Spaccio a conduzione famigliare: 60 anni di carcere

10 Luglio 2009 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Condannata un'intera famiglia, padre, madre e i due figli

 

Una gestione dello spaccio a completa conduzione famigliare con l'ausilio di una coppia e di altre figure che ruotavano attorno al nucleo famigliare. Oltre sessant'anni di carcere sono stati inflitti dal Gip Ercole Aprile nei confronti di sette presunti spacciatori che avevano monopolizzato il business di eroina e cocaina tra i comuni di Casarano, Collepasso, Racale, Taurisano e Ruffano. Regge, quasi totalmente, l'impianto accusatorio della pubblica accusa, rappresentata dal pm Giovanni De Palma. Aveva chiesto complessivi 70 anni di carcere e l'esistenza di un'associazione finalizzata allo spaccio retta da un promotore.

Sergio Vito Esposito, 51enne di Collepasso ritenuto leader del gruppo, è stato condannato a vent'anni di carcere. Pene pesanti anche per la moglie di Esposito. Agata Cosimo dovrà scontare una pena di 6 anni e otto mesi, mentre i figli Cristian e Giuseppe sono stati condannati rispettivamente a nove anni e otto mesi e nove anni e quattro mesi. I coniugi, Pietro Luigi Stefanelli e Rossella Manni di Casarano, difesi dagli avvocati Luca Puce e Silvio Caroli, sono stati condannati a sei anni e cinque anni e quattro mesi. Per entrambi è caduta l'accusa di associazione. Per Fabrizio Casarano, di Alliste, è stata irrogata una condanna a cinque anni e sei mesi. Secondo gli investigatori, Sergio Esposito avrebbe gestito in prima persona l’attività di spaccio fra Collepasso e dintorni, avvalendosi della collaborazione di più persone, con ruoli differenti.

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La moglie avrebbe offerto il “supporto logistico”, i due figli avrebbero invece avuto il compito di confezionare in dosi gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti da lui forniti, per poi a cederli ai vari acquirenti, consegnando al padre gli incassi. Nel gruppo anche un'ottava persona, la barista Wilma Panico, di Casarano. La donna ha patteggiato la pena per il solo reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. A difendere gli imputati, anche gli avvocati Gabriella Mastrolia, Vincenzo Del Prete, Stefano Prontera.


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