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La Gazzetta del Mezzogiorno: “Campagne «asfaltate». La Provincia accusa: «irregolari quei lavori»”

L’odierna edizione provinciale de “La Gazzetta del Mezzogiorno” pubblica un articolo dal significativo titolo “Campagne «asfaltate». La Provincia accusa «irregolari quei lavori»” e sottotitolo “Il Dirigente della Pianificazione Territoriale boccia l’intervento nel Parco dei Paduli”.

Si tratta di un’importante presa di posizione del Dirigente della Provincia dopo la mia lettera del 19 luglio scorso, avente all’oggetto “Sistemazione delle strade poderali di connessione fra le masserie nell’area dei Paduli in agro di Supersano – violazione Norme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecce”, inviata al Sindaco di Supersano, alla Provincia e alla Regione Puglia.

Siamo in attesa, ora, di decisioni conseguenti.

Di seguito copia dell’articolo

(ndr: cliccare sull’articolo per leggere bene)

GdM Strade rurali 21.8.13

Pubblicato da il 21 Agosto 2013. Filed under Ambiente e Turismo,Notizie flash. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

3 commenti a La Gazzetta del Mezzogiorno: “Campagne «asfaltate». La Provincia accusa: «irregolari quei lavori»”

  1. Giuseppe

    22 Agosto 2013 a 14:42

    Caro amico Francesco è da sempre che dico ai collepassesi che il paese di Collepasso può essere governato solo da Pantaleo e Vito, oggi più che mai.Abbiamo bisogno di loro come vediamo e leggiamo dai giornali che altri comuni hanno bisogno del nostro concittadino dott. Pantaleo.Oramai anche chi ha votato l’amministratori attuali sà che il paese ha è al disastro totale. Comunque ammiro caro Francesco la tua sincerità e non ipocrisia.

  2. Errico Pietro Giuseppe

    22 Agosto 2013 a 13:42

    Aggiungo io un’altra cosa forse ancora più antipatica.
    Non so quanto a torto ma è stato proprio il manicheismo di Don Celestino che, magari inconsapevolmente per lo stesso, ha prodotto quella lugubre filosofia di pensiero alla base dell’ormai noto “Ci si tie, ci su ieu!” tipica di Collepasso.
    Poi quel pensiero si è evoluto e, dal semplice “Ci si tie, ci su ieu!”, si è passati al “Ci si tie, ci su ieu: ieu pacu!”.
    Purtroppo oggi chi non è nelle condizioni di pagare, non merità neanche l’onore del confronto.
    Poco importa l’origine dei denari, se non paghi non sei un cazzo!

    P.S.: Prima ancora di essere massacrato sulle parole espresse nei confronti di Don Celestino, voglio affermare a priori che anche per me è stato un maestro. Se muovo critica nei suoi rigurdi è solo perchè lui stesso mi ha insegnato ad amare l’Uomo.
    Ma poi basta, smettiamola di santificarlo è ancora un uomo, uomo vivo, capace ancora di essere Uomo.
    I processi di beatificazione da vivi hanno il sapore di meschina piaggeria mista a servile ed iposcrita reverenza.

  3. francesco ria

    22 Agosto 2013 a 10:54

    …mo voglio dire una cosa! Di quelle antipatiche che così continuo a stare antipatico alle persone.
    Ma quale altro amministratore collepassese, oltre a Pantaleo e a Vito e a pochissimi altri, riuscirebbe ad incarnare tutte le qualità politiche che servono per portare ad un risultato del genere.
    Provo a spiegarmi. Innanzitutto serve una sensibilità verso le tematiche paesaggistiche e ambientali. Poi serve capire di chi è la responsabilità. Bisogna conoscere gli strumenti urbanistici e di programmazione territoriale che sono stati violati. Poi bisogna conoscere nel dettaglio la macchina amministrativa di tutti gli organi di governo territoriali in modo da poter interpellare e sensibilizzare le giuste figure. Di fronte ad amministratori che confondono “comizi” con “consigli comunali” e che hanno difficoltà a chiudere il bilancio comunale e che sono passivi di fronte all’insostenibile aumento delle tasse, il paragone con chi sa amministrare è fin troppo stridente.
    Pantaleo certe volte pure a me stai sul cazzo. Come tante altre persone. E come pure io sto sul cazzo a tanti. Ma se dovessi scegliere a chi affidare la gestione di qualche attività, tra tutti quelli presenti in consiglio, non avrei dubbi e sceglierei te o Vito. Sai, ricordo e scorro nella mente, di tanto in tanto, molte delle omelie di don Celestino. Amava ripetere, riferendosi alle umane debolezze dei sacerdoti, che i preti sono uomini, ma che nel momento in cui ci confessiamo dobbiamo pensare al loro potere di intercessione divina e non ai loro errori terreni. Come quando si sceglie un medico: inutile che sia bello e poi non ne capisce niente di medicina. Meglio uno brutto, ma che sia capace di risolvere i problemi. Strano che degli assidui baciapile (forse uno po’ caniciati…) si perdano questi insegnamenti di un pastore.
    Però, forse tutto si spiega, ricordando i picchi di decibel più alti del caro arciprete emerito don Celestino: da sempre dedicati agli ipocriti. Definiti “sepolcri imbiancati”, “gente dalla doppia faccia”.
    Bella soddisfazione questa di essere riuscito a fermare uno scempio ambientale come quello raccontato nell’articolo della Gazzetta. In pochi ci sarebbero riusciti. Non aspettarti ringraziamenti dai collepassesi, da sempre un po’ aridi di smancerie (ma che quando vogliono, comunque, dimostrano di avere un cuore grande). Aspettati ringraziamenti da chi, tra qualche decennio, si spera possa passeggiare per quelle strade e ringraziare chi si è impegnato per preservarle e curarle e proteggerle.
    Ogni volta che vado a Porto Selvaggio penso a Renata Fonte. E la ringrazio. Il paragone è un po’ forzato, lei ha dato la vita. Tu e pochi altri avete dato tempo e passione e impegno e professionalità per proteggere e salvaguardare un territorio. E per provare a farlo crescere. Perchè per essere un buon amministratore bisogna avere voglia di studiare. Tanto.
    Grazie e buona estate a tutti.
    Francesco