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Istituto Comprensivo: riduzione dell’orario scolastico e “settimana cort(issim)a”. Doverose precisazioni

Francesco Merenda, presidente del Consiglio di Istituto del Comprensivo scolastico Collepasso-Tuglie

Ritorno sulla vicenda della “settimana corta”, anzi “cortissima” (27 ore di scuola nella Primaria, invece di 29), riportata in un precedente articolo per alcune doverose precisazioni.

Come in altre occasioni, l’articolo è stato condiviso su un gruppo facebook locale, dove ha suscitato un serrato confronto e vari commenti.

Tra questi, due mi hanno particolarmente colpito: quello tranchant di una valente (più che altro, “valentina”) maestrina salentina, nonché lontana cursupina, insegnante di sostegno nelle scuole “del Nord”, che mi ha fatto un po’ sorridere per “pregiudizio confesso” (“In un solo articolo – ha scritto la maestrina -, l’autore rappresenta le due categorie di persone che lentamente (e neanche tanto) stanno deteriorando la Scuola: il politico di turno che parla di Scuola, pur non capendone nulla; il giornalista che distorce le informazioni, con il risultato di creare solo disinformazione”… bontà sua!) e un altro un po’ “s(toma)chevole”, rozzo e fuorviante (… alcuni, pur nati “tomisti” per “magnanimi lombi”, non apprezzano – o forse non conoscono – il “tomismo”, pensiero filosofico di san Tommaso d’Aquino).

Questi ed altri commenti sono stati “conditi” dai “mi piace” di alcuni followers, tra cui quelli del buon (e muto) presidente del Consiglio di Istituto Francesco Merenda, che, da me ripetutamente sollecitato, non ha voluto, a differenza della Dirigente scolastica, spiegare le motivazioni della decisione e rilasciare una dichiarazione (… questo “la dice lunga” sull’imbarazzo per una scelta poco oculata e penalizzante per i ragazzi/e!).

Sede amministrativa dell’Istituto Comprensivo Collepasso-Tuglie

L’articolo ha probabilmente generato equivoci per chi si fosse fermato solo al titolo (chiaro per i residenti, forse poco chiaro per i non residenti) e non lo avesse letto interamente. Alla luce di certe incomprensibili e contraddittorie prese di posizioni che ha suscitato, devo riconoscere che forse sono stato anch’io poco chiaro e un po’ prolisso (me ne scuso), considerato che si evince chiaramente che personalmente sono per una scuola “a tempo pieno” e aperta e che è assurda la scelta di ridurre l’orario scolastico e “costringere” ad una “settimana corta“, ma con “orario lungo” nella mattinata. C’è bisogno, infatti, soprattutto nel Mezzogiorno, di maggiori attività, socializzazione e formazione per i nostri ragazzi e le nostre ragazze (la “settimana corta” ha ragione solo nell’ambito di queste scelte scolastiche).

Data l’importanza del tema, cerco, perciò, di riepilogare sinteticamente e stavolta (spero) con chiarezza.

Il Consiglio di Istituto, dopo un preventivo “monitoraggio” dei genitori (solo “un genitore per bambino” poteva, però, esprimersi), ha deciso di introdurre la “settimana corta” (al mattino) dal lunedì al venerdì, riducendo il “monte ore” scolastico. A seguito di questa decisione ha proceduto ad una nuova articolazione oraria delle lezioni, ridotte di due ore settimanali nella Primaria (da 29 a 27), e allungato l’orario per i cinque giorni (5 e mezzo nella Primaria per 27 ore, 6 nella Secondaria per 30 ore).

Nuova articolazione oraria A.S. 2020-2021

Nel prossimo anno scolastico, pertanto, “Si avrà un orario scolastico giornaliero più oneroso con verifiche e interrogazioni che potranno essere effettuate anche durante la 5^ e la 6^ ora”, come ha scritto la stessa Dirigente scolastica M. Francesca Conte.

M. Francesca Conte

Sarebbe bastata questa autorevole testimonianza per rilevare quanto sia stata poco felice la “pilatesca” decisione della stessa Dirigente e del Consiglio d’Istituto. Pur nella corretta e giusta dialettica tra le diverse componenti scolastiche, costoro non hanno voluto assumersi l’onere di decisioni di loro esclusiva competenza, scaricando ogni responsabilità sugli esiti del “monitoraggio”, rivolto solo ad “un genitore per bambino”. I genitori, sbagliando, si sono espressi per meno ore di didattica e la “settimana cort(issim)a”.

