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Importante operazione dei Carabinieri: arrestato Andrea Toma

L’operazione alle prime luci dell’alba di giovedì 11 dicembre, su disposizione della Procura di Lecce. Molti e gravi i reati contestati: minacce, violenza sessuale, lesioni gravissime, violazione di domicilio. Un arresto seguito ad altri degli scorsi anni e mesi, che contribuisce a dare maggiore serenità alla nostra comunità. Nel 1998 e nel 2000, il padre, il fratello, la sorella e il cognato di Andrea erano stati assassinati nella faida che si era scatenata tra la criminalità salentina. Un sentito ringraziamento alla Magistratura e ai Carabinieri.

Alle prime luci dell’alba di giovedì 11 dicembre è finita la “bella vita” di Andrea Toma.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, i Carabinieri di Collepasso, guidati dal Mar.llo Giovanni De Siato, coadiuvati dai Carabinieri di Matino e Scorrano, hanno provveduto ad arrestare e consegnare alle “patrie galere” l’”esuberante” giovane collepassese, già noto alle Forze dell’ordine per diversi precedenti. Al Toma era stato imposto da alcuni anni anche l’obbligo di residenza.

Molti e gravi i reati contestati: minacce, violenza sessuale, lesioni gravissime, violazione di domicilio. Tra gli addebiti, le gravissime violenze su due donne, una di Matino e l'altra di Scorrano. Probabilmente, proprio dopo le denunce delle donne pare che siano partite le indagini, che hanno portato all’arresto del giovane. Si prevedono, comunque, ulteriori sviluppi nelle indagini. Da rilevare che il Toma disponeva nella sua abitazione di notevoli “suppellettili di grido”, a dimostrazione dell’alto tenore di vita dello stesso.

Dopo l’arresto, Andrea Toma, su disposizione del sostituto procuratore dott.ssa Maria Cristina Rizzo, è stato trasferito al carcere di Borgo San Nicola, dove, probabilmente, trascorrerà buona parte della sua residua gioventù, ormai “bruciata”. Andrea, infatti, sin da ragazzo, si era particolarmente distinto per atteggiamenti e fatti di particolare gravità. La sua famiglia, d’altronde, è stata segnata da episodi e circostanze che hanno coltivato la sua “predisposizione” al crimine. Un “pentito”, alcuni anni fa, ha rivelato che, in occasione dell’agguato, che non ebbe vittime nell’occasione ma solo feriti, avvenuto agli inizi del 2000 (se non vado errato), al padre Cosimo e al fratello Fabrizio, l’obiettivo dei banditi era proprio Andrea (e non il fratello Fabrizio), oltre al padre Cosimo. Questo a dimostrazione della pericolosità del soggetto sin dalla prima giovinezza e della “vita pericolosa” vissuta dal giovane Andrea.

Nel 1992, presso l’abitazione di Cosimo Toma, il padre di Andrea, venne scoperto ed arrestato il latitante n. 1 della Sacra Corona Unita, il mesagnese Cosimo Buccarella. Il 5 marzo 1998, il cognato Fernando D’Aquino, noto esponente della malavita salentina, e la sorella Barbara vennero trucidati presso la propria abitazione in contrada “Masseria Formica” a Casarano ad opera di un commando della Scu, in un periodo di “regolamento di conti” interno alla stessa malavita. Il padre e il fratello di Andrea, Cosimo e Fabrizio Toma, furono, invece, successivamente assassinati il 18 maggio 2000 sulla Casarano-Collepasso, mentre i due tornavano dall’Ospedale per alcune cure in seguito alle ferite riportate da Fabrizio nel fallito precedente agguato.

Su queste tristi e delittuose vicende si è fatto luce negli anni seguenti, grazie alle confessioni del pentito e collaboratore di giustizia Vito D’Emidio, l’ex primula rossa della Scu, che confessò tutti questi delitti, per i quali è stato condannato insieme al casaranese Augustino Potenza, e ne rivelò gli autori e il movente. 

