“Collepasso non deve tornare indietro”: alcune riflessioni

24 Settembre 2009 Off Di Pantaleo Gianfreda

Giovedì 24 settembre, alle ore 18.30, presso la Sala Riunioni della Scuola elementare, incontro-dibattito promosso dall’associazione “Partecipazione Attiva”. L’incontro intende sollecitare una riflessione collettiva e aperta sul presente e sul futuro di Collepasso, sulle prospettive della nostra comunità. Di fronte all’assenza (e alla crisi) dei partiti nel confronto e nel dibattito politici e alla particolare situazione politica e amministrativa della nostra comunità, occorre combattere il rischio, dopo un periodo di buona amministrazione, di un “ritorno al passato”. Il momento è difficile, ma vi sono le forze per contrastare tale pericolo e guardare con fiducia al futuro. Di seguito, alcuni elementi di riflessione

partecipazione_attiva_incontro_24.9.09Indubbiamente, l’attuale Amministrazione ha rappresentato e rappresenta una svolta rispetto alle precedenti amministrazioni di centro-destra. Solo chi non ha voluto “rimuovere” dalla memoria vicissitudini ed evoluzioni degli otto anni di quelle amministrazioni, naufragate con la “cacciata” dell’ex sindaco, potrà misurare veramente ed oggettivamente l’enorme gap tra quelle e l’attuale, che, pur con i suoi limiti, ha rappresentato una svolta in termini di democrazia, qualità, progettualità e realizzazioni.

L’attuale maggioranza consiliare ha fatto della trasparenza e della partecipazione i cardini della sua azione amministrativa. Sin dal suo insediamento, ha voluto dare un messaggio forte, tenendo il primo Consiglio comunale all’aperto, in Largo Municipio. Successivamente, tutti i Consigli, almeno nei periodi primaverili ed estivi, si sono tenuti all’aperto, permettendo a tanti cittadini di assistere e partecipare alle sedute e al dibattito consiliare. Per la prima volta, sono state insediate le Commissioni consiliari, affidando la presidenza di una di queste anche alla minoranza. Il nuovo Statuto comunale, approvato dall’attuale maggioranza, rappresenta un modello e pone le basi per costruire una comunità fortemente democratica e partecipata.

Collepasso ha iniziato a riacquistare visibilità e ruolo. Hanno ripreso vigore iniziative civili, culturali e sociali. Basta ricordare per tutte le celebrazioni dell’Anno Centenario dell’istituzione del Comune e il gemellaggio di Collepasso con Betanzos, indicato come esempio dal Ministero spagnolo della Cultura.

Nei rapporti con il territorio e i Comuni circostanti, Collepasso svolge oggi un ruolo attivo ed autorevole. Nella nuova programmazione comunitaria di Area Vasta, l’Amministrazione, oltre ad un più generale ruolo propositivo, ha presentato schede programmatorie che prevedono, oltre quelli comuni a tutto il territorio del Sud Salento, interventi progettuali per la sola Collepasso di 20 milioni di euro.

Rilevante la coraggiosa scelta di introdurre a Collepasso la raccolta differenziata “spinta”. Tale scelta ha, tra l’altro, salvaguardato il nostro Comune dalla grave crisi dei rifiuti degli scorsi mesi.

Nel campo delle politiche sociali, si sono introdotti per la prima volta, seppur in maniera limitata, importanti servizi, come l’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, e si è invertito il tipo di approccio alle problematiche sociali, superando un’impostazione puramente assistenzialistica.

Nel settore urbanistico e dello sviluppo economico, è ripreso l’iter per il nuovo Piano urbanistico, è stato approvato il Piano particolareggiato della zona C1, ampliata la possibilità di costruire in zona agricola, approvato e snellito il nuovo Regolamento della Zona Industriale, avviato un programma di sviluppo basato sulle energie alternative.

Collepasso, dopo che la crisi dell’agricoltura (in particolare, la scomparsa della tabacchicoltura) ha falcidiato uno dei più importanti e primari settori di reddito, non ha ancora una sua identità “produttiva” e vive tuttora una crisi che la sta relegando sempre più al ruolo di “città-dormitorio”. Aumentano il numero degli anziani e gli addetti ai servizi pubblici (lavorano fuori, vivono/dormono a Collepasso); diminuiscono il numero dei giovani “attivi”, costretti a partire per lavoro verso il centro o il nord Italia, depauperando la nostra comunità di importanti risorse.

