I “buoni scuola”: una lodevole iniziativa “viziata” da demagogia, strumentalizzazione, elettoralismo

I “buoni scuola”: una lodevole iniziativa “viziata” da demagogia, strumentalizzazione, elettoralismo

6 Settembre 2022 Off Di Pantaleo Gianfreda

Il mainstream (“corrente dominante”, espressione del “potere dominante”) ha ampiamente riportato la notizia del “dono” dei “buoni scuola” da 40 euro cadauno che l’Amministrazione comunale ha deciso per tutti gli alunni e le alunne della Scuola dell’obbligo.

La notizia è stata riportata ed enfatizzata anche da alcuni giornali stampati e on line locali, cui qualche amministratore ha passato il comunicato (o la “velina”)… escludendo, naturalmente, InfoCollepasso.it, unico “giornale” on line di Collepasso, notoriamente molto seguito in paese e fuori… ma altrettanto notoriamente inviso alla vecchia e attuale segretaria del circolo comunale Pd e alla locale “cupolina” dirigente di questo partito.

La segretaria Pd è oggi anche sindaca e le due figure – politica e istituzionale – si identificano in un’unica persona, come nei regimi autoritari del “Partito-Stato” (di sinistra e di destra), che  hanno notoriamente portato e portano ad una limitazione della democrazia e talora ad una sua “asfissia” e/o degenerazione.

I gravi segnali di autoritarismo e di insofferenza verso le regole della democrazia (e persino della libertà di pensiero ed espressione) della bifronte segretaria Pd (“figura di parte”, in quanto espressione di un partito) e sindaca (“figura istituzionale” e in quanto tale espressione dell’intera comunità), si stanno manifestando in maniera abbastanza preoccupante e preferisco sorvolare su episodi ben noti non solo agli “addetti ai lavori” e su tante meschine piccinerie perché io stesso mi vergogno per loro se dovessi riportarli.

Veniamo ai “buoni scuola” di € 40,00 che l’Amministrazione ha deciso di erogare ad ognuno degli “oltre 272 studenti” della Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado per l’acquisto di materiale scolastico presso attività commerciali di Collepasso (cliccare su Delibera G.C. 123_30.8.2022).

Una curiosità: che significa “oltre 272 studenti”, come scrive la “sindaca digitale” con il “digito” focoso e confuso?!? … 272,50 o 272,90 o 272,99?!? …“misteri” della lingua e anche della “libera virgola” della “svirgolata” grammatica mantiana (e, in verità, anche dell’opposizione)!

Riporto di seguito quasi integralmente (dico “quasi integralmente” perché ometto la solita, puntuale, polemica e fastidiosa “bava” finale contro le opposizioni lasciata da una “lumaca” che pensa di essere una “volpe”) il post pubblicato dalla sindaca-segretaria sul di_letto facebook, oggetto, in ogni momento e ogni occasione, delle “scorribande corsare” e delle “smanie” digitali della stessa. Così scrive Laura Manta:

BUONI SCUOLA agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado

Con settembre parte il conto alla rovescia per l’inizio della scuola.

Tanti gli impegni per le famiglie per l’acquisto di tutto il materiale occorrente, ed in questo periodo purtroppo ogni singola spesa incide sui conti familiari.

Come amministrazione abbiamo voluto dedicare attenzione alle tante esigenze e necessità che le famiglie vivono e al contempo fare dono a tutti gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado di un ” Buono Scuola” del valore di 40,00€ ciascuno.

Questa misura, rivolta agli oltre 272 studenti dei due ordini di scuola, e che abbiamo voluto istituire da quest’anno, è stata resa possibile grazie alla scelta politica di decurtare le nostre indennità di Sindaco, Presidente del Consiglio e Assessori del 15%.

Una scelta dettata dalla nostra volontà di essere concreti e vicini alle famiglie e di non legare la concessione del buono all’ indicatore isee perché oggi tutte le famiglie vivono indistintamente il rincaro dei costi.

( ogni studente della scuola elementare e media avrà quindi diritto al buono, pertanto una famiglia con ad esempio 2 figli avrà diritto a 2 buoni per un totale di € 80,00)

Non solo, il buono scuola potrà essere speso solo nelle cartolerie e attività commerciali – esclusivamente di Collepasso -che vendono materiale scolastico o grembiuli e che aderiranno all’iniziativa.

