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Benvenuto nella nostra Stazione dei Carabinieri, Comandante Zezza… e buon lavoro!

Il Lgt. Zezza con la foto del Gen. Dalla Chiesa, suo “punto di riferimento”

Ha un nome raro e originale che incuriosisce… “Tersigio”.

Sembra naturale chiedergli come mai quel nome.

Come il nonno!”, risponde pronto ed orgoglioso.

…il nome del nonno contadino… che il padre contadino volle dare al figlio per rispetto delle tradizioni e della memoria paterna… quel figlio che sarebbe diventato un giorno carabiniere, ma che, intanto che cresceva, doveva aiutare la famiglia nella coltivazione e cura del tabacco… come allora “si usava”.

Ahhh… lu tabaccu!”… ricorda oggi il Lgt. Tersigio Zezza, insediatosi il 28 settembre come nuovo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Collepasso, figlio “verace” della nostra terra.

È nato, infatti, il 4 gennaio 1964 nella vicina Supersano… una volta immersa ai confini dell’immenso Bosco Belvedere e poi, per quasi tutto il Novecento, nelle “distese” del tabacco, per decenni “grande madre” della nostra economia, fonte primaria di sostentamento e sviluppo per comunità come Collepasso e Supersano (ed altre), oggi completamente scomparso da tutti i radar socio-economici. Una coltura le cui “viventi” vestigia “archeologiche” vengono annualmente riprodotte “per memoria” in un piccolo “appezzamento-santuario” della rinomata Masseria Stanzìe di Supersano, ma che sino ad un ventennio fa ha contrassegnato e “segnato” intere generazioni di fanciulli e genitori del Sud Salento e dell’intero Salento.

Ecco, in quell’invocazione-ricordo… “Ahhh… lu tabaccu!”… mi è sembrato di leggere le profonde radici umane e culturali del Lgt. Zezza, in cui antichi valori “fondanti” della società contadina, come il senso di umanità-solidarietà e rispetto, si fondono e si integrano con quello di legalità… anzi, ne sono il presupposto.

C’è un “valore-architrave” su cui si fondava l’antica società contadina: “il rispetto”.

Il “senso del rispetto” che quei nostri avi ci tramandavano e insegnavano… rispetto verso i genitori… verso gli altri… verso le Autorità… verso la Legge… ecc., ecc…. un “valore” spesso mal inteso come “conservazione” dell’esistente, ma che, invece, ha in sé il fondamentale abc della convivenza civile e del progresso umano.

Il “rispetto” delle leggi è oggi il compito primario del mar.llo Zezza, che esprime “vicinanza alle persone deboli e agli anziani” nella sua attività. Perché il rigoroso “rispetto delle leggi e della legalità” rappresenta, in primo luogo, proprio “rispetto” e “difesa” delle persone più deboli e indifese.

Una “foto rubata” del Comandante nel suo ufficio

Confesso che mi ha particolarmente colpito questo concetto espresso nel breve incontro che ho avuto con il nuovo Comandante… viso aperto e gioviale, ma fermo e severo.

Un suo collega più anziano mi ha scritto che il Lgt. Zezza “…è il meglio che Collepasso possa avere”… ce lo auguriamo tutti, ma, se “il buon giorno si vede dal mattino”, siamo certi che sarà così!

Anche perché questo “ragazzone” (lo dico dal mio osservatorio di ormai “diversamente giovane”) gioviale e severo ha un “curriculum” di tutto rispetto. Il nuovo Comandante è “uomo d‘azione” e di grande esperienza.

Viene dall’aver comandato per 21 anni (dal 1999) la Stazione di Salve e l’Amministrazione di quel Comune ne ha voluto sottolineare in un manifesto “la grande disponibilità, sensibilità e generosità”… ma la sua non è stata mai un’attività puramente “stanziale”.

Nel corso di quegli anni, infatti, è stato impiegato anche in attività all’estero.