Indubbiamente, il modello di sviluppo di "industrializzazione avanzata" e di “terziario produttivo” (energie alternative, ospitalità, servizi innovativi allo sviluppo, manifatturiero avanzato, ecc.) prefigurato per la nostra comunità ha subito, anche per situazioni oggettive (la crisi nazionale e internazionale), un arresto.

LEGGI ANCHE  Mujica e "l'apologia della sobrietà": "Chi accumula denaro è un malato. La ricchezza complica la vita"

Occorre rilanciare, in maniera territorialmente unitaria, l’idea e la prospettiva dello sviluppo della nostra comunità, soprattutto per dare risposte occupazionali ai giovani e valorizzare la centralità geografica della nostra cittadina in un territorio fortemente produttivo e dinamico.

Nel campo delle opere pubbliche già realizzate in questi tre anni e di quelle programmate, l’elenco sarebbe lunghissimo. Si va dall’adeguamento dell’impianto di depurazione per un importo di € 780.000,00 alla realizzazione delle opere di smaltimento delle acque meteoriche provenienti dalla S.P. per Parabita per € 690.000,00, all’adeguamento del recapito finale e ampliamento della fognatura pluviale per € 346.000,00, alle opere di messa in sicurezza delle scuole (adeguamento norme di sicurezza Scuola Media € 102.600,00, manutenzione straordinaria di immobili comunali per € 196.000,00), all’ampliamento del Cimitero comunale per € 75.000,00 e alla costruzione di nuovi loculi cimiteriali per € 76.000,00, ai diversi progetti di sistemazione di strade interne per importi complessivi di € 517.000.000, alla sistemazione del Campo sportivo comunale per € 560.000,00 e molte altre ancora (lavori di realizzazione di un Ecocentro comunale per € 95.000,00; ampliamento della rete urbana di gas metano; realizzazione della rete di gas metano in Zona Industriale per € 400.000,00; lavori di adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione nel Parco del Palazzo baronale per € 83.000,00, ecc.). Il Palazzo baronale è stato, nella parte inferiore, ristrutturato e riaperto alla fruibilità popolare con iniziative varie di carattere culturale.

A queste opere va aggiunta la programmata e imminente realizzazione del Palazzetto dello Sport.

Mi fermo qui, per il momento. Già le cose dette, però, rilevano la grande mole di impegno e di lavoro dell’attuale Amministrazione.

Eppure, di fronte a questo “attivismo” dell’Amministrazione, il consenso politico ai partiti del centro-sinistra, dopo tre anni di amministrazione, non solo non aumenta, ma persino diminuisce. Basta scorrere i risultati elettorali delle ultime elezioni (Politiche 2008, Europee e Provinciali 2009) per rendersi conto di questa semplice verità. Perché?!? E’ una delle questioni sulle quali l’incontro vorrebbe dare alcune risposte.

Premesso che “l’elettore ha sempre ragione” e che le responsabilità o i meriti vanno sempre individuati nelle forze politiche, occorre chiedersi i motivi per i quali l’elettore di Collepasso persista, anzi incrementi il voto per le forze del centro-destra, sino a gratificare di consensi proprio i maggiori responsabili del passato (e non solo) degrado politico-amministrativo del nostro Comune. E’ solo questione di “favoritismi”, “clientelismi”, personalismi? O è anche, e soprattutto, “altro”?!? Domande difficili, alle quali dovremmo sforzarci di dare delle risposte.

In questi anni, ad esempio, vi è stata, è cresciuta o è mancata una vera organizzazione politica e una ramificazione di partiti e movimenti del centro-sinistra, una loro presenza attiva e costante? In altre parole, c’è stata o è mancata la “politica” nei partiti e nell’Amministrazione? Uno degli elementi di riflessione è proprio questo. La "presenza della politica". C’è o è assente?!?

E’ totalmente assente: assenti i partiti, assenti il dibattito ed il confronto, assenti le iniziative politiche, qualcuno si è illuso che la sola Amministrazione potesse in qualche modo colmare questa lacuna. Non è stato così, anche perché nella stessa azione amministrativa è “mancata” la politica.

Non a caso bersagli principali dell’acre opposizione populista della destra sono proprio coloro che maggiormente esprimono all’interno dell’Amministrazione un “progetto politico”.