Una scelta anche questa volta ad incentivare gli acquisti nel nostro paese e volta a destinare i fondi che abbiamo accantonato decurtandoci le indennità di carica a favore delle attività commerciali di Collepasso.

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I buoni potranno essere ritirati presso gli uffici comunali a partire dalla prossima settimana. …

Ci auguriamo davvero che, seppur con un piccolo contributo,  si possa guardare al rientro a scuola con un sorriso in più.

… bene… “Bravò!”, direbbero i francesi… Una lodevole iniziativa, indubbiamente… almeno in astratto!

Ho il dovere, però, per “par condicio” di riportare anche la seguente presa di posizione del gruppo di minoranza “Viva Collepasso Popolare”, che scrive (sempre su facebook):

Cari cittadini, ci teniamo anzi, crediamo sia nostro dovere fare chiarezza in merito a ciò che state leggendo in queste ore.

Per carità, far del bene e destinare dei soldi alla propria comunità è un bel gesto, nobile quasi.

Però…

Sì c’è un “però” enorme.

Chi fa politica e soprattutto chi ricopre incarichi istituzionali ha un dovere: raccontare la verità senza distorsioni.

Ecco, ciò anche questa volta non è avvenuto.

In piena campagna elettorale la nostra Sindaca ha ben pensato di raccontare la favoletta secondo cui da brava amministratrice dal cuore d’oro si è abbassata lo stipendio per giuste cause.

Tutto bello, tutto affascinante, tutto emozionante.

Peccato però che un conto è abbassarsi lo stipendio senza triplicarlo e togliere il 15%.

Un altro conto è togliersi il 15% dopo esserselo triplicato.

Concretamente:

Se Laura Manta prende 1000 euro e toglie il 15% da quel suo stipendio è un conto.

Se Laura Manta che prende 1000 si aumenta lo stipendio arrivando a 3000 euro per poi togliersi sempre e solo il 15% è un altro conto.

Potete percepire anche voi la differenza.

Va bene dire “noi non siamo come gli altri noi lo abbiamo abbassato del -15%”.

Poi però per TRASPARENZA devi dire che hai uno stipendio aumentato di oltre il 30%.

Non a caso quella parola “trasparenza” l’abbiamo  sottolineata, perché non è la prima volta che questa Amministrazione risulta allergica a questo termine. (Guardasi la situazione concorso rimasta totalmente senza risposte nonostante i tanti interrogativi).

Ecco cara Sindaca e cara Amministrazione uscite dal ruolo di Robin Hood e iniziate a dire le cose come stanno anziché raccontare realtà falsate.

Riportiamo qui sotto un gran dato di fatto, il più realistico che ci sia, eccolo scritto nero su bianco:

Le motivazioni dell’opposizione sembrerebbero degne di riflessione… ognuno giudichi, possibilmente con obiettività (cosa difficile nel “paese dei tifosi” voluto e imposto dalla Manta), le ragioni dell’una e dell’altra parte.

Aggiungo alcune doverose considerazioni personali.

Intanto sono costretto, obtorto collo e con il rischio di “riabilitare” esponenti dell’“ancien regime” menozziano, a riportare l’amara considerazione sulla vicenda inviatami da un amico: “E poi c’è Massimo Sabato, che semplicemente rinunciò alla sua indennità, semplicemente”! … “semplicemente”, senza tutta l’enfasi dei nuovi “parvenus” dell’attuale fase politica!

Laura Manta

Ad alcune osservazioni mi piacerebbe, però, che la sindaca risponda pubblicamente… salvo che questa “ardita” richiesta non configuri il reato di “lesa maestà” e mi ritrovi – me tapino! – a risponderne alla Procura della Repubblica, diventata da tempo la “spada di Damocle” che l’ineffabile “Advocata peccatorum” minaccia di far pendere ad ogni piè sospinto sulla testa dei suoi “nemici” o di coloro che non si adeguano al suo mainstream o non accettano acriticamente l’enfatica e talora surreale “narrazione” che ci propina “un giorno sì e l’altro pure” sui social.

