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Collepasso con Comacchio, Borgosatollo e Cortona in un progetto per i giovani
Scritto da Pantaleo Gianfreda   
mar 09 marzo 2010

Si chiama “L’opportunità di esserci… una responsabilità!” il progetto approvato e presentato dall’Amministrazione comunale di Collepasso, aderendo ad un bando dell’ANCI, insieme ai Comuni di Comacchio (Ferrara), capofila, Borgosatollo (Brescia) e Cortona (Arezzo). Si tratta di un progetto finalizzato al contrasto del disagio giovanile e dell’esclusione sociale attraverso il volontariato dei giovani verso i loro coetanei: giovani che gratuitamente aiutano altri giovani al recupero di un’identità e dignità attraverso l’inserimento alla vita attiva e l’accompagnamento e/o introduzione al mondo del lavoro

L’Amministrazione comunale di Collepasso, su iniziativa e proposta dell’Assessorato alle Politiche sociali, a seguito di un bando nazionale dell’ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) e del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha aderito ed approvato un importante accordo di partenariato con i Comuni di Comacchio (Ferrara), capofila, Borgosatollo (Brescia) e Cortona (Arezzo) per l’attuazione di significativo progetto in favore del mondo giovanile, denominato “L’opportunità di esserci… una responsabilità!”.

Il progetto è finalizzato al contrasto del disagio giovanile e dell’esclusione sociale attraverso il volontariato dei giovani verso i loro coetanei: giovani che gratuitamente aiutano altri giovani al recupero di un’identità e dignità attraverso l’inserimento alla vita attiva e l’accompagnamento e/o introduzione al mondo del lavoro.

Il progetto, se approvato, avrà la durata di 12 mesi e permetterà ai nostri giovani di interloquire con le realtà giovanili di altre e importanti (oltre che belle) aree geografiche e sociali del Paese.

Obiettivo primario della cultura della solidarietà tra le giovani generazioni è quello di fornire loro un’occasione di crescita personale. Questo progetto, infatti, vuole, da un lato, promuovere la cultura della solidarietà attraverso il potenziamento dell’informazione e della partecipazione di giovani al volontariato con particolare attenzione al volontariato del giovane verso il giovane e, dall’altro, elaborare un nuovo modello sociale di introduzione alla vita attiva  (del giovane a rischio di marginalità ed esclusione sociale).

Il progetto intende attivare interventi pilota di lotta all’esclusione sociale attraverso esperienze di volontariato giovanile, in 4 territori diversi, rappresentati da quattro Comuni costituitisi in “aggregazione” e dislocati sul territorio nazionale, attraverso l’applicazione di modalità di intervento ad personam, contribuire alla costruzione di un modello sociale orientato alla promozione dell’autosufficienza di ciascuno, ponendo al centro la persona e le sue proiezioni relazionali (la famiglia, il lavoro, la comunità e il territorio), favorendo il contrasto al disagio giovanile da un lato e la lotta alle nuove forme di povertà e di esclusione sociale dall’altro, così da ricostruire la fiducia nel futuro, utilizzando il lavoro come fattore determinante di attivazione del processo di inclusione attiva.

Si vuole, quindi, sperimentare l’attivazione di percorsi individuali di inclusione sociale attraverso l’accompagnamento e l’inserimento al lavoro, che avranno caratteristiche innovative sotto il profilo metodologico, degli strumenti utilizzati, dei risultati e della loro lettura e decodifica.

I percorsi individuali saranno il risultato di un processo di condivisione degli obiettivi del progetto che si sviluppa nella realizzazione di reti locali e nazionali tra partner pubblici e privati, con il fine, non soltanto di “rimettere in gioco” le persone coinvolte, ma anche di ottenere da tali percorsi un beneficio tangibile per la comunità: la traversia di un singolo diventa opportunità di riscatto sociale per il singolo stesso e al tempo stesso opportunità per il territorio: diventa responsabilità delle giovani generazioni di sviluppare un senso di autoefficacia che passi attraverso una relazione di aiuto nei confronti di altri giovani in situazione di bisogno.

Le azioni previste dal progetto riguardano: 1) creazioni delle reti partnership nazionale e locale; 2) costituzione dei contesti locali di sperimentazione; 3) analisi e studio dell’esperienza; 4) racconto e diffusione dell’esperienza attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani; 5) convegno finale; 6) gestione, monitoraggio e rendicontazione.

La promozione avverrà attraverso incontri di lavoro nei quattro comuni con lo scopo di pianificare la relativa sperimentazione a livello locale, che vedranno la partecipazione delle Amministrazioni Comunali partner del progetto, le realtà associate che condurranno la sperimentazione e le realtà non profit che aderiscono al progetto (parrocchie, associazioni, cooperative ecc.) con lo scopo di pianificare lo svolgimento delle relative azioni e di sensibilizzare i giovani incontrati rispetto all’opportunità di coinvolgersi in percorsi specifici che diffondano i valori della solidarietà e cittadinanza attiva diventando “custodi” di altri giovani in situazione di difficoltà.

Scopo ultimo dell’attività sarà quello di proporre un modello di intervento che possa essere trasferito in altri contesti territoriali.


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