Elezioni 2018, quando occorre parlare chiaro. Le opinioni di un Tavianese riformista solidale

2 Febbraio 2018 Off Di Pantaleo Gianfreda

Arch. Francesco Longo

Da Taviano, cittadina a me cara per antiche frequentazioni e i tantissimi amici, l’ex sindaco arch. Francesco Longo mi chiede di pubblicare un suo intervento in questo blog, a titolo di cortese ospitalità, in mancanza di analogo blog in quel Comune. Lo faccio ben volentieri, date l’amicizia e la stima che mi legano da anni a Francesco, tra l’altro stimato professionista e Tecnico comunale, e per l’apprezzamento che egli dimostra in tal modo di avere per infocollepasso, che ha attenti lettori ed estimatori anche fuori Collepasso. (p. gianfreda)

Il periodo verso cui ci stiamo incamminando, un periodo “elettorale”, richiede un attimo di riflessione e di chiarezza.

Ieri mattina un imprenditore nel settore sociale e dei servizi a livello dell’intero Salento, alla presenza di un comune amico, impegnato nella vita istituzionale del suo Comune di residenza, mi diceva, quasi stupito: “sai, io ho sempre pensato tu fossi di sinistra”.

Probabilmente si riferiva alla mia passata esperienza di amministratore e sindaco in una lista comunale cittadina – Taviano Democratica – che vedeva la partecipazione anche della sinistra politica nelle elezioni amministrative di Taviano del 1997.

Parlar chiaro per parlare chiaro, gli ho detto, apertis verbis, della mia origine nella Democrazia Cristiana e dell’excursus successivo nei Popolari prima e nella Margherita poi.

“E adesso?“, mi ha chiesto, nella piazza S.Domenico di Casarano, il mio garbato interlocutore.

Mi sono da subito ricordato della mia esperienza di circa 15 anni fa, quando, nel 2001, ricandidato alla funzione (non alla carica) di sindaco, dovetti assistere ad uno dei primi grandi inganni politici nella vita politica locale, a Taviano.

Il locale DS/PD si defilò, senza mai dirlo con chiarezza, e non candidò alcuni tra i suoi esponenti più attrattivi elettoralmente.

Alcuni rappresentanti storici della DC tavianese (per tutti Lorenzo Ria, parlamentare, capogruppo consiliare uscente e presidente della Provincia) non presero parte alla lista e non si candidò alcuno a quei riferimenti ascrivibiile.

Rimasi, insieme a pochi, a rappresentare la continuità amministrativa di una “dignità” – almeno così credo – di un’amministrazione uscente, quella di “Taviano Democratica” con sindaco Francesco Longo, che ora, quasi vent’anni dopo, sembrerebbe sempre più rivalutata nell’opinione pubblica tavianese. Dopo, forse, si vede e si comprende meglio.

Rimasi con in lista con una pattuglia di coraggiosi (l’aria non era …“favorevole“): per tutti l’Amico Avv. Francesco Pellegrino (Segretario della Margherita), l’Avv. Biagio Palamà (figliolo del Prof. Salvatore Palamà, indimenticato esponente del Socialismo storico Pugliese e Salentino), il Prof. Giuseppe Cassini (solitario militante e Vicesindaco uscente dei DS, ora PD) ed il Prof. Antonio Stefanelli (della Sezione tavianese del PSI- Lecce ) – tutti Concittadini per me di valore e che ringrazio sempre.

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E con loro tutti i Candidati in “Taviano Democratica” di allora , ben rappresentati unitariamente dall’Amico Consigliere Provinciale e Presidente del Consiglio Comunale, avv. Rocco Caputo, insieme agli Assessori Domenico Macrì, Rocco D’Argento, Anna Maria Borgia e Aldo D’Argento, nonché a Candidati ed Eletti che non cito solo per evitare prolissità e piaggerie inutili, a cui chiedo scusa per l’involontaria omissione.

Come detto, rimasi con questi valorosi Amici per difendere l’idea di una politica amministrativa non astrattamente “di sinistra”, ma caratterizzata dai fatti e dalle “cose” realizzate. Quali?