Non si è fatto ancora sufficientemente luce, invece, su altri gravissimi episodi delittuosi avvenuti negli anni ’80-inizi anni ’90 a Collepasso. Quali, ad esempio, il gravissimo incendio al capannone e ai macchinari della coop. agricola “Il Quadrifoglio” in contrada “Manimuzzi” e i numerosi furti e danneggiamenti subiti nel corso degli anni dalla stessa, sino a costringere la cooperativa a chiudere la sua attività. Come non si è fatta ancora completamente luce sui collegamenti tra malavita e Amministrazioni comunali dell’epoca, che portarono, come si ricorderà, all’autoscioglimento del Consiglio comunale nel giugno 1992. Periodi tristi e brutti, che molti, soprattutto tra i "politicanti" nostrani, hanno voluto sottovalutare o fatto finta di ignorare.

Per fortuna, grazie all’impegno costante della Magistratura, in particolare dell’attuale Procuratore Capo dott. Cataldo Motta, da anni responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia, e delle Forze dell’ordine, si sono sradicati gravissimi fenomeni criminali e criminogeni che avrebbero ridotto il Salento (compresa la nostra Collepasso) alla mercè della malavita organizzata, alla stregua della fenomenologia mafiosa siciliana.

E’ doveroso, pertanto, un forte e sincero ringraziamento alla Magistratura e alle Forze dell’ordine, come a tante organizzazioni civili e singoli cittadini, per il loro impegno costante nella lotta contro la criminalità organizzata. Se oggi il Salento è più libero e meno condizionato e può guardare con fiducia al suo futuro e al suo sviluppo è merito di questi uomini.

Mi auguro che con l’arresto di Andrea Toma si siano recisi gli ultimi addentellati con quel mondo criminale. Anche se non bisogna mai “abbassare la guardia”. Non bisogna dimenticare, infatti, che già negli anni e mesi precedenti le pregevoli indagini dei Carabinieri e della Magistratura avevano portato a Collepasso ad altri arresti “eccellenti”. L’odierno arresto, probabilmente, pone la parola “fine” ai ripetuti tentativi di ricostruire un tessuto criminale anche a Collepasso, legato in questi ultimi anni soprattutto allo spaccio e alla detenzione di stupefacenti. Comunque, ripeto, è importante, da parte di tutti, non abbassare mai la guardia.

Riguardo ad Andrea, voglio raccontare piccoli episodi recenti. All’inizio di questa Amministrazione, egli, dopo essere tornato da Perugia, era venuto in Comune a "chiedere aiuto". Mi sembrava animato da buona volontà. Lo incoraggiai a tornare sulla retta strada e a lavorare con onestà. Dopo alcuni altri brevi incontri, “sparì”. Lo rividi successivamente in compagnia di vecchi amministratori e, soprattutto, lo notai “zelante” raccoglitore di firme nella petizione promossa, in particolare raccordo con qualcuno dei promotori, contro l’installazione a Collepasso dell’impianto Italgest per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Una circostanza sulla quale la Magistratura farebbe bene ad indagare, anche alla luce dei fatti successivi riguardanti i gravi problemi di ordine pubblico innestati attorno alla vicenda.

D’altronde, vi sono circostanze e fatti torbidi, alcuni dei quali, data la loro delicatezza, non posso rendere pubblici, che, probabilmente, richiederebbero maggiore attenzione da parte degli investigatori, se si vuole ridare finalmente a questo nostro paese, onesto e laborioso, quella tranquillità e quello sviluppo che merita.

Intanto, riconfermo il plauso e la riconoscenza alla Magistratura e alle Forze dell’ordine per questa ulteriore e significativa operazione. Esse potranno sempre contare, quando lo ritengono, sul sostegno e sulla collaborazione miei personali, di tutta l’attuale Amministrazione e, mi auguro, di tutti i cittadini onesti.

Pubblicato da il 11 Dicembre 2008. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.