Acqua bene comune

9 Dicembre 2009 Off Di Pantaleo Gianfreda
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La Regione Puglia approva una delibera per un’effettiva gestione pubblica dell’Aqp

Mentre il Governo, attraverso l’art.15 del D.L. 135/09, vuole mettere definitivamente l’acqua nelle mani del mercato, un importantissimo segnale di controtendenza arriva dalla Regione Puglia, che, con una delibera di Giunta Regionale, ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un "bene comune e un diritto umano universale" e il servizio idrico come "servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica" e nel contempo decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni.

 

L’acqua – secondo quanto afferma un comunicato della Regione Puglia – è un bene comune dell’umanità, un diritto di tutti, non assoggettabile a logiche di mercato: è quanto sancito dalla delibera, proposta dell’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, che è stata approvata dalla Giunta regionale pugliese. La delibera, partendo da quanto stabilito dall’articolo 2 della nostra Costituzione nonché dal Parlamento Europeo e dall’UE, ha approvato e fatto propri i principi basilari della concezione dell’acqua quale bene comune. La delibera approvata demanda innanzitutto all’Avvocatura regionale l’incarico di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale l’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009. Con tale impugnazione la Regione punta ad ottenere il riconoscimento della propria competenza esclusiva in una materia che non può essere regolata come se fosse un ordinario servizio pubblico di rilevanza economica e pertanto assoggettabile alle regole della concorrenza. Inoltre: la delibera istituisce un gruppo di lavoro che entro il 31 dicembre 2009 proponga alla Giunta regionale un disegno di legge con il quale introdurre il principio dell’acqua bene comune dell’umanità, il riconoscimento del Servizio idrico integrato quale servizio pubblico essenziale, di interesse generale e privo di rilevanza economica, il tutto nell’ambito del concreto riorientamento del sistema di tariffazione in base alle condizioni reddituali, pur nell’assicurazione di una dotazione minima pari per tutti i Cittadini. I principi approvati dalla deliberazione, inoltre, dovrebbero garantire la disponibilità e l’accesso da parte di tutti all’acqua potabile e la priorità del consumo umano delle risorse idriche rispetto ad altri usi. "L’acqua bene comune dell’umanità è un principio unanimemente riconosciuto sul quale è giunta l’ora senza totem e tabù – ha commentato il presidente Vendola – di applicarsi per giungere ad una regolamentazione di dettaglio che tenga conto del principio ed allo stesso tempo non ci faccia tornare indietro, con strumenti di gestione che hanno abbondantemente segnalato la loro inadeguatezza”. ”Con il disegno di legge che la Giunta regionale ha l’intenzione di portare all’attenzione del Consiglio regionale – ha precisato l’assessore Amati – si conta di aprire un cantiere di valutazione, la cui serietà sarà misurata anche sulla tempistica abbreviata che la Puglia dimostrerà di utilizzare". La delibera approvata contiene inoltre la candidatura della Puglia quale sede ONU per l’organizzazione di una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all’acqua per tutti.

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Pantaleo Gianfreda