Il messaggio di Obama

21 Gennaio 2009 Off Di Pantaleo Gianfreda
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 Il messaggio di Barack Obama

il_fatto4Sogno un mondo di uguaglianza e libertà”, ha detto Obama nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. 20 gennaio 2009. La nuova era che si apre è carica di speranza e di attese. “Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità”, ha aggiunto Obama.  I sogni di ieri, oggi sono realtà. L’”I Have a Dream” (Io ho un sogno) di Martin Luther King, nel discorso di Washington del 28 agosto 1963, oggi è realtà…

A circa mezzo secolo da quel discorso, il primo afroamericano si è insediato alla Casa Bianca. Un sogno che, forse, nemmeno M. L. King osava, allora, immaginare.

Una Presidenza che, probabilmente, cambierà il mondo in meglio. Me lo auguro di vero cuore. E mi auguro che il “sogno” di “un mondo di uguaglianza e libertà” sia la stella polare dell’azione del Presidente Obama.

Dopo l’infrangersi di tante illusioni, l’irrompere di questo giovane Presidente sulla scena mondiale ridà fiducia e speranza. Di fronte all’immane crisi economica e sociale che il mondo vive, si ritorna alla speranza della solidarietà. Ed è importante che ciò avvenga nella nazione-guida del mondo.

Dopo i frutti avvelenati ed illusori del liberalismo e dell’individualismo più sfrenato, ci si riappropria finalmente di parole chiave per l’umanità: uguaglianza, libertà, solidarietà.

In Obama colgo, però, un segnale diverso e più concreto, che richiama ogni uomo/donna al proprio dovere: il senso della responsabilità.

Nessun obiettivo è raggiungibile, nessun sogno si realizza senza l’etica della responsabilità. Prima di tutto individuale. Non si può delegare ad altri ciò che ognuno di noi ha per primo il dovere di fare…

Ho fiducia e speranza in Obama. Nei suoi sogni e nel suo realismo… Mi auguro che tra 4 anni il mondo sia migliore!

Per chiudere, alcuni brani del discorso di insediamento del Presidente Obama:

“Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.  Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica. Siamo ancora una nazione giovane, ma – come dicono le Scritture – è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza”. ….

“Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra, che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso”. ….

“Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo – lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo – tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità – il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile”.


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