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Atti di vandalismo: i cattivi esempi di “scribi e farisei” e “l’insostenibile leggerezza dell’essere” lassisti ed omertosi

Intervengo, a distanza di alcuni giorni, su recenti e reiterati episodi di vandalismo avvenuti a Collepasso e sulle conseguenti dichiarazioni di due amministratori, che mi hanno particolarmente sconcertato.

Il fatto: alcuni vandali (“ragazzi in età adolescenziale, studenti delle scuole medie”, afferma il primo cittadino) hanno divelto e distrutto a Capodanno alcuni cestini collocati presso il parco Castello. L’episodio è stato riportato anche nella cronaca del 6 gennaio del “Nuovo Quotidiano di Puglia”.

La notizia sul Quotidiano del 6 gennaio (ndr: gli atti vandalici sono avvenuti presso il Castello, non in piazza)

Sulla vicenda è intervenuto il 3 gennaio un noto “scriba” con un post, accompagnato da foto, pubblicato su facebook. Il “postino” scrive, tra l’altro, di essere “sempre più convinto che il disagio dei nostri figli spesso nasce dal nostro disagio di essere padri” e giù una serie di “ispirate” considerazioni per “spiegare” certi fenomeni.

Solo che il noto “scriba” non è un genitore o un cittadino qualunque (… forse “qualunquemente“, come il personaggio di Antonio Albanese…). È un amministratore che da nove anni governa questo Comune avendo sempre, da consigliere o assessore, deleghe impegnative quali la Cultura, l’Associazionismo e lo Sport.

Un “fariseo” ha poi fatto le seguenti dichiarazioni al Quotidiano nel giorno della Befana (un caso?!?).

Il “fariseo” è sindaco “a sua insaputa”.

Non so se ai lettori appaia “normale” quanto i due dicono. A me sì, considerata la loro connaturata indole di “scribi e farisei” evangelicamente “ipocriti”, di “sacerdoti del tempio” pronti a “dottoreggiare”, in realtà appiattiti “ventriloqui” di certa società sempre più “scriba”, date la leggerezza e la volatilità comunicative rappresentate oggi dai social, e “farisea”.

“L’insostenibile leggerezza dell’essere” (Milan Kundera) ben si adatta a “falsi profeti, scribi e farisei ipocriti” che costellano e supportano il grigio e decadente firmamento di un’amministrazione che in modo invasivo ha ormai “rotto e corrotto” il tessuto sociale e fondamentali principi etici e di legalità che dovrebbero sovrintendere il governo di una comunità.

È d’obbligo, pertanto, una domanda ai due: al di là delle “chiacchiere”, quali iniziative serie e “strutturali” avete realizzato in questi nove anni per prevenire e combattere la crescente e preoccupante propensione al vandalismo (“tendenza a distruggere e guastare per grossolana ignoranza o insensibilità o anche per un’inconsulta esibizione di forza e malintesa spregiudicatezza”) da parte di alcuni?!? Quali esempi date o avete dato?!?

Quali iniziative concrete ha assunto nel caso specifico il sindaco, considerato che accusa “ragazzi in età adolescenziale, studenti delle scuole medie”, che, a quanto si evince dalle sue parole, suppongo lui conosca? Li ha almeno segnalati alla Scuola e ai Servizi sociali, oltre che alle famiglie?

Il paternalistico appello ai genitori ad “essere persone coscienziose” andrebbe, intanto, rivolto prima di tutto a se stesso, considerato che c’è un danno e, come lui stesso dice, le opere sfasciate “comunque poi devono essere ripristinate e costano molto alla comunità”. Ha fatto almeno pagare ai genitori dei responsabili il ripristino delle opere vandalizzate? O ha paura di alienarsi il consenso e i voti di costoro, dimostrando lassismo e, di fatto, omertà?

