi coperto dalle acque, vicino l’odierna città turca di Iznik situata a circa 120 km a sud-est di Istanbul), fu il primo concilio ecumenico (cioè universale) della storia della Chiesa, durò circa tre mesi e vi parteciparono 2-300 vescovi provenienti da tutto l’impero, quasi tutti dalle Chiese d’Oriente.
Fu proprio in quel Concilio, conclusosi con la condanna dell’arianesimo, che il Figlio venne proclamato “consustanziale” (identico quanto alla sostanza e alla natura) a Dio Padre attraverso la formulazione del “Credo” – il cosiddetto “simbolo niceno” – che la Chiesa cattolica mantiene fino ai nostri giorni, in quanto formulazione del dogma trinitario.

Come scrive qualche storico, per i cristiani di oggi Nicea rimane il simbolo di un tempo in cui la Chiesa era meno divisa. Sebbene i partecipanti fossero all’epoca tutt’altro che uniti, i leader religiosi ora considerano il Credo niceno come un simbolo di accordo e fede condivisi tra le confessioni che compongono il cristianesimo moderno. Esso precede gli scismi che alla fine separarono i vari rami del cristianesimo ortodosso dal cattolicesimo romano. Prima della sua morte, Papa Francesco aveva sperato di raggiungere il Patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, a Nicea per l’anniversario.
Papa Leone XIV compirà il viaggio a novembre, avendo espresso il desiderio di “continuare il dialogo tra Oriente e Occidente (Cristianesimo ortodosso e Cattolicesimo romano)”, a dimostrazione che, anche se sommersa dalle acque, Nicea rimane un faro di speranza per i cristiani di tutto il mondo.
“Il Concilio di Nicea non è solo un evento del passato, ma una bussola che deve continuare a guidarci verso la piena unità visibile di tutti i cristiani”, ha detto Papa Leone XIV il 7 giugno ricevendo i partecipanti al Convegno ecumenico dedicato al 1.700° anniversario del Concilio di Nicea, sottolineando tre elementi importanti che emergono da questo anniversario: la fede di Nicea, la sinodalità e il cammino verso la celebrazione nello stesso giorno della Pasqua, che oggi avviene in date differenti per via dei diversi calendari liturgici seguiti dai cattolici e dagli ortodossi.
Per Leone XIII l’anniversario del Concilio di Nicea è “un’occasione inestimabile per sottolineare che ciò che abbiamo in comune è molto più forte, quantitativamente e qualitativamente, di ciò che ci divide: tutti insieme, noi crediamo nel Dio trinitario, nel Cristo vero uomo e vero Dio, nella salvezza in Gesù Cristo, secondo le Scritture lette nella Chiesa e sotto la mozione dello Spirito Santo. Insieme, noi crediamo la Chiesa, il battesimo, la risurrezione dei morti e la vita eterna». Ecco che questa professione di fede comune, diventa una occasione per “avanzare anche verso il ripristino della piena comunione tra noi”.
Altro aspetto che, secondo Leone XIV, si può trarre dal Concilio di Nicea è la consapevolezza dell’importanza della sinodalità, evidenziando che “il dialogo ecumenico è fondamentale per sviluppare la comprensione della sinodalità e dell’unità della Chiesa” ed incoraggiando lo sviluppo di “pratiche sinodali ecumeniche, fino a forme di consultazione e discernimento su questioni di interesse condiviso e urgente”.
Leone XIII ha, infine, auspicato che si possa continuare il cammino e il confronto per arrivare a un accordo tra le Chiese cristiane per celebrare nello stesso giorno la solennità di Pasqua, che “le differenze nei rispettivi calendari non permettono più ai cristiani di celebrare insieme la festa più importante dell’anno liturgico, causando problemi pastorali all’interno delle comunità, dividendo le famiglie e indebolendo la credibilità della nostra testimonianza del Vangelo”, riaffermando “la disponibilità della Chiesa cattolica alla ricerca di una soluzione ecumenica che favorisca una celebrazione comune della Risurrezione del Signore e, di conseguenza, dia maggiore forza missionaria alla nostra predicazione del nome di Gesù e della salvezza che nasce dalla fede nella verità salvifica del Vangelo”.
Leggi anche
“Basta menzogne e diffamazioni dal Palazzo”: domenica 8 novembre, ore 17, intervento pubblico in Piazza Dante-Largo Municipio
Corso a Ruffano (6-7-8 novembre) dell’associazione micologica “Passione Natura OdV” per rilascio e rinnovo permesso raccolta funghi spontanei epigei
Magnifica Humanitas, Pace e Intelligenza artificiale tra etica, futuro e diritti: il 5 novembre presso il Maito-Museo di Maglie un momento di riflessione collettiva




