Esposto nei confronti dell’assessore Felline per abuso e diffusione illecita di “dati personali”

26 Giugno 2017 Off Di Pantaleo Gianfreda

Ingresso del Parco Bosco con palo della videosorveglianza

Il 7 giugno si sono verificati atti vandalici nel Parco Bosco, di cui ho prontamente informato i lettori di questo sito. Il giorno seguente ho pubblicato un altro articolo, mettendo in risalto la “buona notizia” del dispositivo di videosorveglianza funzionante, augurandomi che avrebbe potuto “costituire un deterrente per altri vandali o malintenzionati” e aiutare le Forze dell’Ordine ad individuare e punire gli autori (ad oggi, però, ancora sconosciuti).

L’assessore Luigi Felline ha provveduto subito, però, a “dare la stura” alla sua “ansia ritorsiva” e “smascherare” … i colpevoli?!? … no…, il vostro cronista, che ha avuto la “colpa” di  informare i cittadini, porre doverosi interrogativi e pubblicare le foto degli atti vandalici e del dispositivo di videosorveglianza!

Il 10 giugno Felline ha pubblicato sul suo profilo facebook un post, corredato da immagini, tra cui due che mi ritraggono intento a… fotografare il dispositivo di videosorveglianza e mentre ero in bicicletta.

Nelle immagini la mia persona è ben riconoscibile, nonostante il puerile e inutile tentativo di oscurare il volto con sgradevoli e dispettosi emoji.

Non entro nel merito delle piccinerie pubblicate. Mi sarebbe facile “satirizzare” il noto assessore. Rischierei, però, di meritarmi l’anatema dantesco del povero Francesco Ferrucci nei confronti di Fabrizio Maramaldo, che lo infilzava a morte, sebbene già gravemente ferito: “Vile, tu uccidi un uomo morto!”. Per cui, “vado al sodo” senza “maramaldeggiare”.

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Probabilmente ai più sfugge la gravità dei fatti, il prelievo abusivo e la pubblicazione illecita, cioè, di “dati personali” di un tranquillo e inoffensivo cittadino ripreso da una pubblica videosorveglianza.

Luigi Felline

Le azioni di Felline sono di “rilevante gravità” sotto ogni profilo. Egli, abusando della funzione assessorile e pubblicando le foto, ha intenzionalmente arrecato “un danno ingiusto” ad un innocuo cittadino e violato le norme in materia di “dati personali”, in particolare il D. Lgs. 30.6.2003, n. 196 e s.m.i. (noto come “Testo unico sulla privacy”) e il “Regolamento comunale per disciplina della videosorveglianza sul territorio comunale”, approvato con il voto favorevole dello stesso Felline (del. C.C. 36/1.10.2013). Fossi in lui, dal momento che dimostra di non averlo mai fatto, mi leggerei quel Regolamento e tutta la legislazione nazionale e comunitaria ivi richiamata. Per aiutarlo, gli “rinfresco” un po’ la memoria.

Ai sensi del Regolamento, “i dati personali” devono essere “trattati in modo lecito e secondo correttezza” (art. 9), costituiscono “segreto d’ufficio” (art. 10), la loro eventuale comunicazione “è ammessa esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni istituzionali” (art. 16) e il Comandante VV.UU. è l’unico “responsabile del trattamento” (art. 5).

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Il “Provvedimento in materia di videosorveglianza”, emanato l’8 aprile 2010 dal Garante per la protezione dei dati personali, come tutta la legislazione in materia, è chiaro al riguardo: “I soggetti pubblici, in qualità di titolari del trattamento (art. 4, comma 1, lett. f, del Codice), possono trattare dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi (art. 11, comma 1, lett. b, del Codice), soltanto per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Ciò vale ovviamente anche in relazione a rilevazioni di immagini mediante sistemi di videosorveglianza (art. 18, comma 2, del Codice)”.

Non so se l’assessore Felline si renda conto della gravità e dell’illiceità delle sue azioni. Credo di no. Se ne fosse reso conto, avrebbe provveduto in questi quindici (e passa) giorni a rimuovere da facebook il “corpo del reato” e chiedere pubblicamente scusa. Non lo ha fatto. E mi ha costretto ad agire di conseguenza.

Proprio stamattina ho depositato presso la Stazione dei Carabinieri una documentata denuncia-querela nei confronti dell’assessore Felline per abuso, diffusione illecita di “dati personali” ed altri eventuali reati che potrebbero essere individuati. Ho inviato, per opportuna conoscenza, copia dell’esposto anche al Prefetto e, data la gravità e la delicatezza delle deleghe dell’assessore, allo stesso Sindaco per i conseguenti e doverosi provvedimenti.

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Da questa vicenda emerge ancora una volta la totale inadeguatezza culturale e civica, prima che politica ed amministrativa, di certuni a rivestire ruoli istituzionali … e pensare che appena 20 giorni fa il Consiglio ha approvato l’intitolazione della Sala consiliare ai giudici Falcone e Borsellino, campioni di legalità e giustizia… si staranno rivoltando nella tomba!

Pantaleo Gianfreda