Nichi

29 Gennaio 2010 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Nichi

il_fatto4Non ho votato Nichi alle primarie. Ma sono molto felice per la sua vittoria. E sono pronto, insieme a tanti pugliesi (i più, mi auguro), a sostenere con convinzione ed entusiasmo la rielezione di Vendola a Presidente della Regione. Non solo per “senso di appartenenza”, ma perché ritengo Nichi un personaggio originale ed importante, “necessario” e funzionale alla Puglia e al ruolo nazionale, mediterraneo e internazionale che essa può e deve svolgere.

Oltre che più vicino al mio “sentire” politico, sebbene abbia votato Boccia per disciplina e responsabilità di partito. Un partito, diciamocelo con franchezza ed autocritica, che ha dimostrato siderale distanza con il suo elettorato e che avrebbe bisogno al suo vertice proprio di nichi-vendolapersonaggi come Vendola (ed Emiliano). Capaci di leggere i “segni dei tempi”, di dare forza ed entusiasmo al suo popolo, maggiore peso al suo elettorato e a quella parte maggioritaria della società che aborre certe forme di partiti ma vorrebbe più giustizia sociale, maggiore equità, sviluppo, buona occupazione, sicurezza come fondamento del vivere civile e non, invece, come espressione degli “spiriti cattivi” che “luciferano” l’animo umano, creano “mostri” e trasformano in incubi i rapporti sociali. Capaci di non aver paura di primarie, di partecipazione e consultazioni popolari. Tutto questo non è “populismo”, come qualcuno, che si ritiene anche a sinistra “l’unto del Signore”, vaneggia. Quando i cittadini votano e si esprimono c’è “democrazia”, “partecipazione”, “libertà”, fondamenti “politologici” della sinistra. “Populismo” è quello berlusconiano: l’Egoarca che decide per tutti, che “designa” i suoi uomini nelle regioni periferiche e/o nei gangli di comando del regno politico e/o dell’impero mediatico, che “nomina” i suoi fedeli in Parlamento concedendo ai cittadini solo l’illusione del voto, che, facendosi scudo del “consenso” popolare, difende immensi interessi personali, finanziari e giudiziari. Ma non si sogna mai, nemmeno lontanamente, di chiamare il “popolo” (inteso solo come “massa informe”, non come individualità di cittadini detentori di diritti politici) di centrodestra al voto per far loro scegliere con primarie i propri candidati. Dove c’è democrazia, voto e partecipazione popolare, invece, non c’è populismo. Il “fenomeno Nichi” ha fatto della Puglia un caso nazionale e sta spostando l’asse politico e l’attenzione mediatica del Paese dal Nord al Sud, dalla Lombardia alla Puglia, dal “fenomeno Lega” al “fenomeno Vendola”. Non è un caso il “travaglio” politico che ha caratterizzato il centrodestra pugliese dopo la debordante vittoria alle primarie di Vendola. Soprattutto “dopo”, non tanto “prima”. Con il tritacarne continuo di candidati e le divisioni nel centrodestra. Rocco Palese (mio amico di vecchia data, al quale va, comunque, la mia solidarietà personale ed umana e faccio i miei auguri) è stato pubblicamente “sbeffeggiato” da Berlusconi per la sua inadeguatezza “mediatica” e, alla fine, imposto da Fitto, che vorrebbe “riprendersi” la Puglia. Questo, mi auguro, non accadrà. La Puglia, nonostante limiti ed errori, in questi anni è cambiata e potrà ancor più cambiare e rinnovarsi nei prossimi cinque anni. Per questo voto Vendola con entusiasmo e speranza.


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