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Quando muore un bambino…

Andrea Calò 12.2.14Quando muore un bambino si urla nell’anima… quando muore un bambino si tace nel cuore…
Quando muore un bambino si perde la fede… quando muore un bambino si riscopre la fede…
Quando muore un bambino ti assale la disperazione…. quando muore un bambino urli la speranza di un mondo “altro”…
Quando muore un bambino ti soverchia l’impotenza… quando muore un bambino ti soverchia la potenza del Male…
Perché ancora oggi, in un mondo che ha scoperto “tutto”, un bambino di soli dieci anni soccombe ad un male ancora detto “incurabile”, dopo tanta sofferenza, tante speranze, tante illusioni?!?
La notizia della morte del piccolo Andrea Calò ha sconvolto e lasciato attonita la nostra comunità (“… così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta…”)… Un sentimento di tristezza, dolore, affetto, solidarietà si è diffuso tra tutti noi. I social network, facebook in primo luogo, hanno ancor più trasmesso tra la comunità collepassese (e non solo) l’onda del dolore, le vibrazioni dell’incredulità, l’etica della “comunanza”, il dovere della solidarietà… come se Andrea fosse figlio, fratello, nipote, amico di tutti noi… In questi tristi momenti una piccola comunità si sente più unita e solidale, si stringe attorno alla famiglia, riflette sul “panta rei os potamòs” (“tutto scorre come un fiume”), che, nel suo scorrere ineluttabile e inarrestabile, talora travolge anche una piccola, gioiosa e sgargiante farfallina che svolazza felice e sfiora appena le sue acque…
Il beffardo Carnevale ha fatto un brutto, macabro, tenebroso, maledetto “scherzo”… la iena ridens ha la faccia carnevalesca e macabra della “Signora in nero”, che con la sua falce “miete” non solo lo stelo secco della spiga matura, ma persino qualche piccolo e raro verde fiorellino…
Per rispetto verso la prematura scomparsa e il dolore della famiglia, gli eventi del Carnevale collepassese sono stati doverosamente sospesi… non ci può essere gioia e divertimento quando muore un bambino… solo silenzio e dolore…
Non conoscevo il piccolo Andrea – o, forse, sì, attraverso il volto di tanti bambini -, ma anche questo sito internet vuole trasmettere il dolore di una comunità, ricordare il piccolo Andrea, che “come un Angelo è volato in Cielo…”, esprimere vicinanza alla famiglia, a mamma Lucia, a papà Giovanni, al fratello Luca e a tutti i familiari…
Quando muore un bambino muore sempre qualcosa anche dentro ognuno di noi…
Penso al piccolo Andrea e al dolore immenso della sua famiglia e il pensiero va anche ai tanti bambini uccisi da guerre crudeli o affogati nei “mediterranei” della speranza, ai tanti bambini malati, sfruttati, vilipesi, violentati, abbandonati… Che mondo è mai questo se non riesce a dare a tutti i bambini la serenità e la gioia della fanciullezza, la speranza di diventare adulti, sconfiggendo le guerre, la fame, la miseria, ma anche quei terribili mali che colpiscono persino le società cosiddette “sviluppate”?!?
Ciao, piccolo Andrea! Ti ricorderemo sempre con il tuo bel sorriso!

Pubblicato da il 13 Febbraio 2015. Filed under Cronaca,Il Fatto. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

9 commenti a Quando muore un bambino…

  1. Antonio Leo

    15 Febbraio 2015 a 17:14

    Quando si affrontano argomenti cosi delicati e dolorosi, sembra sempre di non riuscire a trasmettere le emozioni che si provano dentro di sé, né ci si sente in grado di trovare le parole adatte che possano esprimere una sofferenza tanto grande, anche se solo pensata e immaginata (figuriamoci vissuta!). Ma poi ci si mette la natura, il destino, il caso o chiamiamolo come vogliamo, ma ci accorgiamo che esiste sempre qualcosa che non dipende da noi, che noi, esseri umani, non possiamo controllare… Un bimbo che vola sulla terra magari solo il tempo di un battito d’ali lascia un grande vuoto. Non c’è niente di più triste.Una vita che si spegne troppo presto toglie un po’ di futuro e di fiducia a tutti.La morte di un bambino lascia inebetiti, increduli. Il primo pensiero è per lui, per l’interruzione del suo progetto di vita, poi per i suoi genitori, per lo sforzo che dovranno fare per sopravvivere, poi per i fratelli, i parenti, e poi per tutti noi, che meno vicini siamo comunque partecipi, perché la morte di un ragazzino colpisce tutta la comunità, ognuno viene toccato nell’affetto, nel senso di impotenza, nel dolore in quanto umani in grado di entrare in sintonia con il dolore altrui, e ci spinge a riflettere, a interrogarci, a ricercare un senso nella perdita e un senso alla vita.

