I deboli programmi elettorali per Collepasso, “un paese che muore” tra l’indifferenza della politica

I deboli programmi elettorali per Collepasso, “un paese che muore” tra l’indifferenza della politica

25 Settembre 2021 0 Di Pantaleo Gianfreda
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56 deceduti, 17 nati, 1 matrimonio: sono i nudi e crudi numeri dell’andamento demografico del nostro paese al 1° semestre 2021 (gennaio-giugno).

Chiara e sintetica anche la “fotografia” al 31 dicembre 2020: i residenti risultano essere 5.781 (-54 rispetto al 2019).

Nel decennio 2011-2020 Collepasso ha perso 594 abitanti (erano 6.375 nel 2011); 1.093 nel trentennio (erano 6.874 nel 1991).

Un’agonia lenta ed inesorabile, accelerata da quest’ultimo decennio di immobilismo politico-amministrativo.

Sul fenomeno dello “spopolamento” avevo scritto nel marzo scorso alcune considerazioni, rimaste – ahinoi! – inascoltate (cliccare su “Collepasso, 2° Comune della provincia per spopolamento e “fuga” di abitanti”).

Di fronte a questa schematica e drammatica situazione con quali programmi si intende dare una svolta?!?

Nell’imminenza delle elezioni amministrative, si avverte in giro una palpabile voglia di “voltare pagina”, di aprire una nuova fase politica ed amministrativa nella vita del paese e, al contempo, una diffusa sensazione di “rigetto” verso il sindaco uscente Menozzi, incautamente ricandidato come consigliere e diventato ormai una “palla al piede” della stessa lista “Nuova Alleanza per Collepasso”. Non a caso, la lista ha avvertito l’esigenza di candidare a sindaco un “uomo nuovo” e un “volto pulito”, come Mario Vecchio, ed inserire altri volti nuovi e giovani accanto ad alcuni logori uscenti.

Purtroppo, le c.d. “opposizioni”, mute e confuse spettatrici di quest’ultimo quinquennio amministrativo, non hanno saputo “cogliere” in tempo i sentimenti dell’opinione pubblica e costruire un’alternativa valida e una candidatura unitaria a sindaco. Si sono, invece, divise, facendo prevalere ambizioni personali. Con un’aggravante. A differenza di Vecchio, indicato dalla sua lista, gli altri si sono autocandidati come sindaci, rifiutando ogni confronto su un programma condiviso e su una possibile candidatura alternativa a sindaco.

Quali sono i programmi che le liste propongono agli elettori per rilanciare il nostro paese?!?

Giorni fa, un cittadino molto attivo nel sociale, Donato Fracasso, ha posto sui social alcune domande ai candidati sindaci.

Le riporto (e le condivido e ci auguriamo le risposte dei candidati):

1) Sarà portato avanti il Progetto “Polo Scolastico” individuato dall’attuale amministrazione?

2) Si affiderà la Gestione del Cimitero alla ditta siciliana?

3) i lavori della Cittadella dello Sport (sarà un’altra Cattedrale nel deserto!!!) inizieranno e si fermeranno come il Palazzetto dello Sport? P.S.- da tenere conto della continua manutenzione…

4) il Bosco resterà incustodito con quel muro cadente, nella speranza che non faccia danni a persone o cose, e alla mercé dei vandali?

5) il Centro diurno per anziani, anche qui con tanti soldi spesi, potrà essere aperto?

6) per la Cappella dello Spirito Santo si troveranno i soldi per il restauro?

7) Si sente dire che ogni tanto arrivano finanziamenti per il Castello, ma i lavori non iniziano mai?

8) Si ha intenzione di utilizzare lo stabile dell’istituto professionale (al di là dell’archivio provinciale) con l’apertura p.e. di una Scuola Alberghiera o di un Istituto Agrario?

9) C’è un progetto “piano traffico ” per la sicurezza dei cittadini?

Alle legittime domande di Donato, manca quella principale: sarà finalmente approvato il Piano Urbanistico Generale (Pug, già Prg), quasi pronto da dieci anni e da dieci anni chiuso nei cassetti comunali?

