Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Venerdì Santo nelle rime in vernacolo del gallipolino Gino Barba e del collepassese Giuseppe Marzano

Venardìa santa

Na tromba te luntanu

se mbicina,

na mamma ncerca u fiju….

sta camina!!!

Ci pensu a stu mumentu

a ncapu mia sentu

nu turmentu;

Ci se spattava stu cutone,

Venardìa Santa senza Prucissione!!!

Tegnu nu chiou fissu,

me sentu pesciu

te lu Crucifissu.

Matonna Ddulurata,

minti li mani toi….

salvande te sta mmalatia

chiù mprima ca puoi!!!

Na tromba te luntanu

se mmbicina,

Na mamma ncerca u fiju….

sta camina!!!

Gino Barba

Introduco con questa bella poesia dialettale del mio caro amico gallipolino Gino Barba, scritta in occasione di questa giornata, perché “fotografa” nella sua essenza i momenti drammatici che stiamo vivendo… “Ci se spattava stu cutone… Venardìa Santa senza Prucissione!!!”…

… è proprio così… i riti della Settimana Santa sono stati sempre ricorrenza e devozione religiose, ma, soprattutto, “partecipazione di popolo”, “miti e riti” (per dirla con qualche antropologo) popolari che hanno segnato intere generazioni di credenti e non, affascinati dal mistero di un Dio “fattosi uomo”, che si innalza e muore sulla Croce per redimere i peccati degli uomini e portare il popolo verso la salvezza eterna… quella “salvezza” cui tutti gli uomini aspirano ed oggi “invocata” ancor più a causa dell’infido virus annidatosi in mezzo a noi… oggi il “popolo” è “costretto” nelle case, le Chiese e le piazze e le strade sono deserte… ma verrà Pasqua… Cristo risorgerà… e noi (ci auguriamo) risorgeremo con Lui da questo “male transeunte” che oggi ci affligge e dai mali individuali e sociali, che caratterizzano il nostro essere e i nostri tempi.

Oggi che siamo costretti a rimanere ancora nelle nostre case, possiamo avere un po’ di tempo da dedicare alla rilettura di una bella e devota composizione poetica del nostro Giuseppe Marzano, illustre ed appassionato poeta in vernacolo collepassese e cultore delle nostre tradizioni.

Ripropongo, su gentile concessione dell’ins. Marzano, che ringrazio, la “declamazione” della XIII Stazione “Gesù Cristu, schiuatu te la Croce, se lu ‘mbrazza la Matonna” tratta dal suo volumetto “La Via Crucis in rima dialettale collepassese” con introduzione dell’altrettanto illustre ricercatore e storico collepassese Salvatore Marra.

Buona lettura!

Per leggere e stampare la versione pdf cliccare su “Via Crucis in rima dialettale

Ripropongo, altresì, la “Via Crucis con tanti tradizionali” (in lingua italiana) dello stesso Giuseppe Marzano, che si può leggere e scaricare cliccando qui

Buon Venerdì Santo!

Pantaleo Gianfreda

Pubblicato da il 10 Aprile 2020. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Un commento a Venerdì Santo nelle rime in vernacolo del gallipolino Gino Barba e del collepassese Giuseppe Marzano

  1. M. Ester Gianfreda

    11 Aprile 2020 a 16:58

    Bellissime queste poesie in vernacolo: la creatività poetica illumina anche i momenti bui, come questi del coronavirus!