Intanto, una doverosa domanda: la “sinistra” segretaria-sindaca è diventata improvvisamente leghista e di destra?!?

Ha introdotto, infatti, una specie di “flat tax”… una “flat contribution”, un “contributo piatto” uguale per tutti, indistintamente. Una scelta politica discutibile ed incoerente. Che senso ha, infatti, “non legare la concessione del buono all’ indicatore isee perché oggi tutte le famiglie vivono indistintamente il rincaro dei costi”, come “Ella” scrive?!?

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È proprio così?!? Un nucleo familiare che guadagna 4-5mila euro al mese vive il “rincaro dei costi” come uno che ne guadagna al mese 4-5cento o meno o niente?!? (nella fattispecie, i 40 euro dei “buoni scuola” rappresentano l’1% nel primo caso, ma ne rappresentano ben il 10% nel secondo!).

Dov’è il concetto costituzionale di “progressività”, che se vale, come dice il Pd nazionale, per la tassazione deve valere anche per i contributi erogati ai cittadini?!?

Diceva Enrico Berlinguer, questo (per loro) “sconosciuto” così ipocritamente e maldestramente enfatizzato in recenti loro post facebook: “Chi ha niente, paghi niente! Chi ha poco, paghi poco! Chi ha molto, paghi molto!” e, di converso, “Chi ha niente o poco, riceva molto! Chi ha molto, riceva niente o poco!”. Logico… o no?!?

E perché, allora, questa sedicente “donna di sinistra” decide di “fare dono” (!!!) a tutti indistintamente – ricchi e poveri, occupati e disoccupati, redditieri e poveri miserabili – della stessa identica somma?!?

Non è che la “lumaca” abbia deciso di comportarsi (contro natura) da “volpe” per meschini calcoli elettoralistici, in vista delle imminenti elezioni politiche del 25 settembre?!?

Il sospetto esiste ed è abbastanza fondato per alcuni semplici motivi.

Primo. Sin dal 10 marzo 2022, con delibera n. 32 che fissava le indennità “piene” a sindaco e amministratori, la Giunta aveva previsto e deciso “di disporre che l’abbattimento del 15% dell’indennità di funzione sia destinato ad incrementare i capitoli relativi agli interventi a favore delle famiglie per libri di testo e per acquisto attrezzature e sussidi didattici in favore degli alunni e/o delle istituzioni scolastiche” (cliccare su delibera).

Attenzione, però: la riduzione del 15% è determinata solo sugli importi delle indennità previste dal DM 119/2000 e non sulla somma totale riveniente dall’incremento previsto da una recente legge di inizio 2022, che non viene tenuto in considerazione ai fini della “detrazione” del 15%.

Secondo. L’Amministrazione ha avuto tanti mesi per definire in modo serio e razionale e secondo un equo principio di “progressività” la concessione dei “buoni scuola” (per alleggerire ogni pastoia burocratica, sarebbe bastato, oltretutto, richiedere ad ogni famiglia, destinataria del minore o maggiore contributo secondo i reali bisogni, una dichiarazione sostitutiva di notorietà). Non lo ha fatto. Perché?!?

Terzo. La sindaca-segretariaPd ha aspettato il 30 agosto, ad appena pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico (e dalla data delle elezioni), per approvare una delibera iniqua che concede pari somma a tutti (tra l’altro, molte famiglie hanno già provveduto da tempo all’acquisto di “materiale scolastico o grembiuli”).

Perché solo ora (quando si sono avuti tanti mesi per farlo) un atto così platealmente iniquo verso le categorie più deboli e bisognose?!?

… e qui “casca l’asino” e la “volpe va in pellicceria”!

La verità è che, al di là della “narrazione rose e fiori” imposta dalla sindaca&segretariaPd, la decisione in the last minute dei “buoni scuola”, iniziativa assai lodevole in astratto, rappresenta in questo momento politico una semplice “furbata” e una palese strumentalizzazione elettoralistiche.

