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Il “nuovo” Polo scolastico: un “casermone-pollaio”, un progetto antiquato e antipedagogico, che vìola le norme tecniche-quadro del Ministero dell’Istruzione

Il 2 febbraio scorso, finalmente e “fuori termine massimo”, ho ricevuto dall’Amministrazione comunale la documentazione richiesta il precedente 4 dicembre relativa a “demolizione e ricostruzione Istituto d’Infanzia di via B. Croce da destinare a Polo unico scolastico”. Il giorno prima, viste le lunghe e arbitrarie resistenze di ottusi “amministratori&amministrativi” e risultate vane le reiterate diffide, avevo provveduto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica, inviato anche a Prefetto e Anac (Autorità nazionale Anticorruzione).

Ci son voluti quasi due mesi (rispetto ai max trenta giorni previsti) per ottenere dall’Ufficio Tecnico, retto dall’arch. Pennetta, il “travaso” in un’omonima “pennetta” (drive), da me fornita, di atti amministrativi ed elaborati progettuali del “nuovo” Polo scolastico, di cui avevo legittimamente chiesto copia!

Probabilmente, resistenze e ritardi avevano l’abortito tentativo di impedirmi di prendere visione di un vero e proprio “mostro” urbanistico-didattico generato da un’Amministrazione incompetente, becera e “matrigna”!

Chiedo: nella maggioranza e nella minoranza c’è qualcuno che ha letto mai questi atti?!?

Planimetria del pian terreno (nota: per vedere bene questa e le altre planimetrie, cliccare sulle immagini)

“Nuovo”, infatti, l’edificio progettato è per modo di dire!

Con l’“occhio clinico” di antico amministratore appassionato alla Scuola e alla formazione dei nostri ragazzi, è bastato, infatti, visionare relazioni ed elaborati progettuali per prendere atto che il “nuovo” edificio, progettato (a quanto pare) da “cavernicoli” del “paleolitico” scolastico, è quanto di più antiquato si possa prevedere. Soprattutto di “antipedagogico”, rispetto alle moderne esigenze didattiche, codificate da tempo in atti ministeriali.

Codificate, ad esempio, in linee guida e indirizzi progettuali per la costruzione di nuove scuole previsti dal Decreto Ministeriale 11 aprile 2013 “Norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia, anche con riferimento alle tecnologie in materia di efficienza e risparmio energetico e produzione da fonti energetiche rinnovabili, e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale”.

Sarebbe bastato leggere il decreto ministeriale per capire l’impossibilità e l’illegittimità dell’ubicazione di un nuovo Polo scolastico nell’area dell’ex asilo nido di via B. Croce.

Il risultato è un “mostro” partorito dalla perversa fantasia di amministratori cinici, sadici e masochisti che “godono” nel “far male” alle giovani generazioni, fornendo loro il “peggio” e inibendo il “meglio”, un “casermone” che richiama vecchie architetture sovietiche e contrasta con le linee-guida ministeriali.

Sezioni architettoniche del nuovo istituto scolastico

Riportarne le prescrizioni è troppo lungo. Sarebbe interessante, istruttivo e necessario, però, che genitori, docenti, ragazzi e giovani, amministratori, associazioni e cittadini ne prendessero visione.

Per cui, chi vuole avere una “infarinatura” generale può cliccare su ediliziascolastica.it

Chi, invece, vuole leggere integralmente le importanti linee-guida, può cliccare su D.M. 11.4.2013

L’ex asilo nido di via B. Croce su cui dovrebbe sorgere il nuovo Istituto scolastico

Ho il dovere, però, di far almeno cenno ad alcuni “dettagli” di merito, che saranno approfonditi, tra gli altri, in una memoria che presenterò all’Amministrazione, avendo chiesto di partecipare al procedimento amministrativo (come permette la normativa). Non senza sottolineare una premessa generale: alla base delle linee guida ministeriali vi è l’idea di una scuola aperta al territorio e al servizio della comunità locale e la previsione che la costruzione di nuovi edifici scolastici siano concepiti e configurati come “Centro Civico” (“Civic Center”), in grado di valorizzare istanze sociali, formative e culturali dell’intera comunità.

Il progetto – secondo quanto riporta la Relazione tecnica generale (cliccare su questa per la lettura integrale) – prevede la “realizzazione di una struttura ex novo dislocata su tre livelli” per una “superficie totale lorda pari a 3007 mq al piano terra, 2230 mq al primo piano e 1280 mq al piano secondo” (totale: 6517 mq) e “ospiterà 536 alunni così suddivisi: 80 per la scuola dell’infanzia, 240 per la scuola primaria (pari a due sezioni) e 216 (pari a tre sezioni) per la scuola secondaria di primo grado” (per la cronaca, la relazione geologica parla, invece, solo di “… ricostruzione con ampliamento al piano primo”).

La relazione generale prevede la “sistemazione dell’area esterna mediante la previsione di zone di verde”: di grazia, dove?!? Si può definire “verde” i “quattro alberelli” previsti in risicate aree al servizio di una struttura (estesa 6517 mq sui tre livelli) che dovrà ospitare giornalmente 600 e più utenti (alunni, docenti, personale, ecc.)?!?

E i parcheggi dove sono?!?

