Elezioni amministrative il 3-4 ottobre: si vota a Collepasso. Dopo Paolo Menozzi… Gino “Fantozzi”?!?

Elezioni amministrative il 3-4 ottobre: si vota a Collepasso. Dopo Paolo Menozzi… Gino “Fantozzi”?!?

10 Agosto 2021 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Sono state fissate per il 3-4 ottobre le elezioni amministrative per la scelta dei nuovi sindaci e Consigli comunali. I Comuni interessati sono in tutta Italia 1.162, tra i quali 18 capoluoghi di provincia per un totale di 12.015.276 elettori. In provincia di Lecce saranno 22 i Comuni al voto, tra cui Collepasso.

Le elezioni, che si dovevano tenere nel maggio-giugno scorso, furono rinviate a causa della situazione sanitaria legata al Covid. Già dalla fine dello scorso anno, pertanto, forze politiche, sociali e singoli gruppi si erano attivati per la formazione delle liste e a Collepasso si parlava di ben 9-10 candidati sindaci.

Ora, invece, la situazione pare “normalizzarsi” e si è molto ristretto il numero dei “papabili” alla carica di sindaco. Le liste sono in fase avanzata di formazione e alcuni velleitari candidati sindaci hanno realisticamente deciso di aggregarsi a possibili liste vincenti e riporre le loro personali illusioni/ambizioni.

Allo stato attuale, salvo possibili “capovolgimenti” o auspicabili novità, sembra riproporsi lo stesso scenario delle ultime elezioni amministrative: due liste formate da esponenti della maggioranza uscente di centrodestra “allargate” ad alcuni esponenti del centrosinistra, una lista rappresentativa della minoranza uscente di centrosinistra allargata a qualche esponente di centrodestra e, probabilmente, altra lista (o più di una) di “disturbo”.

Gino Mastria

Partiamo dalla maggioranza uscente, nella quale pare che sia stato trovato l’accordo sulla candidatura a sindaco di Gino Mastria, sponsorizzato dal sindaco uscente (e non più ricandidabile) Paolo Menozzi.

… come dire… da Menozzi a “Fantozzi”!

Il celebre personaggio interpretato da Paolo Villaggio ben “sintetizza”, infatti, la scelta e le ragioni del candidato da Menozzi a succedergli dopo i tanti nomi fatti in questi mesi: da Luigi Felline, gradito a pochi, a Giovanni Filieri, che, comunque, pare abbia ancora qualche speranza; da Maria Rosa Grasso, turlupinata da un’antica promessa a succedergli di Menozzi, a Gabriella Marra, ora “leghista in cerca d’autore”, e Massimo Sabato, che, forse deluso dalla mancata candidatura, si dice non intenda più nemmeno ricandidarsi (…con profonde ambasce dell’intera comunità che perde un così prezioso e valente “sabato del villaggio”!).

Salvo sorprese dell’ultima ora (mai da scartare), l’ipotesi di Gino “Fantozzi” appare, al momento, verosimilmente definitiva perché risponde pienamente alle esigenze personali e politiche del sindaco uscente.

Chi meglio di un “non-amministratore”, un eterno “tirocinante” della Pubblica Amministrazione come Gino, che in dieci anni non ha imparato come si amministra, ma è benvoluto da tanti cittadini e, soprattutto, appare la “maschera” perfetta dietro cui Menozzi possa mimetizzarsi per continuare a “tirare le fila” e “fare affari”?!?

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… insomma… un “fantoccio” e un “Fantozzi” perfetto per Menozzi!

Emblematiche e significative, infatti, le origini del nome Fantozzi, che ben calza per il possibile (…ma è possibile?!?) candidato sindaco del centrodestra. Una lo fa derivare da “Fantocci”, cioè “fatto di stracci”. Un’altra dal nome medioevale “Fante o Fantino”, che deriva a sua volta dal latino “infans/infantis” (“ragazzo, fanciullo”), che indicava un garzone di bottega e poi un soldato di fanteria (uno della truppa, insomma, abituato solo a ricevere ordini).

… appunto… Gino Mastria/Fantozzi, “garzone” e “fante” di Menozzi!

Paolo Menozzi

Il possibile neo candidato sindaco presenta, infatti, il physique du rôle politico perfetto e consono ai progetti e alle ambizioni di Paolo Menozzi, che, non pago – a quanto pare – di essere stato per ben 33 (trentatré) lunghi anni amministratore comunale in diversi ruoli, di cui ben dieci da sindaco (per miracolo di un noto Giuda Iscariota), aspira, come in tutti i regimi dittatoriali camuffati da democratici, a continuare a “dettare legge” e, soprattutto, a “fare affari”… cos’altro, infatti, spinge il sindaco uscente a tale proterva scelta?!?

Una persona seria e coscienziosa e, soprattutto, consapevole dei suoi limiti politici ed amministrativi avrebbe certamente rifiutato una candidatura a sindaco così palesemente strumentale, ma Gino Mastria ha accettato “per spirito di servizio” (…a Menozzi, naturalmente!). Il personaggio, nonostante le apparenze, è fortemente ambizioso, ama mettersi in mostra, “predicare agli uccelli e ai rospi”, ma è anche imprevedibile… per cui c’è da aspettarsi di tutto… sia nell’immediato sia nel malaugurato caso dovesse diventare veramente sindaco.

La lista di “Fantozzi” (o chi sarà per lui) sarà composta da alcuni amministratori uscenti. Certi Menozzi e Felline, denominati ormai i “Gemelli d’oro” della politica collepassese. Il geom. Perrone probabilmente cede il posto alla figlia. Della desaparecida Gabriella Rigliaco non si hanno notizie. Gabriella Marra, leghista in crisi “in cerca d’autore”, “scalpita” per motivi politici e, soprattutto, personali e parentali.