  2. donato

    15 Febbraio 2015 a 12:39

    Nel ricordo incancellabile di Andrea, ti sono vicino in questo difficile e penoso momento.

  3. enza

    13 Febbraio 2015 a 23:09

    Questi episodi lasciano il segno indelebile…..il dolore non si può nascondere… Non mi sembra vero…non è giusto… Queste sono le parole che Lucia mamma di Andrea mi ha detto guardandomi negli occhi. Anche io qualche anno fa dicevo queste parole..non è giusto, perché doveva prendersi proprio mio figlio, perché mio Dio, perché!!!!!!!

  4. mary

    13 Febbraio 2015 a 18:31

    Ciao piccolo angelo sarai x sempre nei nostri cuori! Da lassù proteggi mamma papà e Luca! Il tuo sorriso sarà il loro sostegno!un bacio piccolo angelo e condoglianze ai famigliari!

  5. angelo

    13 Febbraio 2015 a 17:55

    Ormai anche gli articoli di cronaca si stanno trasformando in post da social network, fate scrivere gli articoli da gente che spiega i fatti, non da gente depressa contro il mondo, con tutto il rispetto per il bambino ma io non ho capito come e perchè è morto…

    • Anonimo

      14 Febbraio 2015 a 15:48

      “Perché ancora oggi, in un mondo che ha scoperto “tutto”, un bambino di soli dieci anni soccombe ad un male ancora detto “incurabile”, dopo tanta sofferenza, tante speranze, tante illusioni?!?”
      Quale parte di questa frase non ti è chiara? La parola “male” o la parola “incurabile”?

  6. Ciao Andrea

    13 Febbraio 2015 a 12:20

    Andrea era un bambino molto curioso, aveva sempre mille “perché” da porre.
    Spesso metteva in difficoltà le mie modeste conoscenze.
    Bello pensare che, adesso troverà tutte le risposte ai suoi “perché”, cosi “profondi”!

  7. Irene Ester Leo

    13 Febbraio 2015 a 11:14

    Quando un bambino ci lascia, vola via… il fallimento ci sorprende. Nonostante le mille ricerche della scienza, nonostante le evoluzioni della ricerca, nonostante la nostra sia una società oramai moderna e ipertecnologica, qualcosa si sgretola. Le nostre certezze cadono. Nonostante tutto non riusciamo a garantire ad un bambino, a tutti i bambini, la vita che dovrebbero vivere nella normale evoluzione delle cose. Non riusciamo a vincere la morte che arriva nel fiore degli anni, nel pieno della fioritura. E’ come se la primavera morisse con lui ed il sole smettesse di sorgere. Solo la fede può essere la fonte unica che sorregge il cuore, che lo salva e lo alimenta. Alla fede ci affidiamo allora, a quel Dio che ha disegni che non possiamo comprendere ma che chiama a sè le anime più belle e grandi. Ed ora la luce di un cuore puro trasmutatosi in un angelo del paradiso, illuminerà il nostro cammino e quello delle persone della sua famiglia. “perché forte come la morte è l’amore”…e oserei dire che l’amore è anche più forte della morte. Ciao Andrea, bambino dal bel sorriso, grazie per esserti donato a tutti noi. Un abbraccio ai tuoi cari.

  8. Salvs

    13 Febbraio 2015 a 10:13

    Quando muore un bambino…in tutti noi dovrebbe nascere qualcosa di più che di una coscienza se non morta al quanto mai nata, perché il bambino siamo anche noi, e quella coscienza che ci portiamo in groppa come un peso insopportabile dovrebbe spiccare il volo dal nostro animo e farci pensare…perché..?quando muore un bambino…?