Accusano e “danno consigli” (!!!) ai genitori per “lavarsi le mani” come Ponzio Pilato… ma loro cosa fanno?!? Non si rendono conto delle loro maggiori responsabilità per quanto omettono di fare e per certi cattivi esempi, che inducono ognuno a sentirsi autorizzato a “fare quello che gli pare e piace”… tanto “nessuno paga” mai?!? Si riempiono la bocca di paroloni insulsi e di “legalità”, ma non fanno alcunché per farla rispettare e inculcarla nei cittadini, non solo “con parole”, ma anche “con azioni e opere” e buoni esempi.

A differenza della vecchia società contadina, nella moderna società non è solo la famiglia “attore” esclusivo (sebbene fondamentale) della formazione dei ragazzi. Vi sono altri importanti “attori”: la scuola, in primo luogo, ma anche altri, quali gli “attori” istituzionali e le loro politiche educative, che si esplicano e si concretizzano in una miriade di decisioni, iniziative (e comportamenti).  

Senza dilungarmi troppo, mi limito a due dei tantissimi esempi che potrei riportare. Uno grave, l’altro apparentemente lieve.

Il primo. In riferimento ai recenti fatti di droga che hanno visto l’arresto del presidente della squadra di calcio locale, sindaco e amministratori hanno mai avvertito il dovere di dire una (che sia stata almeno “una”) parola di condanna o di allarme per questi gravi fatti o di assumere qualche iniziativa concreta o almeno di dire una parola di sostegno alle Forze dell’Ordine? E il “delegato all’associazionismo e allo sport” e il “sindaco a sua insaputa” hanno mai sentito il dovere di convincere (e, nel caso, costringere) quel presidente, concessionario di una struttura pubblica, a lasciare in altre mani la società per dare un segnale di legalità a tutti, soprattutto ai ragazzi?!? Niente di tutto ciò.

L’altro. È sotto gli occhi di tutti che spesso alcuni ragazzi scambiano la piazza per un campo di calcio. Stanno lì a rincorrere un pallone di cuoio senza che il sindaco intervenga o prenda provvedimenti. È normale? Non lo è! Non è rispettoso del senso civico e del bene pubblico permettere a ragazzini di giocare a calcio in piazza, dando fastidio ad altri e con il rischio di procurare danni a se stessi e alle strutture pubbliche. Se nessuno (“con le buone o/e con le cattive”) fa capire loro l’abc di un corretto comportamento civico, quei ragazzi cresceranno con l’idea che non esistono regole e che possono fare quello che vogliono (anche distruggere cestini dei rifiuti per divertimento o altro).

Di chi è la responsabilità… solo dei genitori o anche (soprattutto, in questo caso) degli amministratori?!?

I tanti atti di vandalismo non hanno mai visto in questi anni l’individuazione di alcun colpevole, nonostante la presenza di videosorveglianze installate “nei posti strategici del paese”, come sostiene il “fariseo”.

Uno dei tanti fatti di vandalismo avvenuti nel Parco Bosco e rimasti impuniti

Delle due l’una: o sindaco ed amministratori sono lassisti ed omertosi oppure sono “falsi profeti, scribi e farisei ipocriti” che “predicano bene e razzolano male” e danno cattivi esempi.

Per la verità, ho l’impressione che appartengano “beatamente” ad entrambe le ipotesi.

Pantaleo Gianfreda

Pubblicato da il 18 Gennaio 2020. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Un commento a Atti di vandalismo: i cattivi esempi di “scribi e farisei” e “l’insostenibile leggerezza dell’essere” lassisti ed omertosi

  1. Gioevans

    25 Gennaio 2020 a 15:52

    Voglio solo fare una constatazione…. In questo paese si parla troppo e non si mette in pratica niente… Al contempo quei pochi che fanno, spesso sono perseguiti per fini di pura propaganda politica…con questo non giustifico comportamenti estranei al vivere civile e al di fuori della legge…l’attuale classe politica….non quella messa come prestanome…. Andrebbe azzerata.. Qualsiasi sia la casacca del proprio schieramento…facciamo qualcosa di veramente propositivo per i giovani…la gente disposta a farlo esiste, mettiamola in condizione di farlo…cerchiamo di dare un futuro alla nostra comunità… Grazie e scusate