Nel 2001 in Kosovo con l’incarico di Comandante del Distaccamento MSU (Multinational Specialized Unit) di Gjakova (Giacovizza), nella missione di pace italiana nell’ambito della Forza Nato in Kosovo (KFOR – Kosovo Force), alla quale l’Arma partecipava sin dal 1999 con un Reggimento MSU-KFOR con sede a Pristina.

Solo tre anni fa, nel 2017, è stato impiegato a Beirut con l’incarico di responsabile della sicurezza dell’Ambasciatore italiano in Libano.

Le sue esperienze “giovanili” sono poi “di tutto rispetto”.

Si arruola nell’Arma dei Carabinieri nel 1981 e, dopo aver frequentato la Scuola Sottufficiali di Firenze, viene mandato a Gorizia presso il 13° Btg. Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Nel corso di una missione a Palermo, nel 1986, arresta in flagranza di reato un malvivente che si era reso responsabile di un omicidio nei confronti di un rappresentante di gioielli. Per questa “buona azione” viene premiato dall’Arma con un “Encomio Semplice”.

Nel 1989, dopo aver frequentato il Corso Antidroga e conseguito la specializzazione di “Agente sottocopertura”, viene assegnato al Reparto Operativo Antidroga di Napoli e poi alla Sezione Antidroga di Bari.

Nel 1994 viene premiato con un “Encomio Solenne” dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Dopo aver svolto “attività sottocopertura” con trafficanti colombiani e della camorra, riusciva, infatti, ad individuare una raffineria di cocaina a Castelvolturno (Na), che portava al sequestro di ingenti quantitativi di cocaina e di sofisticate attrezzature per la lavorazione e all’arresto di tre trafficanti colombiani del famigerato “cartello Calì” e di alcuni camorristi.

Tra i tanti riconoscimenti e attestazioni in bella vista nel suo ufficio, ho voluto riprodurre e mi permetto di pubblicare copia dell’“Encomio Solenne”.

Dopo diverse, movimentate e brillanti esperienze nei Reparti Speciali dell’Arma, il mar.llo Zezza viene nominato nel 1999 Comandante della Stazione di Salve. Non certo per “riposare”, se si pensi che Salve non è solo un tranquillo piccolo centro del Sud Salento, ma è soprattutto una località marina e turistica con ben dodici chilometri di costa che, nel corso dell’estate, diventa una vera e propria città.

Autorevoli amici di Salve mi dicono che il Comandante ha lasciato un ottimo ricordo di sé, che si è contraddistinto per la sua attività e l’accurato controllo del territorio, per il senso del dovere e della legalità, ma, soprattutto, per la vicinanza alle persone più deboli e alle famiglie disagiate.

…e questo, permettetemi, è forse il più bel riconoscimento per un Carabiniere, che, pur gioviale e severo, ha mantenuto in sé quella profonda umanità e il senso di solidarietà che vecchi contadini, come nonno Tersigio e il padre, gli hanno trasmesso.

Le cittadine e i cittadini di Collepasso avranno certamente modo di apprezzare queste sue qualità e di sostenerlo nel suo impegno per il “rispetto” e per la “legalità”.

Benvenuto, Comandante Zezza…

…e buon lavoro!

Pantaleo Gianfreda

Post scriptum

“Mi spiace” dover rilevare e rivelare che il Comandante ha anche lui un “debole”… è uno “sfegatato” tifoso dell’Inter… in questo è proprio “di parte”… per me “juventino”, sebbene “agnostico”, e per i tanti tifosi “sfegatati” di altre squadre (soprattutto juventini e milanisti) non è certo una “bella notizia”… lo sarà, però, per gli interisti… ma si sa, quando si parla di “tifo”… nessuno è perfetto!

Mi scusi, Comandante, per questa “rivelazione”… ma giusto per “mettere in guardia” i non interisti!

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Pubblicato da il 7 Ottobre 2020. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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