È chiaro come il sole – e solo i “ciechi” fanno finta di non vedere e i soliti “menestrelli” proni ad ogni potere sempre pronti alla claque –  che la segretaria Pd Laura Manta e la sua “bifronte” sindaca Laura Manta abbiano approvato solo ora la delibera dei “buoni scuola”… guarda caso, proprio a venti giorni dalle elezioni politiche!… nel disperato tentativo di recuperare voti con qualche “mancetta” per il “partito egemone” della maggioranza, quel Partito Democratico in evidente difficoltà rappresentato a Collepasso dalla segretaria-sindaca, che tenta con ogni “mezzuccio” di “fare bella figura” e raccattare in ogni modo qualche voto in più ad un partito che, purtroppo, oggi non gode di buona salute né di grandi consensi.

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Non è vergognoso e immorale tutto ciò?!?

E la protervia della Manta a cumulare e mantenere le due cariche non è un fatto assai discutibile, politicamente scorretto e, per certi versi, persino immorale?!?

È pur vero che, ai sensi dell’art. 28 c. 2d dello Statuto del Partito Democratico, “La carica di segretario di circolo o di segretario cittadino è incompatibile con quella di sindaco” solo “per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti”… ma si pone una questione politica (oltre che morale) grande come una montagna. Se il Pd dovesse andare male nelle elezioni del 25 settembre, la segretaria Pd Laura Manta non rischia di trascinare con sé nella sconfitta anche la sindaca Laura Manta e, comunque, di indebolire ulteriormente la già debole sindaca e la sua ancor più debole compagine amministrativa?!?

Dove sono il “buon senso” politico, la tanto sbandierata (a parole) “trasparenza” e l’altrettanto sbandierata (a parole) “buona politica” continuamente (e solo) declamate sui social dalla surreale “narrazione” laurina?!?

Dov’è il dovere politico della segretaria Manta di tutelare la sindaca Manta (e la sua maggioranza) da una possibile sconfitta del suo partito e del centrosinistra a livello nazionale (quasi certa) e locale (probabile)?!?

… o Laura Manta pensa davvero di essere diventata intoccabile “dux et lux” dei “culipatientes”, di poter raggirare i cittadini con il classico “panis et circenses” (“pane e feste“) di romana e imperiale memoria e di potersi permettere “tutto e il contrario di tutto” solo per ambizioni politiche personali e garantirsi in ogni modo e mezzo il pingue stipendio mensile di € 2.804,89 lordi che si è assegnato?!? Uno stipendio che le garantisce, comunque, “due piotte” (direbbero i romani) abbondanti nette mensili, cioè 2.400 euro “puliti puliti” (una “assoluta novità” nel panorama politico-amministrativo collepassese)… per fare gli interessi di tutti i cittadini – facebook permettendo, naturalmente! – o soprattutto quelli del suo partito e della sua “parte” politica?!?

Cos’è, pertanto, questa strumentale e impudica “gran caciara” sul “dono” dei 40 euro derivati dalla riduzione del 15% delle indennità della sindaca (e assessori), che, a monte, si è quasi triplicato lo stipendio?!? … “si priva” di quasi 400 euro, ma in realtà, rispetto al precedente sindaco, guadagna quasi 1.800 euro in più!

Classico esempio di “gioco delle tre carte” e di “presa per i fondelli” (almeno per gli “allocchi”), che rivela solo una profonda ipocrisia e una smaccata manipolazione della verità ad uso puramente personale e politico!

Un po’ di pudore, di buon senso e “low profile” (“profilo basso”) non guasterebbero, anche perché poi succede che qualcuno osservi… “E poi c’è Massimo Sabato, che semplicemente rinunciò alla sua indennità, semplicemente”… a fronte di una sindaca che costa alla comunità 2.804,49 euro mensili e che, tra l’altro, non ha rinunciato alle certamente pingui – data la sua autorevolezza professionale! – entrate da avvocata.

Infine e al di là di queste riflessioni… pur con questi palesi e strumentali obiettivi elettoralistici, ben venga il “dono” della sindaca!

… senza dimenticare, però, le antiche parole del vate Laocoonte, che tentò inutilmente di convincere i suoi concittadini a non introdurre nelle mura di Troia il famoso cavallo di legno offerto in dono alla città dai Greci e che fu causa della sua rovina: “Tìmeo Dànaos et dona ferentes” … “Temo i Danai (i Greci) anche quando recano doni”!

Pantaleo Gianfreda