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Al docente picchiato a Foggia la solidarietà di Marcello Risi: “Restituire a scuola e insegnanti il ruolo delicatissimo e fondamentale nella società. Delegittimare la scuola vuol dire bruciare il futuro dei nostri figli”

Marcello Risi, candidato alla Camera

Ha creato sconcerto la notizia del prof. Pasquale Diana, vicepreside nella Scuola secondaria di I grado “L. Murialdo” di Foggia, aggredito e picchiato da un genitore perché aveva rimproverato il figlio, che all’uscita da scuola spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui. Il genitore è ora indagato con l’accusa di lesioni aggravate da aggressione a Pubblico Ufficiale, mentre il docente ha ricevuto la piena solidarietà di colleghi, studenti, cittadini, forze politiche e sociali.  

Al prof. Diana anche la solidarietà dell’avv. Marcello Risi, candidato alla Camera nel Collegio uninominale di Nardò.

“Un docente picchiato da un genitore a Foggia, a cui va il mio pensiero e la mia solidarietà – scrive Risi -. Qualche giorno fa una professoressa accoltellata in viso da uno studente. Scuole che vantano la scarsa presenza di disabili e bocciati. E tanti altri casi che non suscitano più lo scalpore che meriterebbero. Non è questa la scuola che vogliamo. Docenti ridotti a soldati in trincea, la scuola vista come guerra di contrapposizione nel ruolo educativo tra genitori sempre più assenti e figli sempre più legittimati alla violenza da una società che rema contro ogni forma di solidarietà e rispetto del prossimo. La violenza verbale finisce per generare azioni violente. Non è questo l’esempio che vogliamo e dobbiamo dare ai nostri ragazzi, che sono il futuro del nostro Paese. Bisogna restituire alla scuola e agli insegnanti l’importanza del ruolo delicatissimo e fondamentale che hanno nella società. Delegittimare la scuola vuol dire bruciare il futuro dei nostri figli”.

La Scuola di Foggia dove è avvenuta la brutale aggressione

Da segnalare l’esemplare reazione e il comportamento del prof. Diana dopo l’aggressione: “Non ho reagito – racconta – perché avevo gli occhi del figlio di chi mi stava aggredendo e dei miei ragazzi addosso. Noi abbiamo fatto tante lezioni sul rispetto delle regole e sul linguaggio non violento, reagendo avrei annullato tutto quello che avevo cercato di insegnare loro e non me lo sarei mai perdonato”.

Pubblicato da il 13 febbraio 2018. Filed under Notizie flash. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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