La bella, intensa e significativa tappa a Collepasso del “Viaggio mediterraneo” di Gino Locaputo e Maria Sportelli

La bella, intensa e significativa tappa a Collepasso del “Viaggio mediterraneo” di Gino Locaputo e Maria Sportelli

12 Luglio 2022 Off Di Pantaleo Gianfreda

A quindici giorni dallo svolgimento della bella e significativa serata culturale di lunedì 27 giugno, in cui è stato presentato il libro “Viaggio Mediterraneo” di Gino Locaputo e Maria Sportelli, ho rivisto, prima di scrivere questo articolo, la video-diretta della serata, curata da Stefano, che pubblicamente ringrazio.

Alcuni problemi di connessione internet hanno reso un po’ difficoltosa la trasmissione integrale della diretta, che si può continuare a visionare sulla pagina facebook “Collepasso.it”, e alcuni momenti della serata sono “saltati” nella registrazione.

Ciò non toglie, però, che la rivisitazione dei tre spezzoni di video (l’iniziale e più “corposo” ha raggiunto oltre 2.000 persone ed è stato visualizzato da circa 1.500) mi hanno permesso di “gustare” meglio il valore e persino, in certi momenti, l’incanto della serata, organizzata dall’Amministrazione comunale di Collepasso, che ha voluto anche far conoscere meglio alla cittadinanza lo straordinario valore culturale e umano di Gino, da sette anni residente a Collepasso, una risorsa che la comunità ha tutto l’interesse a valorizzare.

Un incanto i bambini e le bambine delle Scuole Materne, egregiamente preparati e diretti dalle loro insegnanti (le maestre Roberta Piscopo, Pina Vitali, Annagrazia Piscopo, Maria Teresa Lezzi) e introdotti dall’intervento di Tonia Mighali, maestra e coordinatrice di plesso, che ha portato anche il saluto della Dirigente scolastica Francesca Conte.

Relatori della serata. Da sin. Eliana Vantaggiato, Maria Sportelli, Pantaleo Gianfreda, Laura Manta, Angela De Leo, Gino Locaputo

La serata è stata certamente piena di emozioni con i tanti, interessanti e profondi interventi di Laura Manta (sindaca), Eliana Vantaggiato (assessora), Maria Sportelli, Gino Locaputo e, soprattutto, dell’immensa Angela De Leo, le intense letture di Maria Grazia Napoli, Vita Ria e Isaia Malorgio e le musiche dello straordinario Gianni Rotondo, che a breve rivedremo a Collepasso… ma forse, come è naturale, niente ha coinvolto ed emozionato di più il pubblico della dolcezza dei bambini e delle bambine che, in omaggio al neo collepassese Gino Locaputo, conversanese di nascita come Maria Sportelli, si sono esibiti sulla pubblica piazza in due danze (“spezzoni” del più generale “lavoro di fine d’anno”) molto applaudite: “Danza intorno all’ulivo” (e cosa c’è di più mediterraneo dell’ulivo, la pianta simbolo del Mediterraneo, che si incontra in ogni Paese del grande “Mare Bianco”, come chiamano gli arabi il Mediterraneo?!?) e “Mambo salentino”.

I bambini e le bambine della Scuola Materna nelle loro danze

Una serata così piena di ospiti e di intensi interventi non ha permesso di dare più spazio e parola ai due autori del libro, Gino e Maria, con i quali ho interloquito in brevi ed intensi dialoghi (l’esperienza di Petra e della Rosa di Petra con Maria e “l’arabo” presente nella nostra lingua e nella nostra storia con Gino, chiamato “l’Arabo di Puglia”).

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Per loro, però, hanno “parlato” la sindaca Manta (clicca e leggi Intervento), l’assessora Vantaggiato (clicca e leggi Intervento) e, soprattutto, Angela De Leo, poetessa e scrittrice di immenso valore.

Vi invito, soprattutto, a rileggere il bellissimo e profondo intervento di Angela De Leo, autrice della postfazione del libro (clicca e leggi Intervento), che forse più di tutti ha segnato la serata e che al momento, data la dispersione della piazza, non tutti hanno potuto pienamente “gustare”… una profondità e una musicalità che avvolgono e ci conducono nel viaggio dell’anima di ognuno di noi attraverso il “Viaggio mediterraneo” di Gino e Maria…