Le linee guida prescrivono: “I posti auto necessari ad uso esclusivo del plesso scolastico sono definiti in funzione della superficie lorda dell’edificio, attribuendo mq 1 di superficie di parcheggio ogni mq 5 di superficie lorda edificata ed il numero di posti auto si ottiene dividendo la superficie destinata al parcheggio per mq 25, valore che comprende oltre allo spazio di sosta quello di manovra. Devono essere previsti posti auto riservati ai disabili in ragione di 1 ogni 40 posti auto” (oltre “spazi coperti opportunamente attrezzati per il deposito di biciclette e di ciclomotori per gli studenti e per il personale docente e non docente”).

Se “so far di conto” (… ma la matematica non è stata mai il mio “forte”!), nel progetto si sarebbe dovuto prevedere almeno una superficie di 1300-1400 mq da destinare solo a parcheggi e 50-60 posti auto… dove sono?!?

Già la mancata previsione di spazi per parcheggi basterebbe a rendere inutile, nullo e illegittimo il progetto!

Planimetria del 1° e (sotto) 2° piano

Le linee guida prevedono, inoltre, oltre le risicate strutture “comunitarie” previste e progettate, la realizzazione nelle nuove scuole di “… atrio… piazza-agorà… sala musica… spazi home base… cucina e mensa… atelier e laboratori specialistici… spazi di approfondimento informale… spazi aggiuntivi per Civic Center… impianti sportivi (attività motorie e palestra; piscina, area sportiva esterna)… spazi a cielo aperto (uno spazio curato e attrezzato con formazione di prati, piantumazioni, orti didattici, depositi per sedie e attrezzature, giochi, selciati)… magazzini e archivi (centro di documentazione)….”, ecc. ecc.

In quali spazi vengono previste queste essenziali opere e strutture formative ai sensi del D.M. 11.4.2013?!?

Planimetria con viste prospettiche

È evidente che mai potranno essere progettate e realizzate per il semplice fatto che nell’area dell’ex asilo nido (a differenza dell’ampia area “San Sumà” che ospita già il Palazzetto dello Sport) manca lo spazio e in quel poco è stato previsto un inutile, mefitico e dannoso “casermone-pollaio” in cui costringere sadicamente le future generazioni a vivere la loro decisiva fase di formazione scolastica come tanti “polli da batteria”… e questo non è possibile… perché le norme vietano di costruire “carceri scolastiche” per minori!

Area parziale della vasta zona “San Sumà” con Palazzetto dello Sport

Chiudo qui al momento, sperando di aver fatto comprendere l’“oscenità” progettata, con un’ultima “noticina”: in quale voce è previsto il finanziamento di nuovi e moderni arredi scolastici?!?

Invito tutti, soprattutto amministratori di maggioranza e opposizione, ad approfondire l’importante tematica.

Faccio appello all’Istituzione scolastica, a genitori, docenti, associazioni e a tutti i cittadini per prendere coscienza di questo “mostro” che si vuole costruire ai danni dei nostri ragazzi e ragazze!

L’Amministrazione ha il dovere “sponte sua” di ritirare immediatamente questo “progetto-mostro”.

Presenterò a breve ufficialmente le mie osservazioni, che invierò anche a tutti gli altri Organi competenti, ma dovrebbe già apparire chiaro che il sedicente progetto del nuovo Polo unico scolastico viola clamorosamente gli indirizzi e le “norme tecniche-quadro” del Ministero della Pubblica Istruzione.

Pantaleo Gianfreda

Post scriptum

Un “piccolo” appunto ai due tecnici che hanno “vergato” le due relazioni e riportato alcune planimetrie come “stralcio del Piano regolatore”: Collepasso, cari tecnici, non ha un Piano Regolatore! Per vostra informazione, unico strumento urbanistico generale ancora vigente è il Piano di Fabbricazione approvato nel lontano 1974!

…come si fa a fidarsi di tecnici che non solo ignorano un decreto ministeriale con le linee guida per la costruzione di nuove scuole, ma che, pur lavorando da anni presso il Comune di Collepasso, scambiano “lucciole per lanterne” e confondono PRG-Piano regolatore (oggi chiamato “Piano Urbanistico Generale”) con P.d.F. (Piano di Fabbricazione)… ahinoi!

Un altro “piccolo” appunto, invece, per i nostri beneamati amministratori. Lasciamo perdere il “personaggio-trash” addetto ai Lavori Pubblici, che sarebbe stato perfetto per un ruolo nel “Satyricon” di Fellini e appare palesemente inadeguato alla funzione pubblica che svolge perché “impermeabile” alla cultura amministrativa (e non solo)… ma il “professor” Paolo Menozzi, ultradecennale docente “professionale”… l’“insegnante-fata” (e fatua) Gabriella Marra, assessora alla Pubblica Istruzione (sic!)… e la “ria” (in tutto) delegata consigliera all’Urbanistica (sic!)… non hanno niente da dire in merito?!? Prima di “cedere” alle “fregole” elettorali proprie e delle “pennette felliniane” avranno “studiato” – almeno, letto – qualcosa in merito alla costruzione di nuovi edifici scolastici?!?  

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Pubblicato da il 8 Febbraio 2021. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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