La “non politica” è, indubbiamente, uno dei motivi della mancata crescita elettorale dei partiti del centro-sinistra e, al contempo, una delle cause di alcune difficoltà amministrative.

LEGGI ANCHE  A Levico Terme con Moser, Argentin, Adorni: esaltante esperienza nel gotha del ciclismo nazionale

Una complessiva analisi dell’elettorato collepassese sarebbe interessante per capire alcuni fenomeni. Ad esempio, per dare alcuni elementi di riflessione, il nostro non è, indubbiamente, un elettorato “politicizzato” e tende ad un certo qualunquismo. Questa peculiarità apre varchi enormi alla demagogia e al populismo. E’ un elettorato “labile” (dimentica facilmente, premia o punisce sull’onda del momento) e, al contempo, “attento” o, meglio, molto influenzato dai processi politici nazionali. In gran parte, soprattutto nella fascia degli anziani (ma non solo), è un elettorato sensibile al soddisfacimento immediato dei bisogni personali. Che a soddisfare tali bisogni sia il pubblico o il privato o che il privato utilizzi il pubblico per il soddisfacimento di bisogni individuali non fa differenza: l’importante è avere “risposta ai bisogni”. Alcune evidenti distorsioni della politica collepassese (e non solo) hanno risposta in questo perverso connubio pubblico-privato e nell’uso spregiudicato del pubblico per finalità personali o private. Il discorso è complesso e ci porterebbe molto lontano. Mi preme solo porre alcuni elementi di riflessione.

Certamente, il collepassese, “nel bene o nel male”, è un elettore, sotto certi punti di vista, “anomalo”, imprevedibile, contraddittorio. Più che "attento" alla politica, sembrerebbe “giocare” con la politica e i politici (e “usarli”, più che essere “usato”), rivolgendosi indifferentemente al politico di destra o di sinistra più in grado di soddisfare propri bisogni. Sembrerebbe conservatore (di destra o di sinistra), ma è pronto al cambiamento (a destra o a sinistra). Non si spiegherebbe altrimenti, in alcune circostanze (v. elezioni 1994), l’assoluta difformità tra voto politico e voto amministrativo.

A me sembra che, in questi anni, ad esempio, accanto all’assenza dei partiti del centro-sinistra, vi sia stata un’assenza “politica” anche da parte dell’Amministrazione. "Politica" significa, spesso, fare anche scelte decise, nette e forti. Privilegiare, come direbbe qualche filosofo, la “sovrastruttura”, che determina i cambiamenti sociali e politici, all’”infrastruttura”, che determina solo cambiamenti materiali, seppur necessari. Indubbiamente, la gestione dell’ordinaria amministrazione (vedi, ad esempio, le opere pubbliche) è stata ed è eccellente. Quella “straordinaria” ha lasciato molto a desiderare e ha determinato alcune evidenti difficoltà.

Un esempio per tutti. Tutti ricordano la scelta dell’Amministrazione di dare il via, nel 2007, alla costruzione in Zona industriale di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti alternative agroenergetiche (il c.d. “impianto a biomasse”). Quella decisione doveva rappresentare “il fiore all’occhiello” per il nostro paese, costruire nuova e “buona” occupazione, prefigurare uno dei possibili nuovi modelli di sviluppo industriale per il Salento (a fronte della crisi del settore manifatturiero e del comparto agricolo), porre Collepasso all’avanguardia nel settore delle energie alternative. Oggi anche l’America, con il presidente Obama, ha posto il tema delle energie alternative come prioritario per la sopravvivenza dell’intera umanità. Eppure, a Collepasso, quell’importante e innovativo progetto fu ostacolato duramente da un’opposizione irresponsabile, che, in maniera demagogica, riuscì a mobilitare e convincere tanti cittadini a contrastare l’innovativo investimento, sino a costringere il sindaco a ritirare il progetto. E’ stata una grande occasione persa per la nostra comunità.

Probabilmente, su importanti e decisive scelte di fondo dello sviluppo, sono mancati nell’attuale maggioranza la convinzione e il coraggio delle scelte e si è resa succube del populismo e del vandeismo di una minoranza irresponsabile e, per certi versi, eversiva.

I cittadini, però, hanno colto nella “vicenda Italgest”, a torto o a ragione, la capacità di “decidere”, anzi di “imporre”, da parte dell’opposizione. Di converso, hanno visto una maggioranza titubante, ostaggio di condizionamenti esterni ed interni, indecisa, in balìa degli eventi, incapace di “decidere” e di “imporre”. Timida, cioè, nel governare. 