Ricordate la celebre e scalpitante “puledra” candidatasi a sindaco “urbi et orbi” in nome del rinnovamento, del cambiamento, delle idee innovative e via cianciando, ispiratrice di un fantomatico “Movimento Giovanile Collepasso”, che aveva già pronto il simbolo elettorale per candidarla a sindaca?!? Plof… tutto è svanito nel nulla… “si cambia registro”! La già scalpitante “puledra” (“iniuria absit verbis”) torna alla “casa madre”, diventa remissiva “cavallina da soma” e, secondo fonti ben accreditate, ha deciso di candidarsi come consigliera nella lista di Fantozzi/Menozzi, abbandonando al suo destino l’illusorio “Movimento Giovanile”, che, probabilmente, per “salvare la faccia” si trasformerà in associazione di impegno sociale e politico. Solo che questa scelta pare abbia fortemente irritato “zia Gabriella”, che a sua volta “scalpita” per avere garanzie (perché Gino e non lei candidata sindaco, ad esempio?!?) e non farsi “fregare” dall’odiosamata nipote (… proprio vero il detto “parenti serpenti”!).

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Nei prossimi giorni e sino alla presentazione delle liste ne vedremmo “di belle e nuove”!

Nuove certamente, secondo i rumors del Palazzo, certe inaspettate candidature “fantozziane”, come quella di una scalpitante e social-logorroica “puledrina” renziana (verosimile anche questa… il “disperato” Renzi non vira ormai verso il centrodestra?!?) e, soprattutto, quelle della “potenza di fuoco dalle polveri bagnate” della tribù “calorina” e forse anche di quella “mendulara”, l’altra volta presenti nella lista di Salvatore Perrone e che inutilmente hanno tentato di fare una “lista in proprio”.

Non saranno nella lista di Fantozzi/Menozzi l’uscente vicesindaco Mariarosa Grasso e Ada Ria, già assessore, attualmente consigliera delegata al Bilancio e all’Urbanistica e responsabile comunale di “Fratelli d’Italia”, che, come è noto, è anche il partito di Menozzi e di altri amministratori uscenti… oltre i “parenti serpenti”, ci sono anche i “fratelli coltelli”… lo spettacolo è assicurato!

Mariarosa Grasso

Pare che la Grasso sia decisa a presentare una sua lista e candidarsi a sindaco ed abbia stretto un “patto di ferro” con il duo “portatore di voti” Salvatore Perrone-Rocco Sindaco, da un paio d’anni trasmigrati nel centrosinistra. Voci autorevoli confermano che Perrone si fosse, per la verità, “offerto” come candidato sindaco dell’intero centrosinistra, ricevendo un rifiuto dalla segretaria-candidata Pd, e abbia deciso poi di costituire una lista forte e competitiva con la vicesindaca uscente, detentrice anche lei di un buon “pacchetto di voti”.

Il problema è: accetterà il controverso e imprevedibile Salvatore Perrone di fare “da spalla” alla Grasso o alla fine presenterà una sua lista?!?

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Certo è che la possibile alleanza Grasso-Perrone è quella che crea maggiori preoccupazioni a Menozzi, essendo potenzialmente forte elettoralmente, che tenta tuttora in tutti i modi di “riportare all’ovile” la sua attuale vice.

Rischia, infatti, di riproporsi “pari pari”, stavolta con esiti veramente imprevedibili, lo scontro tra “fratelli coltelli” delle Amministrative 2016, che allora portò alla vittoria di Menozzi e stavolta… non si sa. Tutto è possibile.

Laura Manta

Se così fosse, sembra in qualche modo già “fuorigioco” la lista di centrosinistra, con “addentellati” nel centrodestra “pagliaro e dintorni”, capeggiata da Laura Manta, che può sperare solo in ulteriori frazionamenti del quadro politico-amministrativo (soprattutto all’interno del centro e del centrodestra) per avere qualche possibilità di fregiarsi della fascia tricolore.

Una nota a margine: i “pagliarini” (i seguaci, cioè, del consigliere regionale Paolo Pagliaro) sono attualmente presenti in tutte le possibili liste, dalla destra alla sinistra… peggio (o meglio) della gramigna!

La situazione della lista mantiana merita, per la verità, ulteriori approfondimenti e analisi, che rimando ad un successivo articolo. Al momento constato come la Manta e i suoi maldestri consiglieri abbiano agito e stiano operando come se fosse ancora vigente il “sistema tolemaico” (l’antica concezione “geocentrica” che collocava la Terra al centro del sistema solare) e non si siano resi conto che tale sistema è superato da secoli (sostituito, come noto, sin dal 1543 dal “sistema copernicano”, il modello eliocentrico che pone il Sole al centro del nostro sistema).

Se, come sostengono filosofi e politologi, anche la politica segue le leggi della natura, bisogna prendere atto che l’impostazione “tolemaica” data dalla Manta alla sua azione politica e alle scelte per la lista delle Amministrative non sia di buon auspicio per il centrosinistra, che rischia anche stavolta di “rimanere al palo”.

Per il bene della nostra comunità, vogliamo ottimisticamente pensare che la segretaria Pd e i suoi potenziali alleati (comprese le frange “estere” del M5S) riscoprano velocemente che il “sistema tolemaico” (anche applicato in politica) è superato, che da secoli vige il “sistema copernicano” e che operi di conseguenza se non vuole destinare anche questa volta, come nel 2016, il centrosinistra all’irrilevanza.

Intelligenti pauca”!

Pantaleo Gianfreda


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