Appare evidente anche ai più prevenuti che ciò danneggia “solo e solamente” i ragazzi/e, che, nelle “33 settimane convenzionali di lezione” previste dalle circolari ministeriali nella Primaria, avranno per l’A.S. 2020-2021 un monte ore didattico inferiore (66 ore in meno rispetto all’anno corrente, ma ben 429 in meno rispetto a quelle previste nelle scuole a tempo pieno) e un orario mattiniero “lungo” e stressante (5,30 ore giornaliere nella Primaria e 6 nella Secondaria), con tutte le conseguenze prevedibili ed immaginabili.

Non so se la circostanza sconcerti solo me oppure, se si riflette seriamente (e senza “salami sugli occhi”), dovrebbe sconcertare in primo luogo gli stessi genitori, che avranno figli meno istruiti e meno preparati ad affrontare il futuro (…anche i genitori talora sbagliano!), i docenti ed ogni comune cittadino.

Sorprende che su una questione così importante ci sia la solita “ignavia” e non si reagisca doverosamente ad ogni livello, pretendendo maggiore istruzione e formazione per le nostre ragazze e i nostri ragazzi.

Pantaleo Gianfreda

Post scriptum

Alla lontana cursupina, alla quale esprimo simpatia ed affetto, vorrei, per la cronaca, specificare che, oltre ad avere insegnato in corsi extracurricolari in varie scuole della provincia e in Istituti di formazione professionale (mi assegnano tuttora ore di lezione), sono stato nel passato presidente del Consiglio di Istituto dell’ex Scuola Media e, nella fase di passaggio all’Autonomia, anche Commissario dell’Istituto Comprensivo, nominato dal Provveditore. In quella veste deliberai l’introduzione del tempo pieno, che non ebbe seguito per motivi assai “emblematici”, che sarebbe lungo e superfluo riportare (se ho ben capito, anche la cara “valentina maestrina” è, però, un’estimatrice del “tempo pieno”… per cui appaiono incomprensibili ed estemporanee certe prese di posizioni…). Queste mie esperienze non mi inducono, certamente, a ritenermi un esperto, ma solo un convinto assertore del ruolo fondamentale della Scuola, fulcro ed essenza della società.

Specifico, altresì, di non essere un “politico” (ho abbandonato da tempo l’attività politica, ma ritengo di essere, come mio dovere civico, cittadino attento ed impegnato) né un “giornalista” (al più un modesto “scribacchino” che ama scrivere ed informare, ricevendo talora apprezzamenti e talaltra critiche).

Naturalmente, “non capendone nulla” di scuola (e di politica) e di tanto altro… ed essendo (nonostante l’età) solo un “dilettante allo sbaraglio”… sono sempre pronto a colmare la mia profonda ignoranza (il buon Socrate mi ricorda sempre… “Έτσι, δεν γνωρίζω”… “scio nescere”… “so di non sapere”… “sacciu ca nu sacciu”…), a ricevere “lezioni” ed acquisire “conoscenza” da chiunque, anche da una “valentina-maestrina-salentina-cursupina” trapiantata “al Nord”… 

Tanti (ed io tra questi) – pur “terroni” ed “ignoranti”, ma orgogliosi e curiosi figli della “Magna Grecia” – hanno ancora, pur nell’”età del passaggio”, voglia di imparare e curiosità di conoscere!

Pubblicato da il 8 Febbraio 2020. Filed under Notizie flash. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Istituto Comprensivo: riduzione dell’orario scolastico e “settimana cort(issim)a”. Doverose precisazioni

  1. Mario Mayor Rispondi

    10 Febbraio 2020 a 09:46

    Purtroppo il mestiere dell’insegnante è uno di quei tanti mestieri fatti per ripiego, infatti ci troviamo avvocati, commercialisti e quant’altro che non avendo trovato nessun lavoro ripiegano in questo mestiere che raccoglie di tutto.

    • Laura Rispondi

      10 Febbraio 2020 a 10:34

      Credo che questo commento sia dettato più dal sentito dire che dalla reale conoscenza dello stato delle cose. Ripiego? Dopo aver conseguito lauree, abilitazioni, cfu in questa e quell’altra discipliba in balia di governi e ministri che si susseguono e cambiano le carte in tavola. E allora i titoli che hai valgono zero. E sei costretto a seguire l’ennesimo corso a pagamento per collezionare punti. Tutto ciò coniugando lavoro e studio. Ma quale ripiego.

