“Un processo originato da stravaganti circostanze”

5 Maggio 2009 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Riporto un articolo pubblicato il 4 maggio dal sito internet lecceprima.it, a seguito di una mia nota, dopo quello pubblicato dallo stesso sito il 28 aprile u.s. sotto il titolo: “Percosse e ingiurie: sotto processo due amministratori”. Il processo, provocato dalle infamanti e calunniose accuse di un noto D.S. collepassese, si riferisce alle incredibili vicende della serata del 2 agosto 2007, allorché l'"innominato" di via Veneto cacciò dal famoso “triangolino” due artisti di strada in procinto di esibirsi, provocando la sdegnata reazione delle centinaia di cittadini presenti. (p.g.)

Non ci sta Pantaleo Gianfreda, assessore all’Urbanistica al Comune di Collepasso. Non ci sta perché quel processo a suo carico, che avrà inizio il prossimo 15 giugno, sarebbe stato originato da “stravaganti, false e calunniose circostanze”.

“Leggo nell’articolo (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=14174) circostanze scarsamente rispettose della verità e della dignità delle persone”, scrive in una nota l’amministratore. “Presso il Giudice monocratico di Galatina è stato dato avvio ad un processo originato da stravaganti, false e calunniose circostanze riportate da un soggetto da tempo ‘in guerra’ contro l’Amministrazione comunale di Collepasso. Circostanze, che qualche pm ha ritenuto dover essere accertate in sede dibattimentale e che, invece, si sarebbero potute già chiarire nel corso delle indagini, data la loro palese infondatezza. Il denunciante è un notorio personaggio di Collepasso – afferma Gianfreda – che da tempo conduce una costante campagna intimidatoria con una miriade (sono, ormai, decine) di esposti giudiziari contro un’Amministrazione – in particolare, contro un amministratore: chi scrive -, che ha ‘osato’ compiere solo il suo dovere, fare chiarezza su un’intricata e annosa vicenda urbanistica, rispettare legalità e trasparenza, deplorare comportamenti incresciosi ed incredibili”.

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Aggiunge l’assessore: “Nel processo saranno dimostrate come calunniose le infamanti accuse di un vecchio personaggio politico, che ha sempre cercato di condizionare l’attività amministrativa e che pensa, servendosi anche della ‘giustizia’, di intimidire chi oggi opera con serietà, coerenza, legalità e trasparenza. La ‘raffica’ di denunce presentate da un tale soggetto non fermeranno né intimoriscono, però, chi agisce nella legalità e nella correttezza”.

“Nei mesi scorsi, ben cinque sentenze della Magistratura (riguardanti proprio la “zona contesa” del “triangolino” di via Veneto) hanno sconfessato altre avventate iniziative giudiziarie del personaggio e dato ragione agli atti del mio Assessorato”.

Spiega Gianfreda: “In occasione dei fatti del 2 agosto 2007 non ci sono state ‘percosse’ né ‘ingiurie’ né ‘minacce’ nei confronti del soggetto. E’ stato, invece, proprio questi ad aggredire chi scrive. Centinaia di persone – alcune delle quali indicate dagli indagati quali testimoni nel processo – possono raccontare la verità su quella fatidica serata. E’ incredibile che un processo venga originato proprio dallo stesso personaggio, che, nel corso di quella serata aveva messo in grave pericolo l’ordine pubblico e la sicurezza delle centinaia di persone presenti con comportamenti irrazionali e provocatori. Proprio il senso di responsabilità degli amministratori ‘denunciati’ e dei vigili aveva impedito che tali comportamenti provocassero gravi reazioni da parte degli allibiti e numerosissimi cittadini che si accingevano ad assistere alle brevi esibizioni di due artisti di strada, nel corso di una splendida serata di svago e divertimento, che aveva visto tanti artisti esibirsi nella piazza centrale del paese e in luoghi e strade circostanti”.

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“Sui fatti del 2 agosto 2007 pende una mia circostanziata denuncia alla Procura. Anche sui fatti oggetto del presente processo, come esposti dal farmacista, pende altra mia denuncia per calunnia. Mi auguro che la Magistratura – conclude Gianfreda – faccia piena luce su tutte le circostanze e che l’attuale processo si svolga in tempi rapidi e certi, convinto come sono che la verità emergerà e che le vere responsabilità, sia penali che civili, verranno dimostrate e punite”. 


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