28 ottobre, Centenario della traslazione del Milite Ignoto. 16 i giovani collepassesi dispersi

28 ottobre, Centenario della traslazione del Milite Ignoto. 16 i giovani collepassesi dispersi

28 Ottobre 2021 Off Di Giuseppe Lagna
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Il 28 ottobre del 1921 Maria Bergamas, una donna che aveva avuto il figlio Antonio disperso in guerra, diede il via a una clamorosa manifestazione di cordoglio popolare: nella Basilica di Aquileia, davanti a undici bare contenenti i resti di soldati italiani non identificati, scelse la penultima e abbracciò ansimante il feretro, profferendo il nome del figliolo.

La salma prescelta, caricata su un treno speciale riccamente adornato, giunse a Roma attraverso stazioni grandi e piccole e fu inumata nel Vittoriano il 4 novembre: in quanto anonimo, senza identità e appartenenza, il Milite Ignoto era un “corpo mistico” (1), nel quale ognuno poteva riconoscere il figlio, il padre, il fratello, il marito, perduti senza più alcuna notizia.

Una lapide anarco-socialista a Giulianova (Teramo)

Si trattò di uno spettacolo collettivo, abilmente organizzato e diretto, affinché lo sconosciuto caduto venisse pianto e onorato per sempre, come dichiarò il ministro della Guerra Luigi Gasparotto, uno dei registi del cerimoniale.

Dei 600.000 soldati periti in “assurda strage e orrenda carneficina” (2), numero mai precisato, i dispersi ossia i corpi frantumati dalle granate, in parte o del tutto non ricomponibili e dunque non identificabili, furono oltre 200.000.

Nella nostra Collepasso (a quel tempo intorno ai 2.000 abitanti) si persero ben 75 giovani, alcuni appena diciottenni, e fra questi risultano 16 dispersi (due in mare).

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Questi i loro nomi: ANTONACI Grazio, CAMPA Gaetano, FERSINI Giovanni, LONGO Cosimo, LONGO Giuseppe, LONGO Luigi, MALERBA Gaetano, MARRA Salvatore, PAGLIALONGA Antonio, PAGLIALONGA Michele, PELLEGRINO Giuseppe, RIA Antonio, RIA Cosimo, RIA Vincenzo, RUSSO Paolo, SPECCHIARELLO Michele. (3)

A distanza di cento anni, il 28 ottobre viene ricordato questo lontano accadimento, poco studiato a scuola, ma fortemente valido, all’epoca dei fatti, nella costruzione dell’identità nazionale, in uno Stato da pochi anni unificato territorialmente e, forse ancor oggi, non pienamente realizzata.

Eppure nel 1975 il compianto cantautore bolognese Claudio Lolli ebbe a ricordarlo così: “…oggi sei il milite ignoto, morto in guerra nessuno sa come… Ma non sarai certo ignoto ai compagni, che con te avran lavorato, non sarai certo ignoto alla donna, che ti avrà ogni notte aspettato… Come sei invece ignoto a quelli, per cui tutto ciò è stato un affare…” (4)

Giuseppe Lagna

Note

(1) WITTMAN Lara “The tomb of the Unknown Soldier”, University of Toronto Press, 2011

(2) da “Lettera di Benedetto XV ai capi dei popoli belligeranti”, 1° agosto 1917

(3) A NTONACI Orazio, I caduti in guerra di Collepasso, DI. BI. Grafica, Collepasso, 2013

(4) LOLLI Claudio, “Al milite ignoto” in “Canzoni di rabbia”, 1975


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