A molti sfugge che il Pug è il vero “strumento” programmatorio per scrivere e delineare il futuro di una comunità, senza il quale questo paese continuerà “a casaccio” il suo percorso

Sull’argomento ho già scritto nel dicembre 2018 e, senza ripetermi, rimando alla lettura, sempre attuale, dell’articolo (cliccare su “Collepasso, le “occasioni mancate”/1 – Il Piano Urbanistico Comunale (PUG), da otto anni bloccato al suo “ultimo miglio””)

All’approvazione del Pug è collegata, infatti, l’idea strategica sul futuro, il destino e il ruolo di Collepasso nell’ambito della Regione e del Salento, un territorio che da alcuni anni sta assumendo un’attenzione e un’importanza nazionale ed internazionale sempre più marcate.

Nel “parco progetti” di 20 milioni predisposto e presentato nel 2008 per accedere ai finanziamenti comunitari-regionali, c’era, ad esempio, il progetto strategico del “Percorso tematico turistico lungo l’asse Otranto-Gallipoli”, di cui Collepasso era proponente e capofila, che puntava allo “sviluppo orizzontale” del territorio (i Comuni affacciati su quell’asse viario), al “decongestionamento” delle due coste e alla rivalutazione e valorizzazione dei Comuni interni e di tutte le loro risorse materiali ed immateriali (cliccare su “Collepasso, le “occasioni mancate”/Premessa. 20 milioni “dimenticati” o poco utilizzati”).

Quel “parco progetti” è tuttora attuale, pur con integrazioni ed aggiornamenti necessari, e può rappresentare una base solida per aggiungere nuove progettualità ed inserirsi nel circuito dei notevoli finanziamenti messi a disposizione del Mezzogiorno con il Recovery Fund, a cui vanno aggiunti (non bisogna dimenticare) gli altri interventi comunitari per le aree sottosviluppate dell’Europa, che la Regione gestisce tramite i P.O.R. (Piani Operativi Regionali).

Una mole di denaro impressionante che, se gestito con capacità progettuali, intelligenza ed oculatezza (ed onestà), può rappresentare veramente una svolta per Collepasso.

Leggendo i programmi elettorali delle quattro liste rimaste, ho l’impressione che essi siano carenti di una visione strategica dello sviluppo locale, non colgano la drammaticità della situazione di un “paese che muore”, di cui il crescente esodo dei giovani è l’elemento più visibile e percepibile, si affidino ai “pannicelli caldi”, mentre servono “scosse” profonde e scelte decise, e si limitino ai soliti “compitini” e, peggio ancora, ad un “elenco della spesa” ripetitivo e stucchevole. Sino ad omettere, come nel caso delle liste di Salvatore Perrone e Lucio Russo, ogni proposito o riferimento all’approvazione del Piano Urbanistico Generale.

Ho l’impressione che i programmi rispecchino in qualche modo le personalità e persino le somatologie dei candidati sindaci.

“Gracile” quello di Mario Vecchio, costretto, pur non avendo alcuna responsabilità, a rispondere anche del programma 2016 di Menozzi, inattuato in alcune scelte importanti (ad esempio, il Pug) e di cui l’Amministrazione uscente deve rendere conto (cliccare e leggere documento programmatico 2016).

Confuso e persino “estraneo” alle problematiche specifiche di Collepasso quello di Lucio Russo, che ha effettuato un semplice “copia e incolla” del programma di un altro Comune (Manduria, per l’esattezza).

“Sregolato” e persino da “culto della personalità” quello di Salvatore Perrone, il “demiurgo” che, dopo aver devastato Collepasso nei suoi anni da sindaco, “risorge” dalle sue ceneri come l’Araba fenice per promettere “mari e monti”, ma dimentica di parlare persino del Piano urbanistico generale, un vero “lapsus freudiano” che tenta maldestramente di nascondere le sue dirette responsabilità in materia… se devo essere sincero, a me pare un programma assemblato come una tesina da qualche penna giovane ed inesperta, cui sono ignoti i burrascosi “trascorsi” del suo demiurgo.

“Insipido”, infine, il programma della Manta, che, pur presentando alcuni spunti interessanti, sembra a tratti una confusa tesina di sociologia, priva di “animus”, progettualità e con discutibili priorità.

A me sembra che a tutti e quattro i programmi manchi un’“idea forte”, un “filo conduttore”, l’anima, un percorso strategico da seguire per invertire la rotta e dare una svolta a Collepasso

I lettori avranno modo di leggere e valutare i quattro programmi, depositati per legge dai candidati sindaci contestualmente alle liste, che riporto secondo l’ordine delle liste sulla scheda elettorale:

Buona lettura!

Pantaleo Gianfreda


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