  2. Genitore deluso Rispondi

    9 Febbraio 2020 a 16:48

    Scusa Laura di quali tecniche didattiche innovative LIM ecc stai parlando? Pochi anni fa la comunità di collepasso è venuta a conoscenza dei tablet in dotazione della scuola elementare e media solo dopo che sono stati rubati. Inoltre la scuola ha degli strumenti musicali, risultato di un vecchio progetto, mai utilizzati anzi chiusi sottochiave , sempre che non abbiano preso altre strade. Ma di che stiamo parlando ? Quando fu proposto di tornare alle 30 ore nella scuola elementare ci fu una sonora risata da parte di alcuni insegnanti della scuola elementare,oggi addirittura si riduce l’ orario e pensiamo che sia cosa buona e giusta per i nostri ragazzi. Scusate ma forse per troppo anni ho visto e vissuto ciò che accadeva nelle due scuole che oggi mi riesce difficile dare fiducia soprattutto dopo aver visto realtà scolastiche di gran lunga migliori a pochi passi dal nostro paese. Parlo perché di lotte ne ho fatte prima di stringere le spalle e mollare.

  3. Mary Rispondi

    9 Febbraio 2020 a 14:45

    Evidentemente ( Non tutti) gli insegnanti sono adatti al quel mestiere… Forse perché essere educatori nel 2020 in cui prevalgono i social non è facile …comunque ci vuole più collaborazione sia da genitori che insegnanti capendo prima le famiglie….con ciò concludo augurando il meglio agli insegnanti chiedendo più impegno la cultura dei nostri figli …Non riducendo l’orario scolastico.

  4. Genitore deluso Rispondi

    8 Febbraio 2020 a 16:25

    E poi si chiedono perché i bambini e ragazzi del nostro paese frequentano le scuole dei paesi limitrofi! Quando sento queste notizie sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta lasciando, come genitore, le scuole di Collepasso.

  5. stefano Rispondi

    8 Febbraio 2020 a 16:17

    Pantaleo, ci sta la risposta alla cara maestra meleleo, più o meno, la conoscenza della materia di cui si parla, ce l’avete entrambi, e un botta e risposta ci sta.
    Ma scrivere anche di quell’altro, è tempo perso, come se parlassi ai muri (muli?), anzi no, sarebbe un’offesa per i muli, credo che il QI (quoziente intellettivo) se nel caso dovesse leggere questo messaggio, può andare su wikipedia e capire, ma lo vedo difficile, per quel poco che lo conosco, è sotto la media.
    Quindi, meglio confrontarsi con chi ha conoscenza di tutto ciò.
    un abbraccio fraterno

    • Luca Toma Rispondi

      20 Febbraio 2020 a 11:19

      Caro Stefano credo sia doveroso, da parte tua, firmare e sottoscrivere il commento nei miei confronti,sicché possa sapere con chi,tanto colto(quale ti ritieni),quanto ignorante(quale sei apparso),ho a che fare.Detto ciò ti rammento che,sempre se avrai gli attributi per farlo, sai dove trovarmi, visto che dici di conoscermi.Saluti, Luca Toma.

  6. Mary Rispondi

    8 Febbraio 2020 a 15:47

    Certo sudano molto gli insegnanti …hanno bisogno di riposo…..

    • Laura Rispondi

      9 Febbraio 2020 a 09:41

      È questo il motivo per cui la scuola non funziona più come dovrebbe. Per queste idee distorte. Gli insegnanti vengono screditati dai genitori agli occhi dei figli. Il patto educativo scuola-famiglia viene meno.
      Gli insegnanti non sudano fisicamente come dice lei. Ma ha idea di cosa significhi entrare in una classe, avere a che fare con 30 ragazzi (che per 6 classi fa 180 ai ), gestire alunni BES, DSA, H. Preparare lezioni personalizzate ed individualizzate. Utilizzare tecniche didattiche attive e innovative, LIM, ecc.
      Il mestiere di insegnante non è faticoso fisicamente se è questo che intende. Ma mentalmente molto impegnativo. E di grande responsabilità. L’insegnante (insieme alla famiglia -patto educativo) forma i cittadini di domani. Riflettiamo prima di parlare.

      • Mary Rispondi

        9 Febbraio 2020 a 12:49

        Carissima Laura infatti hai frainteso tutto….comunque ci sono lavori più tosti sia mentali che fisici più tosti …comunque non è questo il punto …il punto è che essere insegnante e una missione e se non ne.siete in grado di farlo e meglio cambiare mestiere …comunque in tutto ciò perdono solo i nostri figli che.saranno il futuro … Buon lavoro a tutti gli insegnanti..

        • Laura Rispondi

          9 Febbraio 2020 a 14:16

          Non voglio essere polemica. Ma il messaggio mi sembra abbastanza chiaro. Cosa avrei frainteso? Poi non si sta parlando di quale lavoro sia più duro o difficile rispetto ad un altro. Ci dovrebbe essere sinergia tra tutte le agenzie educative. In primis tra scuola e famiglia. Invece spesso gli insegnanti vengono screditati da genitori che si improvvisano tali o viceversa.

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