Vendola: «Lavoro vero contro le balle del Pdl»

17 Marzo 2010 Off Di Pantaleo Gianfreda
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«Con Fitto disoccupazione al 15%, con noi è scesa all’11,5% … Risollevata la crescita della Puglia, ora largo all’economia verde»

Il presidente della Regione, ricandidato dal centrosinistra, Nichi Vendola, alle promesse del centrodestra contrappone le cifre. «Il ragionamento – dice – è presto fatto, Basta mettere a confronto i 10 anni di governo delle destre in Puglia con i cinque del centrosinistra. In quei dieci anni abbiamo assistito al più totale immobilismo quanto a misure finalizzate allo sviluppo economico, avevamo l’indice di crescita del prodotto interno lordo più basso d’Italia. De Bartolomeo (vicepresidente indicato dal centrodestra, ndr) promette 100mila posti di lavoro? Noi, invece che le balle spaziali di De Bartolomeo, ne abbiamo già creati di posti di lavoro, nei nostri cinque anni di governo, 70mila veri, buoni. Abbiamo ereditato dalle destre una Puglia il cui tasso di disoccupazione era al 15,5% e oggi l’abbiamo portato all’11,5%. E poi De Bartolomeo vada rileggersi cosa dice Bankitalia della Puglia di questi ultimi cinque anni e constati come abbia oggi un tasso di crescita che non ne fa soltanto la locomotiva del Sud, ma per la prima volta ha superato il tasso di crescita medio nazionale».

Si parla di lavoro e Vendola elenca in dieci punti tutto ciò che è stato avviato e che il centrosinistra intende completare nei prossimi cinque anni, ma l’affondo nei confronti del centrodestra continua: «Il povero De Bartolomeo, che si accompagna all’altro povero Palese – ha spiegato – cerca di   stupire gli elettori proponendo una cosa un pò nascosta e una cosa un po’ esplicita. La cosa nascosta è che ribadisce, in tutti i documenti e in tutte le conferenze stampa – cosa che Palese gli vorrebbe strappare dalla bocca – la difesa delle energie tradizionali, prodotte da combustibili fossili, che vanno liberate da lacci e lacciuoli. È il messaggio autentico, anche se subliminale, che dice carbone e nucleare nel destino della nostra regione». È questo, secondo il presidente uscente, il modello di sviluppo che il centrodestra vuole perpetrare, scippando ai pugliesi la possibilità di autodeterminare il proprio futuro che è fatto invece di «green economy», di innovazione, tecnologia, ricerca, di una nuova filiera industriale basata sulla produzione di fusoliere per le centrali dell’energia eolica e celle di ultima generazione per il fotovoltaico.

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«Tra il 2000 e il 2005 – racconta ancora Vendola – il governo regionale di Raffaele Fitto ha stanziato per il capitolo innovazione appena 80 milioni di   euro. Noi, tra 2005 e 2010, siamo passati a 1 miliardo e 700 milioni. Siamo al primo posto in Italia per la diffusione della banda larga. Al momento abbiamo coperto il 97% del territorio. Abbiamo da fare un calcolo affascinante per il futuro della nostra terra, altro che balle spaziali».

Quindi Vendola snocciola i grani di questo calcolo affascinante che è il progetto presentato agli elettori: più promozione di prodotti tipici e di qualità per diffondere la Puglia nel mondo («già oggi – spiega – abbiamo investito 65 milioni di euro per le cantine di qualità e riaffermato sul mercato la produzione di antichi vitigni quali il negramaro e il primitivo»), continuazione di quella lotta portata avanti contro lavoro nero e precariato («mentre il centrodestra – è ancora il presidente a parlare – che attacca l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori ha nel suo programma il ritorno ad un medioevo postmoderno»), diffusione del turismo sostenibile e della promozione del territorio nel mondo attraverso i servizi forniti ad esempio a chi lavora nel cinema («con i cineporti – chiarisce il presidente – abbiamo creato le condizioni perché chiunque venga da noi a girare e trovi le professionalità che gli servono. la gente del cinema viene qui, lavora con i nostri artigiani, dorme nelle nostre città e parla bene di noi nel mondo»).

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Ieri, accanto a Vendola, i vertici dei Repubblicani europei, Luciana Sbarbati e Roberta Culiersi, che lo sostengono nella corsa alla presidenza.


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Pantaleo Gianfreda