Ritorna clamorosamente sotto i riflettori l’area “San Sumà”, contigua al cimitero comunale, destinata alla realizzazione di un parco fotovoltaico!
Un amico mi manda ieri sera alcune foto accompagnate da un amaro commento:
“Iniziamo bene! Materiale di risulta, lavandino rotto e plastica”.
Le immagini sono state riprese da una stradina di campagna che costeggia la recinzione dell’ormai famigerata area di 10mila metri quadri zona “San Sumà”, concessa tre anni fa “in diritto di superficie” e “locazione gratuita per un periodo di anni 20” ad una discussa azienda per la realizzazione di “parcheggi a servizio del Palazzetto dello Sport” tramite pensiline sormontate da pannelli fotovoltaici.

I lavori, che dovevano avere inizio il 18 ottobre 2023 ed essere ultimati entro il 27 aprile 2024, non sono mai iniziati ed ora quell’area giace nell’abbandono, nonostante i tanti articoli di denuncia, le tante interrogazioni e, soprattutto, le tante menzognere assicurazioni di questi anni della “sindaca-facebook”.
Ora nell’area qualcuno è andato a scaricare materiale di risulta misto a plastiche, lavandini rotti e altro indefinito.
… è l’inquietante inizio di una discarica abusiva a ridosso dell’abitato?!?
Confesso, data la gravità delle immagini, di aver sospettato in un primo momento ad un fotomontaggio e nella giornata odierna sono andato, pertanto, a verificare l’effettiva situazione e fare ulteriori foto… tutto vero!
Chi ha autorizzato, se vi è autorizzazione, il deposito di questi rifiuti?!?
Chi ha trasportato e sta trasportando nell’area rifiuti di risulta senza trattamento alcuno?!?
Possibile che l’Amministrazione faccia finta di niente e non impedisca un tale obbrobrio?!?
Ai sensi della normativa ambientale non è legittimo seppellire rifiuti di risulta (calcinacci, inerti, terre contaminate, plastiche, legno, ferro, etc.) negli scavi delle costruzioni comunali, salvo in casi strettamente regolati dalla normativa. Farlo senza autorizzazioni specifiche equivale a smaltimento illecito di rifiuti, con conseguenze penali e amministrative.
Anche nei cantieri comunali, come di fatto è l’area, le imprese appaltatrici o direzioni lavori non possono decidere autonomamente di interrare rifiuti e l’omessa vigilanza da parte dell’ente pubblico può portare a responsabilità amministrativa del Comune e sanzioni per il RUP (Responsabile unico del procedimento) o il direttore dei lavori, considerato che la realizzazione dell’opera rientra nelle previsioni del progetto comunale “Ti porto in centro” (lo stesso progetto del famigerato basolato).
Mi auguro che l’Amministrazione assuma le doverose iniziative e fermi questo obbrobrio!
Pantaleo Gianfreda
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