L’elettorato collepassese, altro elemento distintivo, è tendenzialmente un elettorato che ha bisogno di “protezioni” e di riferimenti forti e si riconosce in chi, nel bene o nel male, sa o è in grado di decidere. La “vicenda Italgest” ha rappresentato per le opposizioni, allora in forte difficoltà, l’inizio della ripresa e, di converso, per la maggioranza, che sino a quel momento sembrava godere di un vasto consenso popolare, l’inizio delle difficoltà.

LEGGI ANCHE  Cimitero “privatizzato”, oneri di urbanizzazione prescritti, nuovo Polo scolastico: gli ultimi “disastri” di Menozzi & C.

Questa “indecisione” della maggioranza è stata in qualche modo resa possibile anche da un certo “minoritarismo” che vi alligna. In democrazia, soprattutto nell’attuale sistema bipolare, è maggioranza e governa chi vince anche per un solo voto e chi vince ha il dovere di portare avanti i suoi programmi. Il consenso si crea sulla capacità di governare, di decidere e, talora, di essere anche antipopolari, nell’interesse più generale.

Le ottime cose fatte dall’attuale Amministrazione rischiano di essere fortemente offuscate dalle minacciose nubi dell’antipolitica e dell’impolitica, nelle quali sguazzano a proprio piacimento le forze politiche più retrive, che rischiano, come le ultime elezioni provinciali hanno dimostrato, di riprendere definitivamente il sopravvento e di riconquistare il Comune.

Ecco perché, in questo ultimo anno e mezzo di amministrazione, occorrerebbe un grosso sforzo da parte di tutti per correggere limiti passati, ridare slancio al programma amministrativo, porre la politica come centrale nell’azione dei partiti (che si devono riorganizzare e agire) e dell’Amministrazione, che deve compiere scelte più chiare e decise.

Il rapporto con i cittadini, la coesione interna e la politica delle alleanze (sia politiche che sociali) sono, attualmente, elementi decisivi per il rilancio dell’azione amministrativa.

Non mi preoccupano le attuali fibrillazioni nella maggioranza, che sono “fisiologiche” rispetto ai problemi posti e che ripropongono, seppur in maniera forte, il problema e la domanda, ai quali bisogna dare risposte immediate, del “che fare” sia rispetto al presente sia nella prospettiva delle prossime elezioni amministrative del 2011.

In questo anno e mezzo che rimane bisogna lavorare seriamente "a 360 gradi", in primis sul terreno della politica. Ad esempio, rilanciando la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, in particolare dei giovani, nell’azione amministrativa. Io, ad esempio, ma mi auguro che lo facciano anche gli altri, intendo affiancare ai miei assessorati alcuni giovani “assessorini” e collaboratori. Questa iniziativa potrebbe aiutare anche a formare nuove classi dirigenti e a rinnovare la politica.

I giovani, d’altro canto, accanto alle tante e attive associazioni di volontariato, sono la vera leva cui puntare per continuare nel rinnovamento di questo paese. Occorre, però, coinvolgerli maggiormente, come già si sta facendo con alcune lodevoli iniziative, nelle scelte e nella gestione della comunità.

Se si ritorna a discutere e a “produrre” politica, partecipazione, idee, progetti e prospettive, si superano gli inevitabili personalismi derivanti dall’impolitica e dal populismo che allignano dappertutto e si rilancia l’etica stessa della politica e di chi è impegnato in politica, che ha il dovere di vivere i valori politici, il dovere di comportamenti coerenti ed esemplari, di rispetto degli impegni assunti, della solidarietà, di promuovere la crescita civile, sociale, culturale ed economica dei propri amministrati.

Nell’attuale situazione, il futuro politico di Collepasso non è roseo. Ma è proprio nei momenti di difficoltà e di pericolo che si rafforzano le capacità di costruire, di esprimere al meglio le intelligenze, di non fermarsi, di guardare avanti e di programmare il futuro.

Dipende da tutti e, soprattutto, dal sentirsi, ognuno di noi cittadini, pur nei diversi ruoli, parte di un progetto di reale cambiamento per la nostra comunità, che, non dimentichiamolo, accanto ad alcuni fattori “negativi”, possiede al suo interno tante ricchezze, tante energie e risorse positive e inimmaginabili.