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Unità, solidarietà, serietà e senso delle Istituzioni… possibilmente anche a Collepasso, sig. Sindaco!

Come i lettori avranno notato, da quando è scoppiata l’epidemia del coronavirus non pubblico più “articoli d’inchiesta” sulle tante e non trascurabili carenze e anche “malefatte” politico-amministrative. Ho “interessanti” articoli in stand by che tra qualche tempo potrebbero apparire “fuori tempo”. Non lo sono, data l’inalterata attualità di certe problematiche, ma il problema è relativo e secondario.

Quello che oggi è prioritario è dare segnali di solidarietà e unità in questi tempi di emergenza che toccano valori fondamentali, quali la salute e la vita, di fronte ai quali appaiono “dettagli” insignificanti la pur “altra” e legittima informazione, la dialettica e la polemica.

Mi hanno insegnato che di fronte ad un’emergenza nazionale il Paese deve essere unito. Come ai tempi del terrorismo anche oggi il Paese deve essere unito. In certi momenti non ci possono essere contrapposizioni e distinzioni. Occorre essere uniti e compatti attorno a chi, ad ogni livello, dal Governo centrale ai Comuni, ci rappresenta e sta operando in condizioni difficili per contrastare un terribile, invisibile e devastante nemico.

Eppure non è che siano mancati in questi giorni “occasioni” o “dettagli” da evidenziare (per tutti, ma potrei citare tanti, basti pensare al post del 27 marzo in cui il sindaco annunciava in un italiano scritto “con i piedi” il primo caso di coronavirus a Collepasso… non pochi sono rimasti esterrefatti da così plateale “approssimazione” da parte di un docente laureato).

Nonostante sia sgrammaticato, criticabile, approssimativo, spesso ridicolo e impresentabile, in questo drammatico momento Paolo Menozzi è, però, il mio e nostro sindaco. Ogni cittadino, al di là di schieramenti e opinioni, ha il dovere di “aggrapparsi” a lui con fiducia perché rappresenta l’Ente locale, primo e ultimo livello della democrazia e delle Istituzioni. “Primo”, perché, il Comune è l’ente più vicino al cittadino e, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà, ha il dovere di dare risposte immediate; “ultimo” perché, in questa fase di emergenza nazionale, il Comune rappresenta il terminale e l’esecutore di decisioni di Autorità politiche e sanitarie superiori.

Ora poi che il Covid19 si è insinuato nella nostra piccola comunità, il dovere della solidarietà e dell’unità è in qualche modo ancor più accentuato.

Prima di tutto, solidarietà e vicinanza al giovane malato e familiari.

Non facciamoci, però, prendere dal panico o, peggio ancora, da quella irrazionale “caccia all’untore” e dall’irrefrenabile curiosità di conoscere il nome. Non hanno alcuna ragione.

Ho fiducia nelle rassicurazioni che il sindaco ha dato e nell’impegno di tutte le Istituzioni per arginare il virus e affrontare, anche a livello sociale ed economico, le sue devastanti conseguenze.

Il 17 marzo il Governo ha stanziato i primi 25 miliardi per far fronte all’emergenza e non lasciare soli i cittadini, le imprese ed ogni categoria. Di questi, ben quasi 11 miliardi riguardano il “capitolo lavoro” (ammortizzatori sociali, interventi diretti, ecc. finalizzati a non lasciare nessuno senza soldi). Analoghe somme il Governo stanzierà con l’imminente decreto di aprile.

Grazie alla serietà del presidente Conte e del Governo, siamo diventati un esempio riconosciuto da tutti in Europa e nel mondo. La maggior parte dei Paesi europei sta seguendo l’esempio dell’Italia nell’approccio alla lotta al virus e alle misure socio-economiche da mettere in campo.

Tre giorni fa il Presidente del Consiglio ha emanato un ulteriore decreto, con il quale ha anticipato 4,3 miliardi ai Comuni, pari al 66% del Fondo di solidarietà normalmente versato dallo Stato ai Comuni nelle due rate di maggio e ottobre, e ha destinato ulteriori 400 milioni come “prima, pronta risposta per consentire ai Comuni di fronteggiare l’emergenza alimentare”.  Seguiranno altri interventi e misure. La Ministra del Lavoro sta predisponendo l’introduzione del “reddito di emergenza”, rivolta ai cittadini privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito.

Il Governo sta facendo tutto il suo dovere con impegno, serietà e dignità.

In base all’ultimo decreto il nostro Comune riceverà subito, ora (non a maggio ed ottobre), € 150.775,90 come acconto del 66% sul Fondo di solidarietà ai Comuni ed altri € 49.883,69 per misure urgenti di solidarietà alimentare.

Eppure, di fronte all’emergenza e a questi sovrumani sforzi, l’ineffabile prof. Menozzi trova il tempo, con il suo solito periodare sgrammaticato (…ma nessuno che gli corregga le bozze e gli insegni come “periodare” o almeno come e dove mettere punti e virgole?!?), di postare sul suo profilo facebook un post strumentale ed elettoralistico contro un Presidente del Consiglio sempre più apprezzato e amato dagli italiani per impegno e serietà.

Sebbene abbia già avuto reazioni indignate da parte di numerosi cittadini, riporto il post e lascio ogni valutazione all’intelligenza di chi legge:

Sarebbe facile replicare a Menozzi: “…tu e i tuoi assessori quali fondi avete stanziato in favore dei cittadini per combattere il coronavirus o a quali indennità avete sinora rinunciato in favore dei bisognosi?!?”.

Ecco, diano il buon esempio: rinuncino alle loro indennità mensili di quest’anno (o almeno di questi mesi di emergenza) e stanzino quei fondi per fronteggiare l’emergenza alimentare in aggiunta ai 50mila euro del Governo.

Invece di fare vacua propaganda elettorale, il sindaco sia in grado di organizzare l’erogazione immediata dei fondi, pur importanti e significativi, con una gestione oculata e trasparente.

Sorvolo su un “piccolo” amministratore, “aschia te lu stessu taccaru”, che proprio ieri ha pubblicato un post in cui accusa il Pd collepassese, a causa di un innocuo refuso subito modificato, di “fare sciacallaggio politico e creare confusione e false illusioni nei cittadini”… “lu bove ca chiama curnutu lu ciucciu”!!!

Ha dda passa’ ‘a nuttata… per riprendere finalmente una normale vita democratica e “pesare”, come si deve, “opere, azioni ed omissioni” di certi soggetti.

Ora siamo ancora in piena “notte” ed è tempo di unità e solidarietà. Abbiamo il dovere, al di là di tutto, di stringerci attorno alla figura del sindaco, al quale auguro di essere, almeno in queste tragiche circostanze, all’altezza del ruolo istituzionale e del suo difficile compito!

Un doveroso ringraziamento, infine, a Protezione Civile, Carabinieri, Vigili e alcune e più sensibili associazioni di volontariato per l’impegno profuso in questo periodo.

Cerchiamo di essere, almeno in questo momento difficile, tutti uniti e solidali!

Pantaleo Gianfreda

Pubblicato da il 31 Marzo 2020. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.