Taviano, Palazzo Marchesale

Solo sinteticamente e per il tutto:

-l’acquisizione ed il restauro del Castello Marchesale De Franchis-Caracciolo in piazza del Popolo;

-l’apertura del nuovissimo viale Tortora, dietro la stazione ferroviaria;

-il parcheggio strategico di via Saffi, nei pressi del Corso Vittorio;

-la costruzione dell’”idea” di Taviano Città dei Fiori, nuovo “attrattore di rilievo” nell’ambito dei Comuni produttivi nel Mezzogiorno nella floricoltura nazionale;

– la costituzione dell’Unione dei Comuni tra Taviano, Racale, Alliste/Felline e Melissano, ora improvvidamente entrata in crisi profonda;

-la nuova organizzazione dei mercati ortofrutticolo sulla via per Melissano/Casarano e floricolo “Salvatore Fitto” in zona industriale;

-le manifestazioni ed i saggi e libri pubblicati con il sostegno ed a cura del Comune – ricordo il “Vocabolario di Dio” del Maestro Giuliano D’Elena – con la regia sapiente dello stimato Assessore Comunale e Provinciale alla Cultura, l’Amico Prof. Remigio Morelli.

E tante altre iniziative, che non riporto per brevità, snodatesi nel corso di soli 4 anni di mandato (e non di 5), con tanto lavoro profuso, dall’alba sino a sera tardi, chiudendo un avviato studio professionale, a tacer d’altro.

Lavoro consentitomi anche da attenti Dipendenti Comunali, da ultimo guidati dall’esperto, capace e fattivo Segretario Generale Dr. Giancarlo Ria, ora meritoriamente impegnato in Comuni di rilievo nazionale.

Per me personalmente una grande soddisfazione umana ed un grande onore, quello di aver potuto “servire” in silenzio la mia Comunità.

Ma, si dice, le elezioni …sono altro!

In quel periodo si andava saldando, a Taviano, un connubio elettorale tra una parte del centro e centrodestra e del civismo di allora, con l’Avv. Antonio Pasca in testa, poi l’avv. Carlo Portaccio con i suoi sostenitori, anche quelli vicini alla locale Destra, ed una rilevante frangia della Sinistra di scuola comunista, per tutti il Cons. Comunale Gino Leone e, più defilato, ma poi, alla fine, presente sul palco della chiusura della campagna elettorale, il già Assessore e Vicesindaco della pluriennale epoca Ria e già segretario sezionale dei comunisti di Taviano, mio amico fin dai tempi del Politecnico di Torino, l’Ing. Sergio Leone.

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E con loro tanti concittadini ed amici (cito, per mia memoria, l’avv. Massimo Mercurio, il sociologo e scrittore democristiano di lungo corso Dr. Angelo Donno, l’avv. Salvatore Bruno, l’ esponente Sindacale Provinciale Rag. Rosario Cantoro e tanti altri ancora, con tra tutti il compianto mio Amico personale Avv. Cosimo Zompì), tutte Persone che ho sempre rispettato e continuerò a farlo, almeno sino a evidente prova contraria.

Così è..”.la politica”! Divide e separa amicizie, affetti e … famiglie!

Questo connubio finì con lo scardinare le originarie idealità ed appartenenze e si inserì con forza nelle dinamiche elettorali del tempo, vincendo così le elezioni del 2001 a Taviano, eleggendo nel 2001 Sindaco il commercialista Dr. Giuseppe Tanisi, poi Vicesindaco con Portaccio nel 2011, attuale Sindaco dal 2016 con “Taviano Insieme”, da me conosciuto sin dai tempi della bella comune giovanile antica militanza nella Democrazia Cristiana del Preside Prof. Cosimo Grimaldi, di Uccio De Pascalis, di Luigi Tenuzzo, di Toto Caputo e dell’Amico Prof. Antonio Ferocino.

Non mi soffermo sul prosieguo di quell’esperienza/connubio, che continuo ancora oggi democraticamente a rispettare – se pur non apprezzare -, che dimostrò, praticamente dopo pochi mesi, la sua vera natura, appunto, di “connubio elettoralistico” e che vide man mano alcuni esponenti defilarsi.