Angela De Leo

“… entrambi – ha detto Angela – vanno alla ricerca di sé in quel VIAGGIO MEDITERRANEO che ha vasti orizzonti verso l’Oriente dove ci sono terre amate e martoriate che emanano la luce dell’accoglienza festosa proprio per la diversità nella diversità. Terre affamate di verità e d’amore per due popoli uniti e divisi dalla storia e dalla fede: Palestina e Israele. Entrambe avvertono la discrepanza tra ciò che sembra riservare un destino subìto e ciò che desiderano da un futuro agìto. Di qui la loro musica nell’esaltazione di sonorità mai ascoltate eppure sempre avvertite nel pulsare del cuore. La loro voce, un grido che si fa anima e abbraccia l’universo. Popoli che Non conoscono muri d’isolamento anche se li subiscono, nell’azzeramento dei loro agognati voli da soli o in tanti a forare l’azzurro come l’albatro di baudelairiana memoria. E desiderano costruire ponti verso nuovi cieli, nuovi orizzonti, nuovi universi… verso il nuovo vero “Io” in verticale, che è anche un “Sé” orizzontale, un “Noi” comunitario e solidale. … Entrambi, alla fine, hanno potuto, realizzare un sogno, grazie al talento della scrittura e a una particolare sensibilità poetica, che li ha “segnati” sin da bambini, anche se in tempi diversi e un solo cuore, quello dei poeti e dei sognatori. Facendoli soffrire e gioire quanti altri mai. Come succede ai poeti e ai sognatori, appunto. Sì, è questa l’arma a doppio taglio di chi riceve il “signum” (“presagio”, “auspicio”), il sigillo della “fame” poetica e artistica, che s’incarna nella parola che è anche suono, ritmo, musica, canto, visionarietà nella costruzione di un mondo altro in un altrove che è straniamento e possesso di sé, incanto, amore. E in Viaggio Mediterraneo c’è la presenza esaltante e coinvolgente di tutto questo… Perché in entrambi scorgo l’ansia di conoscere e di raccontare storie in una commistione di straordinaria efficacia tra realtà e fantasia, che il Mediterraneo contiene, alimenta, diffonde lontano, verso l’Oriente, verso la terra dove il sole ride ad ogni nuova alba. …”.

Gino Locaputo e Maria Sportelli, autori de “Il Viaggio Mediterraneo”

E ancora: “Il mare e il viaggio diventano naturalmente metafora dell’esistenza. … Il mare, infatti, ci mostra l’ORIZZONTE, e fors’anche più orizzonti verso cui dobbiamo orientarci nella nostra “esistenza vissuta nella sua orizzontalità”. L’andare verso una meta. Dylan Thomas, però, afferma che “è difficile pettinare il mare”, cioè riportarlo ad un unico universo di senso perché ogni sua onda è un pensiero che nasce e cresce su sé stesso, ma coesiste nelle acque con le altre onde che prendono direzioni diverse a seconda del vento che le smuove e le trascina tra l’orizzonte e la riva. L’orizzonte, comunque, ci permette di sollevare gli occhi anche al cielo, soprattutto se ci troviamo al cospetto di una montagna (Maria Sportelli p. 29), e andare oltre le nuvole, dove per i greci risiedeva l’Olimpo, sede degli dei e della loro pluralità, che disperde il nostro sguardo da un unico punto, che noi consideriamo la meta del nostro andare. Subentra, allora, “l’esistenza vissuta nella sua verticalità”, dove è possibile sfiorare il sogno di Dio che è la bellezza e l’armonia nel Creato e nelle sue Creature. … E il viaggio continua, perché l’essenza del nostro andare non è la meta, ma il viaggio stesso, la curiosità, la scoperta, lo stupore, la meraviglia, la “CONOSCENZA”. Mai certa, mai completa. Ci sono orizzonti altri in cui dobbiamo perderci e ritrovarci … Siamo tutti cercatori di certezze che mai saranno, mentre i dubbi fanno a gara per intrufolarsi nei pensieri e creare nuove ansie, nuove paure, nuovi tormenti. E i sentieri larghi e chiari e fioriti, appena immaginati, si perdono tra sterpaglia e rovi e pietre d’inciampo…”.

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Insomma, una serata di bella e profonda cultura, chiusa con la proiezione del video “Viaggio Mediterraneo (Kabila)” (opera dello stesso Gino Locaputo in occasione di una delle tante edizioni del “Festival Mediterraneo” di Conversano, da lui organizzato per 25 anni) e la lettura di un brano finale del libro, “Arrivederci”, da parte di Assunta Braj in sostituzione di Gino, suo compagno di vita, le cui attuali precarie condizioni di salute non gli hanno permesso di leggere il brano.

A Gino, attualmente degente presso l’Ospedale di Tricase, auguriamo di rimettersi bene e presto, tornare tra noi – nella casa di Collepasso, sua nuova e “altra Itaca” – e continuare per le meravigliose terre e città di Puglia il suo “Viaggio mediterraneo”…

… il libro verrà, infatti, presentato in questo mese a Mola di Bari (19 luglio) e Cisternino (23 luglio) e proseguirà nei prossimi mesi per altri lidi.

Buon “Viaggio mediterraneo”!

Pantaleo Gianfreda