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“Se la violenza primordiale prevale sull’amore”: su “La Gazzetta” l’intervento del pedagogista sulla tragedia di Collepasso

“La Gazzetta del Mezzogiorno” di mercoledì 5 giugno ha pubblicato un interessante e stimolante intervento di uno psicopedagogista, il prof. Fernando Mazzeo, sulla drammatica tragedia familiare di Collepasso, che ha visto il povero prof. Antonio Leo vittima del figlio.

Fernando Mazzeo è docente di Lettere nella Scuola Secondaria di Primo Grado ed ha conseguito il Diploma di laurea in Pedagogia, con indirizzo psicopedagogico, presso l’Università degli Studi di Lecce. Ha pubblicato il libro “La saggezza della pedagogia” (2019) e collabora con riviste specializzate, riviste on line e giornali, in particolare con “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

Il clamore e la drammaticità della vicenda inducono indubbiamente a riflettere ed approfondire seriamente sotto tutti i punti di vista le tematiche connesse. Certe vicende devono costringere ognuno di noi ad interrogarsi, individualmente e collettivamente, riflettere e confrontarsi.

Questo è un primo e serio contributo di uno studioso, che vale la pena di leggere. Mi auguro che altri seguiranno.

Di seguito l’intervento completo (Gazzetta, 5 giugno 2019)

Pubblicato da il 7 Giugno 2019. Filed under Notizie flash. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

2 commenti a “Se la violenza primordiale prevale sull’amore”: su “La Gazzetta” l’intervento del pedagogista sulla tragedia di Collepasso

  1. Monica

    14 Giugno 2019 a 22:01

    E’ come se, dopo uno tsunami che ha distrutto le case, ci si mettesse a dissertare sulla bellezza del mare e di piazza San Pietro. Anche se in effetti le ultime righe alludono a qualcosa che non doveva funzionare nel complesso. La lettera del 1998 sarebbe stato uno spunto interessante: il padre definisce i “nemici” del figlio come “sgomenti”. Non “allibiti”, nè “invidiosi”: attribuisce loro quasi con fatalismo un sentimento negativo ma senza conferire un senso morale. Ti credevano sfigato, ora sei importante e chi ti bullizzava ora è “sgomento” come se il primo a stupirsi fosse stato proprio il padre. Che poi dice:”Dimmi su cosa intervenire” come se si trattasse di un motorino e non di una persona. Il figlio deve aver vissuto l’inferno, cosa che ovviamente non giustica minimamente quanto è stavolta accaduto.

  2. Francesco Ria

    7 Giugno 2019 a 19:40

    Iniziare un articolo riguardante un patricidio con consideraziomi sulla paternitá di uno che non è mai stato padre è un fantastico esemio di pedagogia.