Tra i primi il mentore di tutta la vicenda, l’Avv. Antonio Pasca in occasione delle coeve elezioni per la Provincia.

Storicamente per me indimenticabile rimane il suo autonomo e non contrattato “spostarsi con la sedia a rotelle” dai banchi della maggioranza a quelli della minoranza, allora da me rappresentata .

L’esperienza della Civica/connubio si snodò nel tempo, per poi sfilacciarsi e finire non bene con dimissioni e/o nuovi ingressi di esterni in Giunta, per terminare formalmente con le elezioni comunali del maggio 2006.

A quel punto ritenni concluso il mio impegno diretto in Consiglio Comunale e non partecipai più ad alcuna lista.

Ma ora, per parlar chiaro, devo tornare alle elezioni comunali del maggio 2001.

Mi chiedo, come ho riferito al mio garbato interlocutore di due giorni fa, che ne può ben essere testimone:

E’ “di sinistra” fare accordi elettoralistici tra “pezzi” di questa o quella “presunta idealità”, pur di vincere?

E’ “di sinistra” impedire al sindaco uscente (Longo) di salire sul palco in occasione della presentazione ufficiale del candidato al Collegio Camerale di Gallipoli/Casarano (D’Alema), trattando serotinamente il suo “esilio” e la sua “messa da parte” dal palco della manifestazione pubblica al teatro Fasano di Taviano ?

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E tutto ciò in cambio del sostegno elettorale con incontri riservati tra Nicola Latorre (allora supporter elettorale di D’Alema) e i candidati Antonio Pasca e Gino Leone della lista civica ?

E con l’avallo di altri esponenti “di sinistra” che non cito … per amor di patria?

In quel giorno non salii sul palco del teatro Fasano e mi allontanai dalla sala, “transfuga obbligato” per “colpe” che non riuscivo a comprendere.

Allontanare da una manifestazione pubblica d’immagine e clou il sindaco uscente e ricandidato della città, non la persona di Francesco Longo, ma il sindaco uscente che si voleva sottoporre, come doveva, rispettosamente al giudizio popolare dei suoi concittadini, calcando lo stesso palco insieme a D’Alema candidato al Collegio camerale ed a Ria presidente della Provincia, mi chiedo, tutto questo, chiedo, è … “ di sinistra”? E se lo è, di quale “sinistra”?

Camera dei Deputati

E poi in questi giorni del 2018 Nicola Latorre, già sodale storico di D’Alema, in occasione della sua non ricandidatura al Senato – dopo ben cinque consecutivi mandati parlamentari – si consente di affermare sui giornali e sui media che “.. questo è lo stile che ognuno ha “, evidentemente riferito al PD nazionale di Renzi e compagni!

Latorre ha palesemente voluto …”dimenticare” il suo …di “stile”, profuso a piene mani a Taviano nel maggio del 2001!

Ma, si dirà, in politica tutto è giustificato per raggiungere il consenso.

In politica, forse, è così, non lo so. Ma non mi pare un comportamento …” di sinistra”!

Gli accordi si fanno e si rispettano alla luce del sole, non con riunioni para-pseudocarbonare, offensive di fatto – per il “fatto” – delle istituzioni e magari con surrettizi espedienti d’occasione (lui… Longo, non deve salire sul palco al Fasano, ovviamente se D’Alema vuole il nostro voto!). Ecco… lo scambio !

Né tampoco con innaturali connubi parapolitici, antesignani forse, ma destinati o a cadere dopo pochi mesi, o, comunque, a non funzionare bene, come pure numericamente molti tavianesi si auspica(va)no.

La lesione istituzionale – per me non personale, si badi bene – di quel maggio 2001 a Taviano – dal mio sommesso punto di vista – segna profondamente in negativo un periodo che rimane consegnato semplicemente alla nostra piccola storia locale, che è quella che ho innanzi riferito, nulla di più.

E spiega, per me, il «non poter essere di …questa cosidetta …”sinistra”».

Taviano, addì 2 febbraio 2018

Arch. Francesco Longo

Sindaco e Consigliere Comunale di Taviano 1997/2006